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LAZIO

Pedoni distratti dal telefono, l'Italia studia multe nel nuovo codice della strada

La bozza del ministero dei trasporti segue sentenze che danno ragione ai conducenti. Roma osserva: la capitale dei valicamenti affrettati.

Davide Ruspoli620 wordsEdition94martedì 25 agosto 2026 — Edizione № 94

Il ministero dei trasporti italiano sta preparando una bozza aggiornata del codice della strada che potrebbe introdurre multe per i pedoni che attraversano la strada fissando il telefono cellulare. La notizia, riportata dal Guardian, arriva mentre il governo cerca di migliorare la sicurezza stradale nel paese.

La mossa segue diverse sentenze giudiziarie che hanno assegnato la responsabilità degli incidenti stradali ai pedoni negligenti, un cambio di orientamento rispetto a una tradizione che tendeva a proteggere i più vulnerabili sulla carreggiata.

Per Roma, città in cui l'attraversamento pedonale è un'abitudine quotidiana e spesso frettolosa, la proposta tocca un nervo scoperto: il rapporto tra una capitale congestionata e i suoi abitanti abituati a muoversi a piedi tra traffico e turisti.

La bozza del codice della strada, di cui il Guardian ha riferito lunedì, segna un'inversione di rotta nel dibattito sulla sicurezza stradale italiana. Per decenni, la narrativa pubblica e giudiziaria ha teso a considerare il conducente come il principale responsabile in caso di investimento di un pedone.

Il ministero dei trasporti, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, intende ora colpire i pedoni che attraversano distratti dal telefono, una pratica sempre più comune nelle città italiane e oggetto di crescenti preoccupazioni tra gli esperti di mobilità.

Le sentenze recenti citate dal Guardian rappresentano un precedente importante: in diversi casi, i giudici hanno stabilito che il pedone che attraversa senza prestare attenzione può essere considerato concorrente o addirittura unico responsabile dell'incidente. Questo orientamento giurisprudenziale ha aperto la strada alla revisione normativa.

A Roma, la questione assume una dimensione particolare. La capitale italiana è una delle città europee con il maggior numero di pedoni, ma anche con un traffico tra i più caotici del continente. Le strisce pedonali sono spesso ignorate dagli automobilisti, e i pedoni rispondono attraversando ovunque, con il telefono in mano.

Il Campidoglio, l'amministrazione comunale capitolina, ha investito negli ultimi anni in campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale, ma il problema degli attraversamenti distratti è rimasto ai margini del dibattito pubblico. La proposta del ministero potrebbe ora portare la questione al centro dell'attenzione.

Le associazioni dei pedoni, che in Italia hanno una lunga tradizione di attivismo, osservano con cautela la proposta. Il timore è che la nuova norma possa essere applicata in modo discriminatorio, colpendo soprattutto chi vive in quartieri periferici dove le infrastrutture pedonali sono carenti e l'attraversamento è spesso l'unica opzione.

Dall'altro lato, le associazioni degli automobilisti accolgono con favore l'iniziativa, sostenendo che la responsabilità deve essere condivisa. Secondo queste voci, troppi incidenti avvengono perché i pedoni attraversano con gli auricolari o gli occhi sullo schermo, ignorando i segnali e i veicoli in avvicinamento.

Il confronto politico sulla riforma del codice della strada si inserisce in un contesto più ampio. Il governo italiano ha fatto della sicurezza stradale una priorità dichiarata, ma le misure proposte finora si sono concentrate soprattutto sui conducenti, con inasprimenti delle sanzioni per l'uso del telefono alla guida.

La nuova attenzione ai pedoni rappresenta un cambio di paradigma che non è passato inosservato alla stampa internazionale. Il Guardian osserva che l'Italia si unisce a un piccolo gruppo di paesi europei che stanno valutando misure simili, mentre altri stati come la Francia hanno preferito concentrarsi su campagne di educazione piuttosto che su sanzioni.

Il ministro dei trasporti, secondo quanto riferito dal Guardian, non ha ancora fissato una data per la presentazione ufficiale della bozza. Il testo dovrà passare attraverso un iter parlamentare che potrebbe richiedere mesi, con possibili modifiche in commissione.

Nel frattempo, a Roma i pedoni continuano ad attraversare come sempre, con lo sguardo rivolto allo schermo del telefono. La città, abituata a convivere con regole spesso disattese, aspetta di vedere se la nuova norma sarà solo un altro provvedimento sulla carta o un vero cambiamento nelle abitudini quotidiane.

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