FRIULI-VENEZIA GIULIA
Il Papa ha il cancro ai polmoni: la diagnosi, e un confine che prega
Il Vaticano conferma l'adenocarcinoma dopo l'intervento al Gemelli. Dalle parrocchie di Trieste e Gorizia alle comunità di lingua slovena, l'attesa si fa ecumenica.
Sergio Madrussan1,035 wordsEdition №146mercoledì 14 ottobre 2026 — Edizione № 146
Papa Leone XIV ha il cancro ai polmoni. Lo ha annunciato il Vaticano martedì sera, dopo che i chirurghi avevano rimosso il lobo inferiore del polmone destro in quello che il bollettino medico definisce un intervento riuscito e avvenuto nei tempi previsti, come riportano il Guardian, la BBC, France 24, Al Jazeera, Le Monde e il New York Times.
Secondo France 24, i medici hanno diagnosticato un adenocarcinoma polmonare, una forma comune di tumore; una fonte vaticana ha aggiunto che ulteriori esami sono in corso per stabilire se la malattia si sia diffusa. Il pontefice, 71 anni, è ricoverato al Gemelli di Roma, dove si prevede resti circa una settimana.
Per il Friuli-Venezia Giulia la notizia arriva con un peso particolare. Questa è una regione di confine dove il cattolicesimo convive da secoli con una minoranza slovena e con una diaspora di fedeli che guardano a Roma attraverso il filtro di Trieste, Gorizia e del mondo mitteleuropeo.
Il primo papa americano, ricorda la CBS, era già stato ricoverato in precedenza: si tratta del suo primo intervento da quando è stato eletto a maggio 2025. La sua convalescenza, e le risposte che i test daranno nelle prossime settimane, riguardano anche le diocesi di frontiera che da decenni intrecciano la fede con la politica delle lingue e delle appartenenze.
Il bollettino vaticano diffuso martedì sera è asciutto e preciso: il lobo inferiore del polmone destro è stato rimosso, l'operazione è durata circa novanta minuti, il papa si è svegliato normalmente. La diagnosi che ne è seguita — adenocarcinoma polmonare — è stata comunicata solo dopo l'esame del tessuto asportato, come riferiscono il Guardian e France 24.
Le Monde sottolinea che Leone XIV era entrato al Gemelli nel primo pomeriggio, come previsto, e che il Vaticano ha indicato in una settimana il tempo di recupero previsto. Al Jazeera conferma che il pontefice è in fase di recupero nel policlinico romano, mentre la BBC parla di un intervento definito riuscito dalla Santa Sede.
La CBS ha ricordato che Leone è il primo papa americano della storia e che questo è il suo primo ricovero da quando è stato eletto a maggio 2025. Il nodulo era stato scoperto, secondo quanto aveva detto lo stesso pontefice nei giorni precedenti, in una fase precoce durante controlli medici di routine: un dettaglio che il Guardian aveva riportato già domenica, prima dell'operazione.
Per il Friuli-Venezia Giulia, terra di confine e di minoranze, la notizia si legge su due piani. Il primo è quello della fede: le diocesi di Trieste, Gorizia e Udine sono da sempre crocevia di cattolicesimi diversi, italiano e sloveno, e la figura del vescovo di Roma è il punto di riferimento comune di comunità che si sono divise e ricomposte lungo il Novecento.
Il secondo piano è quello della geopolitica religiosa. Un papa americano che affronta una malattia seria mentre l'Europa entra in una stagione elettorale delicata — come osserva il Guardian in un commento di Nathalie Tocci — significa che il Vaticano resta un attore diplomatico che parla con Washington, con Bruxelles e con i Balcani occidentali. E Trieste, che con i Balcani ha un rapporto quotidiano, lo sa bene.
I riti e le preghiere per la salute del pontefice sono già cominciati nelle parrocchie di tutta Italia. Nella regione, dove la messa domenicale è spesso in italiano e in sloveno a seconda del paese, la notizia è arrivata attraverso i bollettini delle agenzie internazionali prima che dai canali ufficiali diocesani.
Non è la prima volta che un pontefice affronta una malattia polmonare in corso di mandato. La storia recente della Chiesa è piena di convalescenze lunghe, di bollettini medici letti come bollettini politici, di attese che hanno ridisegnato equilibri interni. Ma questa volta l'elemento nuovo è la trasparenza: la Santa Sede ha comunicato la diagnosi oncologica in modo diretto, senza formule elusive.
Le Monde riporta che il Vaticano prevede una settimana di degenza. France 24 aggiunge che ulteriori test sono in corso per determinare se il cancro si sia diffuso: è questo il punto che conta davvero per i prossimi mesi, non solo per la Chiesa ma per il ruolo internazionale che il papa ha assunto su temi come la migrazione mediterranea e la guerra in Ucraina.
Per la nostra regione, la questione migratoria è particolarmente sensibile. Trieste è una delle porte della rotta balcanica, e la voce del papa sui migranti è stata in questi anni un riferimento anche per le Caritas di frontiera. Una convalescenza lunga significherebbe un silenzio prolungato su un tema che qui si vive ogni giorno.
Il New York Times ha aperto il suo articolo ricordando che i chirurghi hanno trovato un nodulo canceroso e hanno rimosso il lobo inferiore del polmone destro. La scelta di asportare un intero lobo, ha spiegato France 24 citando una fonte vaticana, serve a 'garantire che la procedura fosse radicale': una formula tecnica che indica la volontà di eliminare il tessuto a rischio senza margini di dubbio.
C'è poi la dimensione ecumenica. Il Friuli-Venezia Giulia è una delle poche regioni italiane in cui cattolici, ortodossi e protestanti convivono in un tessuto di minoranze storiche. La preghiera per il papa, in questo contesto, non è mai solo cattolica: diventa un gesto che attraversa le confessioni e le lingue.
La CBS ha trasmesso un'analisi medica del dottor David Jones, capo di chirurgia toracica al Memorial Sloan Kettering Cancer Center, che ha spiegato i dettagli della diagnosi. Le reti americane hanno dedicato ampio spazio alla notizia proprio perché Leone è il primo papa statunitense: per l'opinione pubblica americana, questa è una storia nazionale oltre che vaticana.
Anche Al Jazeera ha seguito la vicenda con attenzione, segno che il pontefice resta una figura di riferimento nel mondo arabo e musulmano, soprattutto per la sua linea sui diritti dei migranti e sul dialogo interreligioso. La sua eventuale assenza prolungata dalla scena pubblica avrebbe ripercussioni che vanno oltre il Vaticano.
Nei prossimi giorni il Vaticano dovrebbe diffondere ulteriori bollettini. La domanda che tutti si pongono, e che i medici dovranno rispondere, è se il tumore sia confinato al polmone o si sia diffuso. Fino ad allora, l'attesa sarà la stessa in tutte le lingue della regione: in italiano, in friulano, in sloveno, in tedesco.
