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UMBRIA

Papa Leone in Francia, e l'Umbria guarda lo scisma da lontano

La visita del pontefice a Parigi riaccende la frattura con la Società di San Pio X: cosa significa per la terra di Francesco

Niccolò Mariani879 wordsEdition №127sabato 26 settembre 2026 — Edizione № 127

Papa Leone XIV ha iniziato venerdì la sua visita di quattro giorni in Francia con un discorso al Palazzo dell'Eliseo in cui ha messo in guardia contro i pericoli dell'intelligenza artificiale, definita un possibile 'paradiso di macchine' capace di minare l'umanità. Lo riferiscono Le Monde, Al Jazeera e il New York Times, che seguono il viaggio del pontefice da Parigi.

La visita cade in un momento delicato per la Chiesa cattolica. France 24 ha riferito che la recente scomunica da parte del Vaticano dei seguaci della Società di San Pio X, il gruppo ultraconservatore fondato da monsignor Marcel Lefebvre, ha riacceso una faida di lunga data proprio mentre il papa incontrava il presidente Emmanuel Macron.

Secondo Politico Europe, Leone XIV ha difeso all'Eliseo la libertà di coscienza senza nominare l'estrema destra francese, mentre la favorita Marine Le Pen rilanciata una proposta di divieto del velo. Le Monde ha aggiunto che il papa ha condannato la maternità surrogata, l'acquisto di organi e il concetto di 'organizzare la propria morte', e ha esortato la Francia a essere un 'campione instancabile della pace'.

A Perugia e in Umbria, terra di Francesco e di pellegrinaggi, la notizia arriva con un peso particolare. La regione ospita Assisi, meta di milioni di visitatori religiosi ogni anno, e la frattura con i lefebvriani tocca un tema che qui si conosce da vicino: come si tiene insieme una Chiesa che si allarga e si divide.

Secondo Politico Europe, Leone XIV ha difeso all'Eliseo la libertà di coscienza senza nominare l'estrema destra francese, mentre la favorita Marine Le Pen ha rilanciato una proposta di divieto del velo.

Il New York Times ha inquadrato il viaggio come il tentativo di Leone XIV di essere 'il papa di tutti': dopo l'Africa, la tappa francese serve a parlare sia ai cuori storici del cattolicesimo romano sia alle nuove roccaforti della Chiesa. È una strategia che riguarda anche l'Italia, e in particolare una regione come l'Umbria, dove il cattolicesimo popolare e il pellegrinaggio restano parte dell'economia e dell'identità.

Assisi è il cuore di questa geografia. La città serafica accoglie ogni anno flussi di visitatori legati alla figura di San Francesco, e la Basilica è uno dei luoghi simbolo del dialogo interreligioso voluto da Giovanni Paolo II nel 1986 e poi da Benedetto XVI nel 2011. Quando la Chiesa universale si divide, come nel caso dei lefebvriani, l'eco arriva anche qui, nei conventi e nelle parrocchie di campagna.

La storia della Società di San Pio X non è nuova. Fondata nel 1970 da Lefebvre in opposizione alle riforme del Concilio Vaticano II, fu dichiarata scismatica nel 1988 dopo le ordinazioni episcopali illegali a Ecône, in Svizzera. Da allora il gruppo ha costruito una rete internazionale di scuole, seminari e cappelle, attirando migliaia di fedeli, come ricorda France 24.

Per l'Umbria, terra di conventi e di ordini religiosi, il tema non è astratto. La regione ha una lunga tradizione di vita monastica e di accoglienza di comunità religiose, e le divisioni interne al cattolicesimo si riflettono anche nella cura delle parrocchie di montagna, dove i sacerdoti sono sempre meno e le comunità invecchiano.

Il discorso sull'intelligenza artificiale, poi, tocca un nervo che riguarda anche l'Italia centrale. Le Monde ha riferito che il papa ha parlato dei rischi delle nuove tecnologie in termini morali, non tecnici. In una regione come l'Umbria, dove l'agricoltura e l'artigianato convivono con una crescente automazione, la domanda su cosa significhi 'umano' nel lavoro non è solo filosofica.

Politico Europe ha notato un dettaglio curioso: il cardinale Michael Czerny, che guida la commissione vaticana sull'intelligenza artificiale, ha ammesso di non usare l'IA perché non ha avuto tempo di provarla. È una battuta che circola nelle redazioni internazionali, ma dice anche quanto la Chiesa stia cercando di orientarsi su un terreno che non conosce.

La visita francese si concluderà nei prossimi giorni, e i corrispondenti stranieri seguiranno con attenzione le tappe previste, tra cui Lourdes. Per l'Umbria, l'interesse è duplice: da un lato la vicinanza spirituale ad Assisi, dall'altro la consapevolezza che il turismo religioso è una voce importante dell'economia regionale, e che le divisioni della Chiesa possono influire sui flussi e sulle comunità che li accolgono.

Non ci sono, al momento, reazioni ufficiali umbre riportate dalla stampa estera. La regione osserva da lontano, come spesso accade per le grandi questioni vaticane, ma con un occhio particolare a ciò che accade nelle parrocchie e nei santuari che punteggiano l'Appennino.

Il viaggio di Leone XIV in Francia, con il suo doppio registro — la laicità dello Stato e la difesa della fede — è anche un promemoria per l'Italia: il rapporto tra religione e sfera pubblica resta una questione aperta, e non solo a Parigi.

Per ora, la notizia che arriva dall'Eliseo è quella di un papa che chiede dialogo mentre le forze populiste europee guardano al potere. È un messaggio che, da Perugia, si ascolta con la cautela di chi conosce la distanza tra i grandi discorsi e la vita quotidiana delle comunità.

Nei prossimi giorni si saprà se la visita riuscirà a ricucire qualcosa con i lefebvriani o se la frattura resterà aperta. Per l'Umbria, come per il resto d'Italia, la posta in gioco è la tenuta di un cattolicesimo che cambia, tra pellegrinaggi che crescono e parrocchie che si svuotano.

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