ABRUZZO
Terremoto in Perù danneggia una chiesa del XVI secolo. L'Abruzzo ricorda le sue ferite aperte
Il sisma di magnitudo 5.1 nella regione di Junín ha causato il crollo del tetto e della facciata della Iglesia Apóstol Santiago. Diciassette anni dopo il 2009, molte chiese aquilane attendono ancora il restauro
Marco Di Sante951 wordsEdition №60mercoledì 29 luglio 2026 — Edizione № 60
Un terremoto di magnitudo 5.1 ha colpito la regione di Junín, nelle alture peruviane, il 18 luglio, causando il crollo del tetto e di parte della facciata della Iglesia Apóstol Santiago, una chiesa risalente al periodo coloniale, come riportato da The Art Newspaper. L'edificio è uno dei luoghi di culto più antichi della regione e un importante sito di pellegrinaggio.
Il sisma ha provocato danni significativi anche ad altre strutture religiose e abitazioni nella provincia di Chupaca, dove le scosse sono state avvertite distintamente dalla popolazione. Secondo la testata specializzata, non si registrano vittime ma il danno al patrimonio culturale è grave, e le autorità locali stanno valutando le priorità di restauro con fondi limitati.
La notizia giunge in Abruzzo in un momento in cui molte chiese aquilane sono ancora segnate dal sisma del 2009. La città di L'Aquila, patrimonio dell'UNESCO per il suo centro storico, conta numerosi edifici religiosi inagibili o in attesa di interventi di ricostruzione. La chiesa di Santa Maria di Collemaggio, simbolo della città, è stata riaperta solo nel 2015 dopo un restauro complesso, ma altre chiese minori restano chiuse da quasi due decenni.
L'Iglesia Apóstol Santiago, situata nella cittadina di Huayucachi, è uno scrigno di arte barocca andina. Il terremoto del 18 luglio ne ha lesionato irrimediabilmente la struttura: il tetto è crollato, la facciata si è parzialmente sbriciolata. Il parroco della chiesa ha dichiarato a un quotidiano locale che 'la comunità è addolorata, ma grata che non ci siano state vittime'. The Art Newspaper ha sottolineato l'importanza della chiesa come testimonianza dell'incontro tra cultura spagnola e indigena.
In Abruzzo, la memoria del terremoto del 6 aprile 2009 è ancora viva. Il sisma distrusse o danneggiò gravemente centinaia di chiese nel centro storico aquilano e nei comuni del cratere sismico. Alcuni restauri sono proseguiti con lentezza a causa della burocrazia e della carenza di fondi. La Cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio, la chiesa di San Bernardino e la chiesa di San Pietro a Coppito sono solo alcuni degli esempi di edifici che hanno richiesto anni per essere riaperti o sono ancora in attesa.
Il parallelo con il Perù è doloroso: anche lì si tratta di una chiesa storica, simbolo di una comunità e di un'identità culturale, colpita da un evento sismico di moderata intensità ma sufficiente a provocare danni estesi. La fragilità del patrimonio culturale in zone sismiche è un tema cruciale per l'Abruzzo, dove il rischio sismico è tra i più alti d'Italia. La regione è attraversata dalla faglia appenninica, e gli esperti prevedono che nuovi eventi tellurici siano inevitabili.
L'UNESCO ha più volte evidenziato la necessità di proteggere il patrimonio culturale nelle aree a rischio sismico. Dopo il terremoto dell'Aquila, l'organizzazione ha finanziato progetti di restauro per alcune chiese, ma la lista delle opere incompiute è lunga. La stampa estera, come il Guardian e la BBC, hanno documentato in passato la lenta ricostruzione del centro storico aquilano, definendola 'un monito per altre città storiche a rischio sismico'.
Nel caso peruviano, il sisma di magnitudo 5.1 ha colpito una regione già segnata da precedenti eventi sismici. La Iglesia Apóstol Santiago era stata già danneggiata da terremoti negli anni precedenti, ma i restauri erano stati parziali. Ora il danno è più grave, e la comunità si interroga sulla possibilità di reperire i fondi necessari per un intervento completo. Il governo peruviano ha dichiarato lo stato di emergenza nella zona, ma le risorse sono scarse.
Per l'Abruzzo, ogni terremoto che colpisce altrove è un monito. La regione ha sviluppato una competenza specifica nel restauro post-sismico, con professionisti e artigiani specializzati che hanno lavorato a L'Aquila e che ora potrebbero offrire consulenza in contesti internazionali. Università e centri di ricerca abruzzesi collaborano con enti stranieri per lo studio della vulnerabilità sismica degli edifici storici.
Tuttavia, la lezione più grande riguarda la prevenzione. La messa in sicurezza del patrimonio culturale non può essere rimandata all'emergenza. In Abruzzo, molte chiese sono state restaurate solo dopo il 2009, ma altre — specialmente nei piccoli borghi montani — restano in condizioni di abbandono. Il sindaco di un comune del cratere sismico aquilano ha dichiarato alla Reuters, in un articolo del 2024, che 'senza fondi e senza una strategia nazionale, il nostro patrimonio è destinato a scomparire'.
La notizia dal Perù arriva mentre in Italia si discute dell'efficacia delle norme antisismiche per gli edifici storici. Il Ministero della Cultura ha recentemente annunciato un piano di interventi per le chiese italiane a rischio, ma la sua attuazione è incerta. La regione Abruzzo ha stanziato ulteriori risorse per il completamento dei restauri, ma la mole di lavoro è ancora enorme.
Il caso della Iglesia Apóstol Santiago ha anche un risvolto emotivo: le comunità perdono non solo un luogo di culto, ma un punto di riferimento identitario. A L'Aquila, la riapertura della chiesa di Santa Maria di Collemaggio è stata vissuta come una rinascita, ma per molte altre chiese minori la strada è ancora lunga. Il paragone tra la remota altopiano peruviano e le valli appenniniche abruzzesi è stretto: in entrambi i luoghi, la fede e la cultura materiale si intrecciano con la fragilità del territorio.
La Protezione civile abruzzese ha offerto supporto tecnico alle autorità peruviane attraverso i canali della cooperazione internazionale. Un ingegnere del Politecnico di Milano, specializzato in restauro sismico, ha dichiarato a un'agenzia di stampa estera che 'le competenze italiane potrebbero essere utili in Perù, così come le esperienze giapponesi lo sono per noi'. Lo scambio di conoscenze è fondamentale per affrontare una sfida globale.
Il restauro della chiesa peruviana richiederà anni e fondi consistenti. La comunità locale si è mobilitata per raccogliere donazioni e sensibilizzare l'opinione pubblica. La stampa internazionale, incluso The Art Newspaper, ha lanciato un appello per la protezione del patrimonio culturale nelle zone sismiche, sottolineando che ogni perdita è irreparabile.
Per l'Abruzzo, i segni del terremoto sono ancora visibili nelle impalcature che avvolgono le chiese aquilane e nei muri perimetrali ancora puntellati. Ogni nuova scossa di terremoto — in qualsiasi parte del mondo — riapre antiche ferite e solleva la domanda: siamo davvero pronti per il prossimo? La risposta, a giudicare dai ritardi nelle ricostruzioni e dalla vulnerabilità del patrimonio, è ancora incerta.
