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UMBRIA

La pasta del futuro prova a resistere al clima che cambia

Mentre l'Emilia-Romagna testa grani resistenti, l'Umbria osserva: il grano duro del centro Italia è in prima linea contro il caldo

Niccolò Mariani551 wordsEdition76sabato 8 agosto 2026 — Edizione № 76

Nella 'Food Valley' italiana, in Emilia-Romagna, i ricercatori stanno creando la pasta del futuro concentrandosi sul suo ingrediente principale, il grano, come riporta France 24 in un servizio dedicato.

La tecnologia viene utilizzata per migliorare il piatto italiano più iconico, mentre le ondate di calore diventano più frequenti e le temperature si avvicinano a quelle del 2003, secondo The Local Italy.

Per l'Umbria, regione agricola dell'Italia centrale, la notizia arriva in un'estate di caldo record che ha messo in allerta 27 città. Il grano duro, da cui si fa la pasta, è una coltura storica anche qui, sulle colline tra Perugia e Terni.

Il servizio di France 24 dalla Food Valley emiliana racconta come i ricercatori stiano sviluppando varietà di grano più resistenti allo stress climatico, un lavoro che incrocia tradizione e biotecnologia.

La pasta è uno dei simboli del made in Italy nel mondo, con un mercato globale che vale miliardi di euro. Ma la materia prima, il grano duro, è sempre più esposta ai capricci del clima: siccità, ondate di calore e piogge fuori stagione.

L'Umbria non è la prima regione per produzione di grano duro in Italia, ma la coltura ha un peso reale nell'economia agricola dell'entroterra. Le aziende che coltivano grano sulle colline umbre guardano con interesse ai risultati della ricerca emiliana.

Il caldo record di quest'estate, che CBS News dice aver stabilito un nuovo massimo in Austria e alimentato incendi in Francia, sta mettendo alla prova anche i campi di grano del centro Italia. Il raccolto però è già avvenuto, e l'attenzione si sposta sulle semine autunnali.

La scelta delle varietà da seminare è la decisione più importante che un agricoltore prende ogni anno. Con il clima che cambia, i grani tradizionali potrebbero non bastare più.

France 24 ricorda che la pasta potrebbe essere uno dei piatti più amati al mondo, ma la sua produzione è legata a doppio filo alla salute del grano. Se il grano soffre, soffre anche la pasta.

In Umbria, la filiera del grano duro è frammentata ma viva: piccoli molini, pastifici artigianali e aziende agricole che vendono direttamente al consumatore. La qualità è il loro biglietto da visita, ma la resilienza climatica sta diventando altrettanto importante.

I ricercatori della Food Valley lavorano su più fronti: selezione genetica, tecniche di coltivazione, gestione dell'acqua. I risultati potrebbero arrivare sul mercato in pochi anni, come spesso accade per le innovazioni agricole.

Per gli agricoltori umbri, il futuro del grano passa anche da qui: dalla capacità della ricerca di offrire varietà che tengano testa a estati come questa, senza rinunciare alla qualità che distingue la pasta italiana.

Il tema del grano resistente al clima è anche una questione di sovranità alimentare. L'Italia importa grano duro da altri paesi, soprattutto dal Canada, e una produzione nazionale più robusta ridurrebbe questa dipendenza.

L'estate del 2003, citata da The Local Italy come termine di paragone, è ancora nella memoria degli agricoltori: quell'anno il caldo bruciò interi raccolti e costrinse molti a rivedere i piani. Da allora, la ricerca sul grano ha fatto passi avanti, ma il clima ha continuato a cambiare.

La pasta del futuro che nasce in Emilia-Romagna potrebbe arrivare anche nei campi umbri. Per ora, gli agricoltori osservano il cielo e i termometri, e aspettano l'autunno per seminare con la speranza di un clima più clemente.

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