The newspaper of Italy, seen from abroad
La Veduta — giornale di idee, cultura e affari
Inaugural Edition № 1
World wire
…
← Back to the edition

ESTERO

Papa Leone XIV in Francia: l'IA e il 'paradiso di macchine'

Il viaggio di quattro giorni a Parigi e Lourdes mette il Vaticano al centro del dibattito globale sulla tecnologia e sulla laicità

Adriana Sole969 wordsEdition №127sabato 26 settembre 2026 — Edizione № 127

Papa Leone XIV ha messo in guardia contro i pericoli dell'intelligenza artificiale durante la sua visita di Stato in Francia, avvertendo che la tecnologia rischia di creare un 'paradiso di macchine' capace di minare l'umanità. Lo riferiscono Al Jazeera e Le Monde, secondo cui migliaia di persone si sono radunate a Parigi per accogliere il pontefice.

Parlando al Palazzo dell'Eliseo accanto al presidente Emmanuel Macron, il papa ha difeso la 'laicità autentica', sostenendo che non dovrebbe escludere la religione dalla sfera pubblica, e ha esortato la Francia a essere un 'campione instancabile della pace'. Le Monde riporta che il discorso ha toccato anche la bioetica, con una condanna della maternità surrogata, dell'acquisto di organi e del concetto di 'organizzare la propria morte'.

Il viaggio di quattro giorni, il primo in Francia dopo le tappe africane, è letto dal New York Times come il tentativo di Leone XIV di essere 'il papa di tutti', capace di parlare tanto ai cuori storici del cattolicesimo romano quanto alle nuove roccaforti della Chiesa nel mondo.

Politico Europe osserva che il pontefice ha chiesto dialogo mentre le forze populiste francesi mirano al potere, difendendo la libertà di coscienza senza nominare l'estrema destra, in un momento in cui la favorita Marine Le Pen rilanciа una proposta di divieto del velo.

La visita di Papa Leone XIV in Francia arriva in un momento delicato per la Chiesa cattolica, e la stampa internazionale la legge come un test della sua capacità di parlare a un'Europa sempre più secolarizzata senza rinunciare alle proprie posizioni dottrinali. France 24 ricorda che sullo sfondo pesa la recente scomunica dei seguaci della Società di San Pio X, il gruppo ultraconservatore scismatico che ha costruito una vasta rete di scuole e attirato migliaia di fedeli: una ferita che riaccende una faida di lunga data proprio mentre il papa visita il Paese.

Il discorso all'Eliseo ha toccato temi che vanno oltre la Francia. Secondo Le Monde, Leone XIV ha condannato la maternità surrogata, l'acquisto di organi e quello che ha definito il concetto di 'organizzare la propria morte', riaffermando una linea ferma su bioetica e fine vita. Sono posizioni che il pontefice ha scelto di enunciare in un contesto laico e repubblicano, quasi a voler misurare la tenuta del dialogo con uno Stato che ha fatto della separazione tra Chiesa e potere pubblico un principio fondativo.

Sul fronte tecnologico, l'avvertimento contro il 'paradiso di macchine' ha avuto ampia eco. Al Jazeera riferisce che migliaia di persone si sono radunate a Parigi per ascoltare il papa, mentre Le Monde sottolinea come il pontefice abbia messo in guardia dai pericoli dell'IA e di altre tecnologie. È un tema su cui il Vaticano è intervenuto più volte, e che Politico Europe ha declinato con una nota di colore: il cardinale Michael Czerny, che guida una commissione vaticana sull'intelligenza artificiale, ha ammesso di non usare l'IA, dicendo di non aver avuto tempo di provarla.

La dimensione politica della visita è esplicita nella lettura di Politico Europe. Il papa ha difeso la libertà di coscienza senza nominare l'estrema destra, in un momento in cui la favorita Marine Le Pen rilancia una proposta di divieto del velo. È un tempismo che rende il messaggio papale un'interferenza indiretta nel dibattito elettorale francese, pur nel rispetto formale della laicità dello Stato.

Il New York Times inquadra il viaggio in una strategia più ampia. Dopo l'Africa, il pontefice cerca di attrarre tanto i cuori originali del cattolicesimo romano quanto le nuove roccaforti della Chiesa, in un equilibrio tra tradizione europea e crescita globale. La tappa francese, con la sua tradizione laica e il suo cattolicesimo minoritario, è un banco di prova di questa doppia anima.

Per l'Italia, e per la sua collocazione internazionale, la visita ha un significato che va oltre la cronaca religiosa. Il Vaticano è un'enclave dentro Roma, e la sua diplomazia parla al mondo da territorio italiano. Quando il papa chiede alla Francia di essere 'campione instancabile della pace' e mette in guardia sui rischi dell'IA, lo fa da una posizione che il mondo associa inevitabilmente all'Italia e alla sua capitale.

La scelta di affrontare il tema dell'intelligenza artificiale in una visita di Stato, davanti a un capo di Stato europeo, segnala che la Santa Sede intende presidiare un dibattito che oggi attraversa economia, lavoro e sicurezza. Non è un caso che la stampa specializzata segua con attenzione le posizioni vaticane: su un tema globale come l'IA, la voce della Chiesa può orientare una parte dell'opinione pubblica internazionale.

Resta da vedere come evolverà il rapporto con la frangia scismatica. La scomunica dei seguaci della Società di San Pio X, riportata da France 24, è un capitolo aperto che accompagna il pontificato di Leone XIV. La visita in Francia, con la sua celebrazione pubblica e il suo messaggio di dialogo, è anche una risposta indiretta a chi contesta la direzione della Chiesa da posizioni ultraconservatrici.

Sul piano diplomatico, la tappa francese conferma una tendenza: il pontefice usa i viaggi per portare la dottrina cattolica nei luoghi simbolo della politica occidentale. Dopo l'Africa, la scelta di Parigi e Lourdes indica una priorità: ricucire il rapporto con un'Europa che si allontana dalla pratica religiosa, senza cedere sui principi.

La stampa estera insiste su un punto: Leone XIV parla a tutti, ma non rinuncia a dire cose scomode. La condanna della maternità surrogata e dell'acquisto di organi, riportata da Le Monde, e l'avvertimento sull'IA, ripreso da Al Jazeera, sono prese di posizione nette che difficilmente passeranno inosservate nei dibattiti nazionali dei Paesi visitati.

Per chi osserva l'Italia dall'estero, la visita conferma il peso che Roma e il Vaticano continuano ad avere sulla scena internazionale, anche quando il protagonista è un pontefice in viaggio altrove. È una forma di soft power che non dipende dal governo italiano, ma che contribuisce all'immagine del Paese nel mondo.

Share