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REGIONI

Permessi di soggiorno in forte crescita, le cittadinanze calano: il Sud guarda chi resta

Secondo The Local, nel 2025 aumentano i permessi per studenti e familiari mentre le richieste di cittadinanza diminuiscono, soprattutto tra chi ha origini italiane

Saverio Gallo833 wordsEdition №160sabato 24 ottobre 2026 — Edizione № 160

The Local Italy ha riferito questa settimana di un forte aumento dei permessi di soggiorno rilasciati dall'Italia nel 2025, con gli incrementi maggiori nelle categorie di studenti e familiari. Nello stesso arco di tempo, secondo la testata, le nuove richieste di cittadinanza sono diminuite, in particolare tra coloro che vantano origini italiane.

Il dato rovescia una narrazione consolidata: l'Italia non è soltanto un paese di partenza o di transito, ma un paese che riceve e trattiene, almeno per il tempo di un permesso di studio o di un ricongiungimento familiare. È una fotografia che interessa da vicino la Calabria, dove la bilancia demografica pende da decenni dalla parte delle partenze.

La diminuzione delle istanze di cittadinanza tra i discendenti di emigrati italiani è il secondo lato della stessa medaglia. Suggerisce che il legame giuridico con il paese d'origine si sta allentando, o che le procedure sono diventate più onerose. The Local non entra nel merito delle cause; si limita a registrare la tendenza.

Per una regione come la Calabria, che conta poco più di 1,8 milioni di residenti e un saldo migratorio costantemente negativo, la domanda che i numeri pongono è concreta: chi arriva per studiare o per ricongiungersi resta, o riparte verso il Nord Europa? La stampa estera non lo dice, e la redazione non lo inventa.

The Local Italy ha diffuso questa settimana i dati sui permessi di soggiorno rilasciati nel 2025, registrando un aumento marcato rispetto agli anni precedenti. Le categorie che crescono di più, secondo la testata, sono quelle degli studenti e dei familiari al seguito. Nello stesso periodo le nuove richieste di cittadinanza italiana sono calate, con una flessione particolarmente visibile tra i discendenti di emigrati.

È un'inversione che merita di essere letta con attenzione, perché tocca due fenomeni distinti. Il primo riguarda l'attrattiva del sistema universitario e del mercato del lavoro italiano per giovani stranieri. Il secondo riguarda il rapporto tra l'Italia e le proprie comunità all'estero, storicamente uno dei bacini principali di richieste di passaporto.

La Calabria è dentro entrambi i fenomeni. La regione ha una lunga storia di emigrazione verso l'America Latina, l'Australia e il Nord Europa, e le comunità di discendenti calabresi all'estero restano numerose. Se le richieste di cittadinanza da parte di questi discendenti diminuiscono, come riporta The Local, l'effetto si misura anche sui consolati e sugli uffici che gestiscono le pratiche.

Sul fronte opposto, l'aumento dei permessi per studio riguarda gli atenei italiani nel loro complesso. La Calabria ha tre università — Cosenza, Catanzaro e Reggio Calabria — e la loro capacità di attrarre studenti stranieri dipende da fattori che la stampa estera non analizza in questa sede: l'offerta di corsi in inglese, il costo della vita, i collegamenti.

Il dato sui familiari è quello che più si avvicina al tema migratorio che questa redazione segue da vicino. Un permesso per ricongiungimento familiare significa che qualcuno già residente ha chiesto di portare con sé un congiunto. È un indicatore di stabilizzazione, non di transito: segnala che chi è arrivato ha trovato le condizioni per restare.

The Local non specifica la distribuzione geografica di questi permessi. Non sappiamo, dai dati citati, quanti siano stati rilasciati in Calabria. La redazione non può quindi affermare che la regione abbia beneficiato in misura maggiore o minore della tendenza nazionale. Può solo rilevare che la domanda demografica riguarda il Mezzogiorno in modo particolare.

La Calabria perde popolazione ogni anno. L'emigrazione giovanile verso il Nord Italia e l'estero è un fenomeno strutturale, e la natalità è tra le più basse del paese. In questo quadro, ogni permesso di soggiorno rilasciato è un potenziale residente in più, ma solo se le condizioni per restare ci sono: lavoro, servizi, collegamenti.

La diminuzione delle richieste di cittadinanza solleva una questione diversa. Se i discendenti di italiani smettono di chiedere il passaporto, significa che il vantaggio pratico di averlo si è ridotto, o che le procedure sono diventate più complesse. The Local non entra nel merito, ma la tendenza è coerente con un irrigidimento generale delle politiche di cittadinanza in Europa.

La stampa internazionale ha seguito con attenzione, negli ultimi anni, il dibattito italiano sullo ius soli e sulle regole per la cittadinanza ai figli di immigrati. Il calo delle richieste da parte dei discendenti è un fenomeno distinto, ma appartiene allo stesso campo: chi ha diritto a essere italiano, e a quali condizioni.

Per la Calabria, il nodo resta quello di sempre: la regione ha bisogno di braccia e di cervelli, e li perde. I permessi di soggiorno per studio e per famiglia sono una porta d'ingresso, ma senza un tessuto economico che trattenga, la porta resta girevole. È un'osservazione che vale per tutto il Mezzogiorno, non solo per questa regione.

The Local Italy ha pubblicato la notizia senza commenti di parte italiana, limitandosi ai dati. È la cifra del giornalismo estero sull'Italia: registra le tendenze, lascia le polemiche a chi le fa. Per il lettore calabrese, la domanda che resta aperta è semplice: tra dieci anni, chi abiterà questa regione?

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