BASILICATA
Il Papa negli Usa: accoglienza e memoria di un'Italia che emigrava
Papa Leone cita la Dichiarazione d'indipendenza americana mentre l'Italia affronta il carico dei migranti nel Mediterraneo
Pietro Lasorsa1,223 wordsEdition №35sabato 4 luglio 2026 — Edizione № 35

Papa Leone ha utilizzato il suo primo grande discorso al suo paese di origine per elogiare la storia americana di accoglienza degli immigrati, esortando gli americani a vivere secondo gli ideali della Dichiarazione di indipendenza. Secondo quanto riportato dal Guardian il 3 luglio, il Papa ha trasmesso il suo messaggio dal Vaticano al National Constitution Center di Filadelfia durante la celebrazione del 250° anniversario americano.
Il discorso del Papa arriva in un momento di tensione politica negli Stati Uniti e in Europa sulla migrazione e sui diritti dei migranti. Il Guardian ha sottolineato come il messaggio del Papa sia stato una critica implicita alle politiche più restrittive verso i migranti, in particolare quelle sostenute da figure politiche negli Stati Uniti. Per l'Italia, il discorso presenta un contrasto stridente: il paese che una volta ha mandato milioni di emigranti in America oggi affronta il carico di accogliere migranti dal Mediterraneo.
Per la Basilicata, una regione segnata da più di un secolo di emigrazione, il discorso del Papa tocca una ferita storica ancora aperta. Tra il 1880 e il 1920, centinaia di migliaia di lucani e campani partirono verso le Americhe in cerca di lavoro e sopravvivenza. Molti di loro, come i genitori e i nonni di milioni di italoamericani, cercarono esattamente quella accoglienza che il Papa ora elogia negli Stati Uniti. Oggi, mentre l'Italia guarda al passato con nostalgia, non riesce a riconoscere lo stesso diritto ai migranti che arrivano dal mare.
La memoria della Basilicata è una memoria di partenze. I paesi arroccati sulle colline della regione — Matera, Potenza, Pisticci, Tursi — hanno visto generazioni intere partire per non tornare. Le 'case vuote' di questi paesi sono monumento a una scelta forzata: emigrare o rimanere in povertà. La maggior parte scelse di emigrare. Negli Stati Uniti, in Argentina, in Brasile, i lucani costruirono comunità, famiglie, vite. Loro, come tutti gli emigranti italiani, cercavano l'accoglienza che il Papa oggi predica agli americani.
Il discorso del Papa raggiunge l'Italia in un momento critico. Il paese affronta una crisi migratoria nel Mediterraneo, con migliaia di persone che tentano di raggiungere le coste italiane ogni anno. Le politiche italiane sono diventate sempre più restrittive negli ultimi anni. La Basilicata, con i suoi porti di Taranto e le sue coste ioniche, è una porta d'ingresso per molti migranti. La regione, già fragile economicamente e demograficamente, si trova a gestire un carico che le risorse locali faticano a sostenere.
Eppure, il discorso del Papa suggerisce una prospettiva diversa. Se gli Stati Uniti hanno prosperato grazie all'accoglienza degli immigrati — come il Papa ricorda citando la Dichiarazione di indipendenza — perché l'Italia non potrebbe fare lo stesso? La storia economica della Basilicata mostra un modello opposto: la regione ha perso i suoi giovani e i suoi talenti all'emigrazione, rimanendo arretrata e povera. Forse l'accoglienza dei migranti, piuttosto che un onere, potrebbe essere un'opportunità di rivitalizzazione.
Il Guardian ha riferito che il messaggio del Papa è stato una critica implicita alle politiche di Trump e ad altre figure politiche che hanno adottato posizioni anti-immigrazione negli Stati Uniti. Questo ha implicazioni per l'Italia, dove la premier Giorgia Meloni ha adottato politiche simili sulla migrazione. Secondo quanto riportato da France 24 il 3 luglio, il periodo di 'luna di miele' di Meloni sembra essere finito, con la sua popolarità in calo. Le sue politiche sulla migrazione, che hanno trovato consenso iniziale, sono sempre più criticate a livello internazionale.
