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SICILIA

Papa Leone lascia il Gemelli dopo l'intervento al polmone

Il pontefice dimesso quattro giorni dopo la lobectomia al polmone destro. I medici parlano di 'continuo miglioramento' e lo dichiarano 'idoneo alle dimissioni'.

Concetta Vassallo449 wordsEdition №153domenica 18 ottobre 2026 — Edizione № 153

Papa Leone XIV è stato dimesso dall'ospedale Gemelli di Roma sabato, quattro giorni dopo l'intervento con cui i chirurghi gli hanno rimosso parte del polmone destro per estrarre un tumore canceroso. Lo riportano il Guardian, France 24, Al Jazeera e il New York Times, secondo cui i medici parlano di un 'continuo miglioramento' e di un pontefice 'idoneo alle dimissioni'.

Le Monde scrive di un papa 'sorridente' che torna in Vaticano e colloca la notizia in una cornice più ampia: la fine di un periodo di incertezza che ha scosso la Santa Sede e gli 1,4 miliardi di cattolici nel mondo, a meno di due anni dall'inizio del pontificato di un papa nato a Chicago.

Il Guardian ricorda che la lobectomia è il trattamento standard per il cancro ai polmoni individuato precocemente e che può essere curativa; France 24 precisa che ulteriori esami dovranno dire se la malattia si è diffusa.

Il New York Times dedica alla vicenda due pezzi distinti: uno sulla trasparenza del Vaticano e uno, firmato da un ex capo dell'ufficio di Roma del giornale, sulle domande che la diagnosi solleva sulla vita e sull'eredità di Leone. Il quotidiano americano nota che il papa, annunciando da solo la propria condizione polmonare, è stato più schietto di molti predecessori, ma che restano zone d'ombra che alimentano la lettura simbolica di ogni comunicato.

Il Guardian, nel pezzo esplicativo sulla lobectomia, insiste sulla natura standard dell'operazione e sulla possibilità che sia curativa. È una precisazione che conta per chi legge da fuori: il racconto internazionale non è quello di un papa in pericolo di vita, ma di un paziente che segue un percorso clinico prevedibile.

Le Monde aggiunge un elemento politico: la fine dell'incertezza arriva mentre il Vaticano è impegnato su più fronti, dalla diplomazia alla gestione della comunicazione.

C'è poi il tema della trasparenza, che il New York Times solleva con cautela. La domanda non è se il papa stia meglio — le fonti concordano che il decorso è regolare — ma quanto il Vaticano dirà sugli esami successivi. France 24 ricorda che i medici hanno detto che ulteriori accertamenti avrebbero mostrato se il cancro si è diffuso: è su questo passaggio che si concentrerà l'attenzione nelle prossime settimane.

La stampa estera non manca di notare la dimensione simbolica della scelta di far vedere il papa sorridente. Le Monde ha scelto l'aggettivo 'sorridente' per il ritorno. Sono segnali di una comunicazione che punta a rassicurare senza nascondere la malattia.

Il ritorno in Vaticano non chiude la vicenda clinica. I giornali stranieri lo trattano come una tappa, non come un epilogo: i controlli successivi, la ripresa delle funzioni, la capacità di reggere il calendario pontificio saranno i prossimi capitoli.

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