TRENTINO-ALTO ADIGE
Pedoni distratti: il nuovo codice della strada guarda al telefonino
La bozza del ministero punta chi attraversa con lo sguardo sullo schermo. L'Alto Adige osserva tra sicurezza e autonomia
Klara Hofer792 wordsEdition №97venerdì 28 agosto 2026 — Edizione № 97
La bozza aggiornata del codice della strada italiano mira ai pedoni che attraversano la strada mentre fissano i loro telefoni cellulari. Secondo il Guardian, il ministero dei trasporti italiano sta cercando di migliorare la sicurezza stradale reprimendo la negligenza dei pedoni distratti.
La notizia arriva mentre l'Italia si prepara alla riapertura di settembre, con il parlamento che tornerà a lavorare su una serie di dossier. Il codice della strada è uno dei temi che il governo intende affrontare, come riporta la stampa internazionale.
Per una regione di confine come il Trentino-Alto Adige, la questione si intreccia con il tema dell'autonomia: le competenze in materia di viabilità e trasporti locali sono infatti condivise tra Stato e provincia, e la bozza nazionale potrebbe avere ricadute sulle ordinanze locali.
Il Guardian ha riferito che la bozza aggiornata del codice della strada, preparata dal ministero dei trasporti italiano, introduce sanzioni per i pedoni che attraversano la strada mentre sono distratti dal telefono cellulare. L'obiettivo dichiarato è ridurre gli incidenti causati dalla disattenzione, un fenomeno in crescita in tutta Europa.
La misura si inserisce in un pacchetto più ampio di modifiche al codice della strada che il governo italiano ha messo in cantiere. La stampa estera ha seguito il dossier con interesse, notando come l'Italia cerchi di bilanciare la tutela della sicurezza con la libertà individuale.
In Trentino-Alto Adige, la questione assume contorni particolari. La regione gode di una delle autonomie più estese d'Italia, con competenze legislative primarie in materia di viabilità e trasporti pubblici locali. Le province di Trento e Bolzano possono adottare proprie normative, nel rispetto dei principi fondamentali dello Stato.
Negli anni, le amministrazioni locali hanno utilizzato questa autonomia per sperimentare soluzioni innovative: zone a traffico limitato, piste ciclabili, moderazione della velocità nei centri abitati. La nuova norma sui pedoni distratti, se approvata, dovrà essere applicata anche nella regione, ma con margini di adattamento locale.
Il tema della sicurezza stradale è particolarmente sentito in Alto Adige, dove il turismo porta ogni anno milioni di visitatori. Le strade delle valli, spesso strette e tortuose, si riempiono di ciclisti e pedoni che non sempre conoscono le regole locali. Le statistiche sugli incidenti, come riportato dalla stampa internazionale, mostrano un quadro in miglioramento ma ancora critico.
Il Guardian ha sottolineato che la proposta di multare i pedoni distratti ha suscitato dibattito, con alcuni che la considerano una misura necessaria e altri un eccesso di paternalismo statale. La discussione riflette un dibattito più ampio che attraversa l'Europa sull'uso degli smartphone negli spazi pubblici.
Per i comuni del Trentino-Alto Adige, la norma potrebbe offrire nuovi strumenti per la gestione della sicurezza. Molti centri storici, come Bolzano e Trento, registrano un'alta densità di pedoni nei mesi estivi, e i vigili urbani si trovano spesso a gestire situazioni di rischio create dalla distrazione.
Dall'altro lato, le associazioni dei ciclisti e dei pedoni hanno espresso cautela, come riportato dai media esteri, temendo che la norma possa essere applicata in modo arbitrario. La richiesta è di accompagnare le sanzioni con campagne di sensibilizzazione e interventi strutturali.
Il calendario parlamentare, secondo The Local Italy, prevede che il codice della strada sia discusso nelle prossime settimane, insieme ad altre riforme. Il governo punta a un'approvazione entro la fine dell'anno, ma il percorso è ancora incerto.
Nel frattempo, la regione continua a lavorare sulle proprie priorità: la sicurezza delle strade di montagna, il trasporto pubblico locale, la convivenza tra traffico turistico e vita quotidiana dei residenti. La norma sui pedoni distratti, se entrerà in vigore, sarà un tassello in più in questo mosaico complesso.
La domanda che molti si pongono, come riporta il Guardian, è se la sanzione sia lo strumento giusto per cambiare i comportamenti. L'esperienza di altri paesi europei, dove norme simili sono già in vigore, offre risultati contrastanti. In alcuni casi le multe hanno ridotto gli incidenti, in altri hanno avuto scarso effetto.
Per l'Alto Adige, la risposta potrebbe venire dall'approccio autonomistico: adattare la norma alle realtà locali, con sanzioni proporzionate e campagne mirate. La regione ha una lunga tradizione di mediazione tra esigenze diverse, e la sicurezza stradale potrebbe essere un altro banco di prova.
Il dibattito, intanto, è appena iniziato. Le prossime settimane diranno se la proposta diventerà legge e come verrà applicata. Dal Brennero alla Val Pusteria, i comuni osservano con attenzione, pronti a far sentire la loro voce.
