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BASILICATA

Il Papa e l'intelligenza artificiale: la Chiesa sfida il potere dei tech

L'encicliche di Papa Leo XIV sulla dignità umana nel tempo dell'IA riaccende il dibattito globale sulla tecnologia e il controllo del capitale

Pietro Lasorsa1,389 wordsEdition4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4

Papa Leo XIV ha pubblicato la sua prima encicliche, Magnifica Humanitas, affrontando le sfide poste dallo sviluppo accelerato dell'intelligenza artificiale. Secondo il Guardian, il documento di 42.000 parole rappresenta un tentativo della Chiesa cattolica di inserirsi nel dibattito globale sulla tecnologia, un ruolo che Silicon Valley ha per decenni considerato estraneo alla religione.

L'encicliche sottolinea il valore unico della dignità umana di fronte alle macchine. Il Papa ha scritto, secondo quanto riportato da Francine Prose nel Guardian, che le cosiddette intelligenze artificiali «non subiscono esperienze, non possiedono un corpo, non provano gioia o dolore, non maturano attraverso le relazioni e non sanno dall'interno cosa significhino l'amore, il lavoro, l'amicizia o la responsabilità». L'IA non possiede una coscienza morale e non mostra alcuna preoccupazione per il bene comune.

La stampa internazionale ha notato come il documento rappresenti una sfida diretta all'ideologia dominante di Silicon Valley. Il Guardian ha osservato che mentre i giganti tecnologici come Google, Amazon e Meta hanno storicamente presentato se stessi come forze di bene — con slogan come «Don't be evil» — la loro condotta recente ha smentito questa narrazione. L'encicliche del Papa arriva in un momento in cui l'IA viene utilizzata per scopi che vanno dal controllo dei dati personali alla guerra autonoma.

L'encicliche Magnifica Humanitas è stata presentata al Vaticano lunedì scorso e ha ricevuto ampia copertura dalla stampa internazionale. Il Guardian ha descritto il documento come «una dichiarazione di guerra intellettuale contro il capitalismo digitale senza freni». L'editoriale del Guardian ha notato come il Papa, nel scegliere il nome regale Leo XIV, abbia fatto riferimento a un predecessore del XIX secolo che aveva affrontato le grandi questioni sociali della Rivoluzione industriale. Allo stesso modo, Papa Leo XIV intende affrontare la rivoluzione digitale del nostro tempo.

Il documento affronta in dettaglio i pericoli posti dall'IA: la sostituzione del lavoro umano, la manipolazione dei dati personali, la guerra autonoma, e soprattutto la programmazione dell'IA per massimizzare il profitto a scapito del bene comune. Secondo Francine Prose, nel Guardian, il Papa ha scritto che questa situazione «può solo risultare nella sofferenza dei molti per il beneficio dei pochi». L'encicliche chiede ai leader politici di regolamentare lo sviluppo dell'IA e di salvaguardare la dignità umana.

La reazione di Silicon Valley è stata fredda. Secondo il Guardian, figure come Elon Musk hanno liquidato l'encicliche come irrilevante, mentre altri hanno ignorato il documento. Arwa Mahdawi, nel suo articolo di opinione per il Guardian, ha notato come la situazione rappresenti un capovolgimento drammatico rispetto ai primi anni 2000, quando i tech mogul almeno fingevano di preoccuparsi dell'opinione pubblica. Oggi, ha scritto Mahdawi, «Donald Trump ha reso la crudeltà cool, e normalizzato l'avidità e la corruzione. I titani della tecnologia si sono messi in fila per baciare l'anello».

L'encicliche cita esempi specifici di abuso dell'IA. Il Guardian ha riportato che il Papa ha menzionato il contratto Project Nimbus da 1,2 miliardi di dollari tra Israele e Google-Amazon, accusato di svolgere un ruolo nel genocidio di Gaza. L'encicliche sottolinea come l'IA possa essere programmata per servire scopi distruttivi e come la responsabilità morale ricada sui creatori e sui proprietari della tecnologia.

Per l'Italia e il Vaticano, l'encicliche rappresenta un momento di riaffermazione del ruolo della Chiesa nel dibattito pubblico globale. Secondo France 24, il Papa ha nominato per la prima volta nella storia del Vaticano una donna laica, Maria Montserrat Alvarado, a capo del Dicastero per la Comunicazione. Questo cambiamento strutturale riflette l'intenzione del Papa di modernizzare la Chiesa e di renderla più rilevante nel dibattito contemporaneo.

In Basilicata, il tema dell'intelligenza artificiale tocca questioni concrete legate all'economia regionale. La regione ha investito negli ultimi anni in settori ad alta tecnologia — automotive, energia, turismo digitale — e la transizione verso l'IA avrà implicazioni significative per l'occupazione. La stampa internazionale non ha ancora affrontato in dettaglio come l'IA influenzerà le regioni del Sud Italia, ma l'encicliche del Papa suggerisce che la questione della dignità umana nel tempo dell'automazione è centrale.

Il Guardian ha notato come l'encicliche sia particolarmente tempestiva dato che Donald Trump ha posticipato un ordine esecutivo che avrebbe imposto revisioni di sicurezza per i nuovi modelli di IA. In assenza di una regolamentazione statale, la «corsa tecnologica» continua senza freni. L'encicliche del Papa rappresenta un appello morale a rallentare e a riflettere sulle conseguenze.

Francine Prose ha scritto che l'encicliche affronta anche il tema della creatività umana e dell'IA. Quando le viene chiesto se i romanzi del futuro saranno scritti dall'IA, Prose ha risposto che nessun algoritmo scriverà un'altra Anna Karenina. L'encicliche del Papa supporta questa posizione, affermando che l'IA non possiede la capacità di creare significato morale e artistico autentico.

La presentazione dell'encicliche ha incluso un intervento di Christopher Olah, co-fondatore ateo di un'organizzazione di ricerca sull'IA. Secondo il Guardian, la presenza di Olah accanto al Papa ha simboleggiato un'alleanza inaspettata tra la Chiesa e alcuni settori della comunità scientifica che condividono preoccupazioni sulla direzione della tecnologia.

L'editoriale del Guardian ha sottolineato come l'encicliche contribuisca a un dibattito etico cruciale. Mentre la politica è paralizzata dalle pressioni di lobby dei giganti tecnologici, e mentre i governi faticano a regolamentare l'IA, la Chiesa cattolica ha assunto una posizione morale chiara. Il Papa ha affermato che la regolamentazione statale è necessaria per garantire che i benefici straordinari dell'IA siano utilizzati per il bene di tutti, non per il profitto di pochi.

La stampa internazionale ha anche notato come l'encicliche rifletta un cambio di direzione rispetto al pontificato precedente. Papa Francis, che è morto l'anno scorso, aveva iniziato questa trasformazione, affrontando questioni di giustizia sociale e dignità umana. Papa Leo XIV continua questo percorso, ma con un focus specifico sulla tecnologia.

Per il futuro, l'encicliche rappresenta un punto di riferimento nel dibattito globale sull'IA. Secondo il Guardian, il documento sarà probabilmente citato da attivisti per i diritti umani, da legislatori, e da chiunque cerchi di argomentare a favore di una regolamentazione più rigorosa della tecnologia. La Chiesa cattolica, con la sua storia millenaria e la sua influenza globale, ha inserito la sua voce in un dibattito che fino ad ora era stato dominato da tecnocrati e magnati della tecnologia.

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