MOLISE
Papa a Lampedusa mentre il Molise agricolo teme la siccità
Il pontefice onora i morti in mare il 4 luglio, ma il Mediterraneo rimane una frontiera chiusa per chi fugge dalla fame nel Sud
Antonio Petrella588 wordsEdition №37lunedì 6 luglio 2026 — Edizione № 37
Un papa ha trascorso il 4 luglio nel cimitero dei migranti di Lampedusa, rendendo omaggio a decine di migliaia di persone morte nel tentativo di raggiungere l'Europa. Secondo il Guardian e France 24, il pontefice ha utilizzato la visita simbolica per elogiare la storia americana di accoglienza degli immigrati, esortando gli americani a vivere secondo gli ideali della Dichiarazione di Indipendenza.
Il messaggio del papa arriva in un momento di tensione geopolitica acuta. Come riporta Le Monde, la scelta di visitare Lampedusa il giorno stesso del 250º anniversario americano era di per sé una dichiarazione: mentre gli Stati Uniti celebravano, il capo della chiesa cattolica stava nel principale hub migratorio europeo, sottolineando la tragedia del Mediterraneo.
Ma per il Molise, regione agricola che già soffre di emigrazione cronica, il messaggio papale suona vuoto. Secondo The Local Italy, i fiumi italiani sono in 'stato critico' a causa della siccità, e le risaie del Nord — il granaio europeo — stanno bruciando. Nel Sud, dove il Molise rappresenta l'ultimo avamposto dell'agricoltura meridionale, la situazione è ancora più grave.
La BBC riferisce che il papa ha esortato l'Europa a fare di più per i migranti durante la visita a Lampedusa. France 24 sottolinea come la visita del papa sia una critica simbolica alla retorica anti-immigrazione proveniente da fazioni politiche USA e UE.
Eppure, mentre il papa parla di dignità umana a Lampedusa, il Molise continua a svuotarsi. La regione, con 289mila abitanti, ha perso giovani e famiglie intere negli ultimi due decenni. Non verso l'Europa — quei percorsi rimangono mortali — ma verso il Nord Italia, l'estero, ovunque tranne che nelle terre che i loro antenati hanno coltivato.
The Local Italy documenta come l'ondata di caldo europea di fine giugno si collochi tra le peggiori mai registrate, rivaleggiando con l'anomalia del 2003. Nel Molise, questa siccità non è una novità meteorologica: è la norma di un'estate dopo l'altra. L'agricoltura molisana — cereali, ortaggi, allevamenti — dipende dall'acqua che non arriva.
Quella stessa retorica anti-immigrazione ha conseguenze concrete nel Molise: politiche agricole europee che favoriscono i grandi produttori del Nord, investimenti infrastrutturali concentrati nelle aree urbane, una narrativa pubblica che presenta il Sud come un problema da gestire, non come una risorsa da sviluppare.
Il pontefice, nel suo gesto a Lampedusa, ha scelto di stare con i migranti. È un gesto di compassione raro tra i leader mondiali. Ma per i molisani che rimangono — contadini, allevatori, artigiani — la compassione non basta. Serve acqua, serve investimento, serve una politica che non veda l'abbandono del Sud come inevitabile.
La crisi climatica che The Local Italy documenta non è una questione astratta per il Molise. È la ragione per cui sempre meno persone coltivano la terra. È il motivo per cui i tratturi — le antiche vie della transumanza che hanno sostenuto l'economia molisana per secoli — rimangono sempre più vuoti. È il perché i villaggi albanesi e croati del Molise, comunità minoritarie che hanno resistito per generazioni, ora si interrogano sul loro futuro.
Il papa ha detto a Lampedusa che 'siamo chiamati a proteggere i migranti'. Nel Molise, la protezione avrebbe un significato diverso: proteggere chi rimane dal dissolvimento lento della comunità, proteggere la terra dalla desertificazione, proteggere una cultura agricola che affonda le radici nella storia medievale della regione.
Filing from Campobasso — yes, it exists. E mentre il mondo guarda Lampedusa, qui continua la migrazione silenziosa di chi abbandona le campagne non perché insegue il sogno europeo, ma perché non vede futuro nella terra che ha nutrito le sue generazioni.
