PUGLIA
Permessi di soggiorno in forte aumento, e il Sud conta chi resta
The Local Italy: nel 2025 più permessi per studenti e familiari, meno richieste di cittadinanza. La Puglia guarda i numeri dell'accoglienza e del lavoro agricolo
Francesca Lazzari726 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160
L'Italia ha registrato nel 2025 un forte aumento dei nuovi permessi di soggiorno rilasciati, con gli incrementi maggiori nelle categorie degli studenti e dei familiari, mentre le nuove richieste di cittadinanza sono diminuite, in particolare tra coloro che hanno origini italiane. È quanto riferisce The Local Italy, che ha diffuso i nuovi dati.
La variazione racconta due movimenti opposti: da un lato un Paese che continua ad attrarre studenti e ricongiungimenti familiari, dall'altro un rallentamento delle domande di cittadinanza, soprattutto quelle legate al cosiddetto diritto di sangue, cioè le richieste di chi vanta antenati italiani.
Per una regione come la Puglia, che da anni convive con l'arrivo di lavoratori stagionali nell'agricoltura e con una presenza studentesca straniera in crescita negli atenei di Bari e Lecce, il dato è soprattutto una domanda: quanti di questi permessi diventano poi permanenze stabili, e quanti restano legati a un ciclo stagionale.
The Local Italy non fornisce una ripartizione regionale dei numeri, e questo va detto con chiarezza. Il dispaccio racconta quindi la tendenza nazionale e ciò che essa significa vista dal Sud, senza attribuire alla Puglia cifre che le fonti non riportano.
Il quadro nazionale arriva mentre la stampa estera segue con attenzione un'altra Italia, quella delle piazze. Il Guardian ha raccontato le proteste di Milano e il dibattito su una presunta generazione perduta; France 24 ha parlato di una rabbia giovanile che attraversa Albania, Italia, Francia e India. Sono storie diverse, ma convergono su un punto: chi arriva e chi resta chiede di contare.
Il calo delle richieste di cittadinanza tra chi ha origini italiane è il dato più interessante per il Mezzogiorno. Le comunità di discendenti italiani all'estero, in particolare in Sud America, hanno a lungo guardato al ritorno come a un'opzione concreta. Il rallentamento può riflettere procedure più lente, costi, o semplicemente un cambio di prospettiva economica nei Paesi di partenza. The Local Italy non scioglie questi nodi, e il dispaccio si limita a segnalarli.
La Puglia ha una storia migratoria doppia: terra di partenza verso il Nord industriale nel secondo dopoguerra, e oggi terra di arrivo per flussi mediterranei e per lavoratori dell'est Europa nell'agricoltura. I permessi per familiari che aumentano a livello nazionale toccano direttamente questo secondo versante, perché indicano ricongiungimenti e quindi insediamenti destinati a durare più di una stagione.
Sul fronte degli studenti, gli atenei pugliesi hanno costruito negli anni percorsi internazionali, in particolare con i Balcani e il Mediterraneo orientale. Un aumento nazionale dei permessi per studio può significare più iscritti stranieri anche a Bari e a Lecce, ma senza un dato regionale la connessione resta un'ipotesi ragionevole, non un fatto accertato.
Il rovescio della medaglia è il lavoro. L'agricoltura pugliese, tra oliveti colpiti dalla xylella e campagne che cercano manodopera stagionale, dipende da flussi regolari. Se i permessi aumentano ma restano concentrati su studio e famiglia, la domanda di braccia nei campi resta scoperta. È un tema che la stampa internazionale ha seguito a lungo, e che i nuovi dati non risolvono.
La diminuzione delle domande di cittadinanza pone anche una questione di identità collettiva. Chi vive in Italia da anni senza cittadinanza resta escluso dal voto e da alcuni diritti. Il dato di The Local Italy non dice quante persone si trovano in questa condizione, ma suggerisce che il percorso verso la cittadinanza è diventato meno attraente o più difficile.
Per la Puglia, come per il resto del Sud, la partita si gioca sulla capacità di trasformare un permesso temporaneo in una vita. Servono casa, lavoro stabile, servizi. Sono condizioni che né un decreto né un dato statistico creano da soli, e che la copertura internazionale descrive come il nodo irrisolto del Paese.
Il confronto con il resto d'Europa aiuta a leggere i numeri. France 24 ha ospitato un corrispondente del New York Times per discutere la frustrazione economica che attraversa il continente, dalle scuole alle piazze. La mobilità delle persone è parte di quel quadro: chi si sposta cerca opportunità, e un permesso di soggiorno è il primo passo di quella ricerca.
Cosa succede ora dipende da come il governo italiano gestirà i flussi nei prossimi mesi. The Local Italy riferisce dei dati ma non delle intenzioni dell'esecutivo. Per il Sud, la domanda resta la stessa: questi numeri in crescita diventeranno una presenza stabile nei paesi dell'entroterra e nelle città, o resteranno un passaggio breve prima di un'altra partenza?