La Basilicata rimane invisibile in questi dibattiti nazionali e internazionali. La regione non ha una voce forte nella politica italiana; le sue comunità sono piccole e disperse. Eppure, è proprio nelle regioni marginali come la Basilicata che l'impatto della migrazione è più visibile e più complesso. I migranti che arrivano a Taranto cercano lavoro, comunità, speranza. Spesso trovano solo precarietà e isolamento.
La storia della Basilicata insegna che l'emigrazione non è un fallimento della società che accoglie, ma una conseguenza della diseguaglianza e della mancanza di opportunità. Quando la Basilicata era povera, i suoi figli emigravano. Oggi, quando la regione rimane povera, i migranti stranieri cercano di arrivarvi. La soluzione non è costruire muri, come suggeriscono le politiche attuali, ma creare opportunità economiche e sociali che permettano alle persone — sia nate localmente che arrivate da fuori — di prosperare.
Il discorso del Papa è un appello morale a ricordare il passato. L'Italia, più di qualsiasi altro paese europeo, dovrebbe capire cosa significa emigrare, cosa significa cercare accoglienza in terre straniere, cosa significa costruire una vita in un posto dove non sei nato. La Basilicata, più di qualsiasi altra regione italiana, dovrebbe capirlo. Eppure, le politiche attuali suggeriscono il contrario.
Nel Mediterraneo, mentre il Papa parla di accoglienza a Filadelfia, le navi di salvataggio continuano a operare. Secondo i dati riportati da organizzazioni internazionali, migliaia di migranti hanno perso la vita tentando di attraversare il Mediterraneo negli ultimi anni. L'Italia, con le sue lunghe coste, rimane una destinazione primaria. La Basilicata, con i suoi porti e le sue comunità costiere, è parte di questa storia.
Il discorso del Papa non cambierà immediatamente le politiche italiane sulla migrazione. Meloni e il suo governo rimangono fermi nelle loro posizioni restrittive. Tuttavia, il messaggio del Papa rappresenta una sfida morale che l'Italia non può ignorare indefinitamente. Se il paese vuole rimanere fedele ai suoi valori e alla sua storia, deve riconoscere che l'accoglienza dei migranti non è un'eccezione, ma una continuazione di una tradizione che risale a secoli fa.
La Basilicata potrebbe diventare un laboratorio per una nuova politica sulla migrazione. La regione, con la sua popolazione in declino e le sue economie fragili, potrebbe beneficiare dall'accoglienza strategica di migranti disposti a lavorare e a contribuire alla comunità. Alcuni paesi europei — come la Germania e la Svezia — hanno sperimentato questo approccio, con risultati misti ma generalmente positivi. Per la Basilicata, un approccio simile potrebbe invertire il declino demografico e economico che la affligge da decenni.
Il discorso del Papa arriva anche mentre la stampa internazionale continua a scrutinare il ruolo dell'Italia nella crisi migratoria europea. Il Guardian, France 24 e altri media hanno riportato come l'Italia, sotto la leadership di Meloni, abbia adottato una linea sempre più dura sui migranti, inclusa la cooperazione con le milizie libiche per intercettare i migranti in mare. Queste politiche hanno attirato critiche da parte di organizzazioni per i diritti umani e da figure religiose come il Papa.
La Basilicata rimane una regione di transito, non di destinazione. I migranti che arrivano a Taranto o sulle coste ioniche spesso cercano di raggiungere il Nord, dove le opportunità economiche sono maggiori. Questo lascia la regione con il carico della gestione e dell'accoglienza temporanea, senza i benefici economici a lungo termine che potrebbero derivare dall'insediamento permanente. Una politica più intelligente potrebbe trasformare questa situazione, creando opportunità che incoraggino i migranti a rimanere e a contribuire all'economia locale.
Mentre il Papa parla di accoglienza dagli Stati Uniti, la Basilicata continua a svuotarsi. Ogni anno, migliaia di giovani lucani lasciano la regione in cerca di opportunità altrove. Allo stesso tempo, i migranti cercano di entrare in Italia, spesso bloccati dalle politiche restrittive. È un paradosso che il discorso del Papa mette in evidenza: il mondo è pieno di persone in movimento, in cerca di opportunità e di sicurezza. L'accoglienza non è una scelta morale astratta, ma una necessità pratica per società che vogliono prosperare.
