TRENTINO-ALTO ADIGE
Nel corpo di Ötzi vivono ancora microbi di 5.300 anni
Lo studio del corpo congelato nelle Alpi rivela tracce di batteri antichi. Cosa significa per la scienza e per il Trentino-Alto Adige
Klara Hofer632 wordsEdition №30lunedì 29 giugno 2026 — Edizione № 30
Scienziati hanno identificato tracce di microbi antichi all'interno del corpo di Ötzi l'Uomo dei Ghiacci, la mummia di 5.300 anni conservata nel ghiaccio delle Alpi e custodita dal Museo di Archeologia dell'Alto Adige a Bolzano. Secondo il New York Post, lo studio pubblicato sulla rivista Microbiome ha rivelato quella che gli esperti descrivono come inaspettati "segni di vita" — batteri che potrebbero aver persistito per più di cinque millenni all'interno del corpo congelato.
La scoperta solleva questioni fondamentali sulla resilienza microbica in condizioni di conservazione estreme. Ötzi, rinvenuto da un turista nel 1991 su un ghiacciaio alpino al confine tra l'Italia e l'Austria, rimane uno dei reperti archeologici più studiati del mondo. Il corpo, esposto alle temperature glaciali permanenti, ha mantenuto una struttura cellulare e tissutale raramente preservata nel resto della documentazione archeologica umana.
Per il Trentino-Alto Adige, il ritrovamento rafforza il ruolo della regione come centro internazionale di ricerca alpina e conservazione del patrimonio. Il museo bolzanino, che ospita i resti di Ötzi, attrae studiosi da tutto il mondo interessati a comprendere come gli ambienti montani estremi interagiscono con la preservazione biologica a lungo termine.
