VENETO
La pasta del futuro: l'Italia testa il grano resistente al clima
Nella Food Valley emiliana i ricercatori lavorano sull'ingrediente principale del piatto simbolo italiano
Tommaso Veronese620 wordsEdition №70mercoledì 5 agosto 2026 — Edizione № 70
La pasta potrebbe essere uno dei piatti più amati al mondo, ma la tecnologia viene utilizzata per migliorare il piatto italiano iconico, secondo quanto riportato da France 24.
Nella regione dell'Emilia-Romagna, la 'Food Valley' italiana, i ricercatori stanno creando la pasta del futuro concentrandosi sul suo ingrediente principale, il grano.
L'obiettivo è sviluppare varietà di grano più resistenti ai cambiamenti climatici, che minacciano la produzione agricola in tutto il Mediterraneo.
France 24 ha dedicato un servizio approfondito alla ricerca sul grano resistente al clima in Emilia-Romagna, la regione che ospita la cosiddetta 'Food Valley' italiana, cuore dell'industria alimentare del paese.
Il servizio mostra come i ricercatori stiano lavorando su nuove varietà di grano in grado di sopportare temperature più elevate, periodi di siccità più lunghi e fenomeni meteorologici estremi sempre più frequenti.
La pasta è un simbolo dell'identità italiana, ma è anche un'industria enorme: l'export di pasta italiana vale miliardi di euro ogni anno, e la qualità del grano è fondamentale per mantenere la reputazione del prodotto.
Il cambiamento climatico sta già avendo effetti sulla produzione agricola italiana. Le ondate di caldo sempre più intense e la scarsità d'acqua, che in queste settimane sta portando molte regioni a imporre restrizioni idriche, mettono a rischio i raccolti.
Nel Veneto, regione vicina all'Emilia-Romagna e anch'essa colpita dalla siccità, la questione del grano resistente è osservata con attenzione. Sebbene il Veneto sia più noto per il Prosecco e l'industria manifatturiera, la produzione di grano e di pasta ha un ruolo non trascurabile.
France 24 spiega che i ricercatori stanno utilizzando tecniche di breeding avanzato e di selezione genetica per sviluppare varietà di grano più resilienti, senza ricorrere agli OGM, che in Europa sono fortemente regolamentati.
Il servizio mostra anche come le aziende agricole stiano sperimentando nuove tecniche di coltivazione, come l'agricoltura di precisione e l'irrigazione a goccia, per ridurre il consumo d'acqua.
La pasta del futuro, secondo France 24, non sarà solo più resistente al clima, ma anche più sostenibile: l'obiettivo è ridurre l'impatto ambientale dell'intera filiera, dal campo alla tavola.
Per l'Italia, la posta in gioco è enorme. La pasta è il prodotto alimentare italiano più esportato al mondo, e la sua immagine è legata alla qualità delle materie prime. Se il grano italiano dovesse soffrire a causa del clima, l'intero settore ne risentirebbe.
La scelta di concentrare la ricerca in Emilia-Romagna non è casuale: la regione ospita alcuni dei più importanti centri di ricerca alimentare d'Europa, e un tessuto industriale fatto di piccole e medie imprese che hanno fatto della qualità il loro marchio di fabbrica.
Nel Veneto, l'interesse per queste ricerche è duplice: da un lato, la vicinanza geografica e culturale con l'Emilia-Romagna; dall'altro, la consapevolezza che il cambiamento climatico non risparmia nessuna regione italiana.
La siccità che in queste settimane sta colpendo il Nord Italia, con livelli d'acqua nei fiumi e nei laghi ai minimi storici, è un campanello d'allarme per l'intera agricoltura della pianura padana, la più fertile del paese.
France 24 conclude che la pasta del futuro sarà il risultato di un equilibrio tra tradizione e innovazione: la ricetta resta quella di sempre, ma il grano che la produce dovrà adattarsi a un clima che cambia.
Per i consumatori, la notizia è rassicurante: la pasta italiana non è a rischio, ma il modo in cui viene prodotta dovrà cambiare. E la ricerca, come mostra il servizio, è già al lavoro.
