ESTERO
Papa Leone XIV in Francia, un milione di visitatori attesi
Le Monde: dal 25 al 28 settembre la prima visita di Stato di un pontefice in Francia in diciotto anni, con ottanta giornalisti sul volo da Roma
Adriana Sole884 wordsEdition №125giovedì 24 settembre 2026 — Edizione № 125
Papa Leone XIV sarà in Francia dal 25 al 28 settembre per quella che Le Monde definisce la prima visita di Stato ufficiale di un pontefice nel Paese in diciotto anni. Il quotidiano francese racconta che il Papa viaggerà su un aereo noleggiato appositamente da Roma, accompagnato da ottanta giornalisti, secondo un rituale altamente codificato.
Le Monde stima che la visita attirerà circa un milione di visitatori, da Parigi a Metz, con un aumento delle prenotazioni alberghiere. Il giornale precisa però che i pellegrini tendono a spendere meno dei fan di una superstar: il paragone è con Céline Dion, che aveva mosso un turismo più ricco.
Per The Conversation, che firma un'analisi in vista del viaggio, l'agenda del Pontefice è insieme religiosa e politica: i giovani, le sfide dell'intelligenza artificiale e gli affari europei saranno al centro degli incontri. Il Papa parlerà ai giovani allo Stade de France, sulle orme di Giovanni Paolo II nel 1980.
La visita cade in un momento favorevole per la Chiesa francese, osserva The Conversation: si svolge con largo anticipo rispetto alla campagna per le presidenziali, il che dovrebbe limitare i tentativi di sfruttamento politico del viaggio, in particolare da parte dei candidati in cerca del voto cattolico.
The Conversation ricorda che l'interesse di Leone XIV per la Francia ha anche radici personali: la nonna paterna era di Le Havre e il padre prese parte agli sbarchi in Normandia e in Provenza. A differenza del suo predecessore Francesco, e come tutti i papi fino a Benedetto XVI, parla francese, una delle lingue ufficiali del Vaticano.
L'analisi sottolinea un punto istituzionale che riguarda anche Roma: si tratta di un viaggio apostolico, non di una visita di Stato. Il Papa viene innanzitutto come capo della Chiesa cattolica; è però anche capo di Stato del Vaticano e sarà ricevuto dal presidente francese Emmanuel Macron e da altri leader politici, il che conferisce alla trasferta una dimensione ufficiale.
Il programma tocca anche il tema dell'intelligenza artificiale, su cui il Pontefice è atteso a un intervento. È un terreno su cui la Santa Sede cerca da anni una voce propria nel dibattito globale sulla governance delle nuove tecnologie, un dossier che interessa direttamente anche le istituzioni europee.
The Conversation segnala inoltre che il viaggio renderà omaggio al cattolicesimo sociale e all'eredità di Robert Schuman, figura di primo piano della democrazia cristiana ed europea. È un richiamo esplicito al legame tra fede e costruzione europea, in un momento in cui l'Unione discute di allargamento, difesa e competitività.
Da Roma, la trasferta francese si legge soprattutto come un esercizio di diplomazia vaticana. La Santa Sede è un attore con cui l'Italia condivide territorio e storia, ma la sua agenda è globale: il viaggio in Francia arriva mentre il Vaticano continua a cercare un ruolo nei grandi dossier internazionali, dalle migrazioni ai conflitti.
Per l'Italia, che ospita il Vaticano dentro Roma, ogni viaggio papale ha una ricaduta indiretta ma reale: rafforza il peso della Santa Sede come interlocutore internazionale che parla anche dal cuore della penisola. Le Monde descrive un pontefice che si muove con una macchina organizzativa e mediatica di primo livello, con decine di giornalisti al seguito.
Il turismo religioso è un'altra dimensione che riguarda da vicino l'Italia. Le Monde quantifica in circa un milione i visitatori attesi in Francia e segnala l'effetto sulle prenotazioni alberghiere. È lo stesso modello di mobilità che l'Italia conosce bene con i grandi eventi giubilari e le visite papali, quando Roma diventa meta di flussi internazionali.
La differenza di spesa tra pellegrini e fan delle star, evidenziata da Le Monde, è un dato che interessa anche gli operatori italiani: il turismo religioso è numeroso ma a bassa intensità di spesa, e questo influenza le strategie di accoglienza nelle città d'arte.
The Conversation insiste sul fatto che il dibattito sui giovani è, per Leone XIV, innanzitutto religioso. La Francia è stata a lungo considerata la 'figlia primogenita della Chiesa', e il cattolicesimo francese ha esercitato un'influenza notevole con iniziative pastorali, liturgiche e intellettuali dagli anni Trenta agli anni Sessanta del Novecento.
Questa eredità, secondo l'analisi, è oggi in difficoltà: da oltre mezzo secolo la pratica religiosa in Francia è in calo, e il Papa arriva in un Paese secolarizzato dove il discorso pubblico sulla fede è minoritario. Il richiamo ai giovani allo Stade de France va letto in questa chiave.
Il confronto con Giovanni Paolo II non è casuale. The Conversation ricorda che la prima visita di Wojtyła in Francia, nel giugno 1980, fu anch'essa programmata in anticipo rispetto a una scadenza elettorale, con l'obiettivo di sottrarre il viaggio alla contesa politica.
Su un piano più ampio, la visita conferma la centralità della Francia nell'agenda vaticana e, di riflesso, il ruolo dell'Italia come base logistica e sede della Santa Sede. Le Monde e The Conversation, da angolazioni diverse, descrivono un pontefice che usa il viaggio per parlare insieme ai cattolici francesi e all'Europa.
Cosa aspettarsi ora: tra il 25 e il 28 settembre le tappe da Parigi a Metz diranno se l'afflusso di visitatori confermerà le stime di Le Monde e se i temi indicati da The Conversation — giovani, intelligenza artificiale, eredità europea di Schuman — troveranno spazio negli interventi del Papa. Per Roma e per l'Italia, l'interesse è quello di un osservatore diretto della diplomazia vaticana in Europa.
