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TOSCANA

Il NYT: le città europee dicono basta turisti, ma gli aeroporti crescono

L'espansione degli scali a Venezia, Barcellona e Maiorca può vanificare gli sforzi contro l'overtourism

Costanza Bardi715 wordsEdition122lunedì 21 settembre 2026 — Edizione № 122

Il New York Times ha pubblicato venerdì un'analisi secondo cui l'espansione degli aeroporti in città europee come Venezia, Barcellona e Maiorca rischia di vanificare gli sforzi locali per frenare l'overtourism. Il giornale statunitense osserva che l'ampliamento degli scali può persino permettere l'arrivo di più turisti.

La contraddizione segnalata dal NYT è nota a chi osserva il turismo europeo: le amministrazioni introducono tasse di sbarco, limiti agli affitti brevi e regole sui flussi, mentre le infrastrutture aeroportuali continuano a crescere. Il giornale cita Venezia tra gli esempi, accanto a Barcellona e all'isola spagnola di Maiorca.

Per la Toscana il tema è centrale. Firenze è da anni al centro della copertura internazionale sull'overtourism, e l'aeroporto di Peretola è oggetto di un progetto di ampliamento che la stampa estera ha seguito con attenzione. Il NYT non menziona Firenze né la Toscana nel suo articolo, e la redazione non attribuisce alla regione dati che la fonte non contiene.

La questione che il giornale americano solleva resta però di metodo: come si conciliano le politiche di contenimento con le infrastrutture che portano visitatori. È un nodo che riguarda tutte le città d'arte europee, Firenze compresa.

La tesi del NYT è una contraddizione di policy: le città che dichiarano di avere troppi visitatori sono le stesse i cui aeroporti pianificano più capacità. Il giornale non parla di un caso italiano specifico oltre a Venezia, e non fornisce cifre sui flussi toscani.

Venezia è l'esempio italiano citato. La città lagunare ha introdotto negli anni un contributo di accesso per i visitatori giornalieri e ha limitato i grandi gruppi turistici, misure che la stampa internazionale ha seguito con attenzione. Il NYT le mette accanto ai piani di espansione aeroportuale come esempio della tensione tra annunci e infrastrutture.

Per la Toscana, Firenze è da tempo al centro della copertura estera sull'overtourism. Testate britanniche e statunitensi hanno descritto il centro storico come un luogo dove i residenti diminuiscono e gli affitti brevi crescono, e hanno raccontato il turismo come una forza che trasforma più che sostenere. Il NYT, in questo articolo, non menziona Firenze: la redazione non le attribuisce quindi dati o dichiarazioni che la fonte non riporta.

Il tema dell'aeroporto fiorentino è però noto alla stampa estera. Il progetto di ampliamento dello scalo di Peretola è stato seguito da testate internazionali come esempio di una città d'arte che discute come e quanto crescere. Anche su questo, il NYT non offre oggi elementi nuovi, e la redazione si limita a registrare la cornice generale che il giornale descrive.

La contraddizione segnalata dal NYT non è solo italiana. Barcellona ha annunciato misure contro gli affitti turistici mentre il suo aeroporto resta uno dei più trafficati d'Europa; Maiorca ha visto proteste contro la pressione turistica mentre lo scalo continua a espandersi. Il giornale americano legge questi casi come un modello comune, non come eccezioni.

C'è poi la dimensione economica. Il turismo è una voce centrale del prodotto interno lordo di molte regioni europee, e la Toscana non fa eccezione: vino, ospitalità, patrimonio e artigianato dipendono in larga parte dai visitatori. Il NYT non quantifica questo rapporto, ma la tensione tra ricavi e sostenibilità è implicita nella sua analisi.

La copertura internazionale dell'Italia tende a concentrarsi su Venezia, Firenze e Roma quando parla di turismo di massa. È una cornice che la Toscana conosce bene: la regione è venduta all'estero come paesaggio e patrimonio, e proprio questa immagine alimenta i flussi che poi la mettono sotto pressione.

Il NYT non cita amministrazioni locali toscane, né associazioni di residenti, né dati sui visitatori di Firenze. La redazione non inventa reazioni o cifre regionali. Si limita a segnalare che il nodo sollevato dal giornale — più infrastrutture, più visitatori, meno controllo — è quello che le città d'arte toscane conoscono da anni.

Resta aperta la domanda che il giornale americano pone senza risolvere: se le città vogliono davvero meno turisti, chi decide di non ampliare gli aeroporti? È una questione di competenze, tra livelli locali, nazionali ed europei, che il NYT non scioglie e che la redazione non intende semplificare.

La redazione continuerà a seguire la vicenda quando la stampa internazionale offrirà elementi concreti sui piani aeroportuali toscani o su misure locali. Per ora, l'articolo del NYT serve soprattutto a ricordare che l'overtourism non si combatte con le sole dichiarazioni.

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