PIEMONTE
Permessi di soggiorno a livelli record in Europa: cosa dice al Piemonte
Nel 2025 l'Ue ha rilasciato 3,9 milioni di nuovi permessi, il dato più alto mai registrato. La regione che invecchia guarda ai numeri con attenzione
Lorenzo Ferraris912 wordsEdition №116martedì 15 settembre 2026 — Edizione № 116
I paesi dell'Unione europea hanno rilasciato 3,9 milioni di nuovi permessi di soggiorno a cittadini extra-Ue nel 2025, con un aumento del 10 percento rispetto all'anno precedente e il livello più alto da quando sono iniziate le registrazioni. Lo riporta The Local Italy, citando nuovi dati.
Il dato è europeo, ma interessa da vicino un paese a bassa natalità e in invecchiamento come l'Italia, e una regione manifatturiera come il Piemonte, dove le imprese segnalano da anni difficoltà nel reperire manodopera in alcuni settori.
The Local Italy non dettaglia la distribuzione per regione italiana, e su questo la prudenza è d'obbligo. Quello che il dato europeo permette di dire è che il fenomeno è in crescita e che riguarda l'intero blocco, non solo i paesi tradizionalmente meta di immigrazione.
La pubblicazione arriva mentre la Commissione europea, secondo The Local Italy, sta valutando una revisione delle regole sui visti di breve durata. I due temi — permessi di lungo periodo e visti di breve periodo — appartengono a politiche diverse, ma compongono il quadro della mobilità verso l'Ue.
È un massimo storico, e riguarda l'insieme del blocco.
Il dato è europeo, ma interessa da vicino un paese a bassa natalità e in invecchiamento come l'Italia. Il Piemonte, con una popolazione di poco superiore ai quattro milioni, è una delle regioni in cui il calo demografico si combina con una struttura produttiva che ha bisogno di lavoratori in settori specifici: meccanica, logistica, edilizia, assistenza alla persona.
La domanda che The Local Italy pone è esplicita: quali paesi ne rilasciano di più?
La notizia va letta insieme a un altro elemento. Secondo The Local Italy, la Commissione europea sta pianificando una revisione delle regole Schengen sui visti di breve durata, con l'obiettivo dichiarato di rendere la politica dei visti dell'Ue "più coerente, sicura ed efficace, facilitando al contempo i viaggi legittimi". Permessi di soggiorno e visti di breve periodo appartengono a strumenti diversi, ma compongono lo stesso quadro.
Per il Piemonte, la questione si lega a un dibattito che la stampa estera segue da tempo: come l'Italia affronta il declino demografico. La regione ha una lunga storia di immigrazione interna, dal Sud verso le fabbriche del Nord, e più di recente di immigrazione dall'estero. Le comunità straniere sono parte del tessuto produttivo, dall'industria alimentare alla logistica.
Il numero record europeo non dice quanti permessi siano stati rilasciati in Italia né in Piemonte. The Local Italy si limita a riportare il totale Ue e a chiedersi quali paesi guidino la classifica. Per una lettura regionale servirebbero dati nazionali disaggregati, che la fonte citata non fornisce.
C'è però un nesso che il dato europeo suggerisce e che riguarda il mercato del lavoro. Se l'Ue rilascia più permessi, significa che più persone ottengono il diritto di lavorare e risiedere legalmente nel blocco. Per un sistema produttivo come quello piemontese, che compete con altre regioni europee per attrarre manodopera, questo è un elemento di contesto, non una risposta automatica.
La meccanica e l'automotive, storicamente il cuore dell'economia torinese, attraversano una fase di trasformazione legata alla transizione verso l'elettrico. Anche l'aerospaziale e la filiera alimentare, dal cioccolato al vino, hanno bisogno di personale. Le imprese segnalano difficoltà di reperimento in diverse mansioni tecniche, un tema che la stampa economica internazionale segue da anni.
Il Piemonte è anche terra di emigrazione. I giovani lasciano la regione verso altre parti d'Italia e d'Europa, un fenomeno che la copertura estera dell'Italia cita spesso accanto al calo delle nascite. Il saldo tra chi parte e chi arriva è la variabile che determina la demografia dei prossimi decenni.
La revisione dei visti Schengen allo studio della Commissione, secondo The Local Italy, punta a facilitare i viaggi legittimi. È un obiettivo diverso dalla gestione dei permessi di soggiorno di lungo periodo, che restano competenza nazionale. Ma entrambi i dossier toccano la stessa domanda: come l'Europa regola la mobilità in un'epoca di invecchiamento.
Per il Piemonte, la lettura più onesta del dato è questa: il numero record europeo conferma che la mobilità verso l'Ue cresce, ma non dice quanto di quel flusso tocchi la regione. Servirebbero i dati italiani disaggregati, che la fonte citata non contiene. La regione osserva il fenomeno europeo sapendo che la propria demografia dipende anche da esso.
C'è un ultimo elemento di contesto. La pubblicazione dei dati sui permessi arriva nello stesso periodo in cui il Guardian riporta la proroga dei controlli EES per nove paesi Ue, tra cui l'Italia. Frontiere, visti e permessi sono tasselli dello stesso sistema, e i rinvii mostrano quanto sia complesso farli funzionare insieme.
The Local Italy non fornisce cifre per singolo paese nella sintesi disponibile, e questo limita le conclusioni. Quello che si può dire con certezza è che il totale Ue ha raggiunto un massimo storico e che la crescita rispetto al 2024 è del 10 percento. Il resto richiede dati che la fonte non offre.
Per una regione manifatturiera che invecchia, il dato è un promemoria: la partita della manodopera si gioca sempre più a livello europeo, e le politiche che la regolano — visti, permessi, controlli di frontiera — si decidono lontano da Torino. Sapere come funzionano è il primo passo per partecipare al dibattito.
La domanda che resta aperta è quali paesi europei guidino la classifica dei permessi rilasciati. The Local Italy la pone senza risolverla nella sintesi. Per il Piemonte, la risposta conta: indica dove si concentrano i flussi e, di conseguenza, da dove potrebbero arrivare lavoratori e residenti nei prossimi anni.
