VENETO
Pedoni col telefono in mano: l'Italia prepara le multe
Il nuovo codice della strada punta i distratti. Per Venezia, città di calli strette e ponti, la sfida è quotidiana
Tommaso Veronese780 wordsEdition №94martedì 25 agosto 2026 — Edizione № 94
Il ministero dei trasporti italiano sta preparando un aggiornamento del codice della strada che potrebbe introdurre multe per i pedoni sorpresi ad attraversare la strada mentre fissano il telefono cellulare. La notizia, riportata dal Guardian, arriva dopo diverse sentenze che hanno assegnato la responsabilità degli incidenti stradali a pedoni negligenti, un cambio di rotta rispetto alla tradizionale tutela del pedone nel diritto italiano.
La bozza del nuovo codice, secondo il corrispondente del Guardian da Roma, segue un dibattito crescente sulla sicurezza stradale nel paese. Le sentenze recenti hanno stabilito che i pedoni distratti possono essere considerati responsabili in caso di investimento, aprendo la strada a una regolamentazione più severa.
La misura, ancora in fase di bozza, non ha una data certa di entrata in vigore, ma il ministro dei trasporti avrebbe già espresso l'intenzione di reprimere l'uso del telefono mentre si cammina. Il Guardian sottolinea che l'Italia non sarebbe il primo paese europeo a prendere provvedimenti in questa direzione, ma la novità sta nell'estensione delle sanzioni ai pedoni, tradizionalmente considerati la parte più vulnerabile della strada.
Per Venezia, la notizia arriva in un'estate in cui la città lagunare è più affollata che mai. Qui il confine tra strada e marciapiede è labile: calli, ponti e fondamenta sono percorsi da migliaia di visitatori ogni giorno, molti dei quali con lo sguardo incollato allo schermo per consultare mappe e indicazioni. Il turismo di massa, come ha raccontato più volte la stampa estera, ha trasformato la città in un labirinto di passi lenti e distrazioni.
Il nuovo codice, se approvato, si applicherebbe anche alle strade della terraferma veneziana, dove il traffico veicolare è più intenso. Ma è nella città storica che il paradosso si fa più evidente: a Venezia non ci sono auto, ma gli incidenti tra pedoni sono frequenti, soprattutto nei punti di passaggio come Ponte di Rialto o le strettoie vicino a Piazza San Marco.
Il Guardian riferisce che la bozza del codice segue una serie di pronunce giudiziarie che hanno riconosciuto la corresponsabilità dei pedoni in incidenti causati dalla distrazione. In un caso recente, un tribunale ha stabilito che una donna che attraversava guardando il telefono aveva concorso alla causazione dell'incidente, riducendo il risarcimento dovuto dal conducente.
La questione tocca un tema più ampio, caro alla stampa internazionale: la sicurezza stradale in Italia, dove il numero di vittime resta tra i più alti d'Europa. Il ministero dei trasporti, secondo il Guardian, punta a ridurre le morti con un pacchetto di misure che includono anche limiti di velocità più severi e controlli più rigidi.
A Venezia, la discussione assume una sfumatura particolare. La città lagunare è un organismo fragile, dove il traffico pedonale è una questione ambientale prima ancora che di sicurezza. Ogni giorno, decine di migliaia di persone attraversano i ponti e si accalcano nelle calli, e la stampa estera ha più volte descritto la fatica della città sotto il peso del turismo.
La misura sui pedoni distratti potrebbe avere un effetto limitato a Venezia, dove mancano i semafori e le strisce pedonali che caratterizzano le strade della terraferma. Ma il messaggio è chiaro: anche chi cammina deve rispettare le regole, e la responsabilità non è solo di chi guida.
Il Guardian cita esempi di altri paesi, come il Giappone e la Germania, dove esistono già sanzioni per i pedoni che usano il telefono in modo pericoloso. L'Italia, con questo provvedimento, si allineerebbe a una tendenza internazionale, ma il dibattito resta aperto: c'è chi teme che la norma sia difficile da applicare e chi invece la considera un passo necessario.
Per il Veneto, regione che vive di turismo e di piccole imprese che dipendono dalla mobilità, la riforma del codice della strada è una questione concreta. Le città d'arte come Verona e Padova, con i loro centri storici densi di visitatori, potrebbero vedere un cambiamento nelle abitudini di chi cammina.
La redazione estera, intanto, osserva con attenzione. Il Guardian ricorda che l'Italia è stata più volte criticata per la lentezza nel recepire le direttive europee sulla sicurezza stradale, e questo provvedimento potrebbe essere letto come un tentativo di recuperare terreno.
Resta da vedere come sarà applicata la multa, se servirà un controllo visivo da parte delle forze dell'ordine o se basterà una videocamera. Il ministero, secondo il Guardian, sta valutando diverse opzioni, ma la priorità è la prevenzione più che la sanzione.
A Venezia, intanto, la vita continua tra i passi dei turisti e dei residenti, in un equilibrio che la città conosce da secoli. La nuova norma, se arriverà, sarà solo l'ultimo tentativo di regolare una convivenza difficile, quella tra chi cammina e chi guarda, tra la città e chi la attraversa senza vederla.
