FRIULI-VENEZIA GIULIA
Pedoni col telefono in mano: l'Italia prepara le multe
La bozza del nuovo codice della strada punta i distratti. Per il Friuli-Venezia Giulia, terra di frontiera, la sicurezza è una sfida quotidiana
Sergio Madrussan780 wordsEdition №94martedì 25 agosto 2026 — Edizione № 94
Il governo italiano sta preparando un aggiornamento del codice della strada che potrebbe introdurre multe per i pedoni sorpresi ad attraversare la strada mentre guardano il telefono cellulare. La notizia, riportata dal Guardian, arriva mentre il ministero dei trasporti cerca di migliorare la sicurezza stradale nel paese, dopo diverse sentenze che hanno assegnato la responsabilità degli incidenti ai pedoni negligenti.
La bozza aggiornata del codice segue una serie di decisioni giudiziarie che hanno stabilito che i pedoni distratti possono essere ritenuti responsabili in caso di investimento. Secondo il quotidiano britannico, l'obiettivo è scoraggiare comportamenti pericolosi in un paese dove l'uso dello smartphone è ormai pervasivo anche tra chi cammina.
Il Guardian ha riferito lunedì che la bozza aggiornata del codice della strada italiano prenderà di mira i pedoni che fissano il telefono cellulare mentre attraversano la strada. Il ministero dei trasporti del paese si sta sforzando di migliorare la sicurezza stradale, e la mossa arriva dopo diverse sentenze che assegnano la responsabilità degli incidenti stradali ai pedoni negligenti.
La questione non è nuova per l'Italia, dove il tasso di incidenti stradali coinvolge spesso pedoni e ciclisti. Ma la novità è l'attenzione esplicita alla distrazione digitale, un fenomeno che i corrispondenti esteri descrivono come in crescita in tutte le città italiane, da Roma a Milano, e che ora potrebbe essere sanzionato con multe.
Per il Friuli-Venezia Giulia, la questione assume una dimensione particolare. Trieste, capoluogo di regione, è una città di frontiera con un traffico intenso, in parte legato al porto e ai valichi verso la Slovenia. Le strade strette del centro storico, con i loro sampietrini e i passaggi pedonali spesso affollati, rendono il problema della distrazione particolarmente acuto.
La regione, che confina con la Slovenia e l'Austria, vede ogni giorno un flusso di pendolari e camionisti che attraversano i valichi. I pedoni che attraversano distratti rappresentano un rischio non solo per sé stessi ma anche per chi guida, in un contesto dove la viabilità è già complessa per la conformazione del territorio, tra mare e altopiano.
Il Guardian non ha fornito dettagli sulle cifre delle multe previste, ma ha sottolineato che la bozza segue un trend giuridico che responsabilizza i pedoni. Negli ultimi anni, i tribunali italiani hanno stabilito che chi attraversa senza prestare attenzione può essere considerato corresponsabile di un incidente, una linea che ora il legislatore vuole tradurre in norma.
La notizia arriva in un momento in cui l'Italia discute anche di sicurezza stradale più in generale, con l'aumento dei controlli e le campagne di sensibilizzazione. I corrispondenti stranieri notano che il paese ha uno dei tassi di mortalità stradale più alti d'Europa, nonostante i miglioramenti degli ultimi decenni.
A Trieste, il tema della sicurezza stradale è legato anche alla presenza del porto, uno dei più importanti del Mediterraneo per il traffico merci. I camion che attraversano la città per raggiungere le banchine creano convivenza difficile con pedoni e ciclisti, e la nuova norma potrebbe essere vista come un tentativo di ridurre i conflitti.
La regione è anche un crocevia di culture e lingue, con una popolazione abituata a muoversi tra Italia, Slovenia e Austria. I pedoni di Trieste, come quelli di Gorizia o Udine, sono spesso turisti o pendolari che non conoscono le strade, e la distrazione digitale può essere ancora più pericolosa in un contesto sconosciuto.
Il codice della strada aggiornato dovrà passare l'iter parlamentare, e il Guardian osserva che potrebbe incontrare resistenze. Le associazioni dei pedoni hanno spesso criticato norme che scaricano la responsabilità sui più vulnerabili, mentre i sostenitori della misura sottolineano la necessità di educare alla sicurezza.
Nel frattempo, le città italiane stanno già sperimentando soluzioni per ridurre i rischi, da semafori con conto alla rovescia a campagne di sensibilizzazione nelle scuole. Il Friuli-Venezia Giulia, con la sua tradizione di amministrazione attenta ai temi sociali, potrebbe essere tra le regioni più pronte ad applicare le nuove regole.
La questione della distrazione pedonale non è solo italiana, e i corrispondenti stranieri ricordano che altri paesi europei hanno già introdotto sanzioni simili. Ma in Italia il dibattito è particolarmente sentito, anche per la cultura della passeggiata, che rende le strade dei centri storici luoghi di socialità oltre che di transito.
Per ora, la bozza è in fase di elaborazione e non è chiaro quando sarà presentata ufficialmente. Il Guardian cita fonti del ministero dei trasporti, ma non fornisce una data precisa. Quello che è certo è che il tema della sicurezza stradale resta al centro dell'agenda politica italiana, e che la regione di Trieste, con la sua posizione di frontiera, seguirà il dibattito con attenzione.
