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SCIENZA

Italia sopra la media nel sondaggio Pisa, ma il divario interno resta ampio

I risultati Ocse tengono, mentre molti Paesi calano. La frattura tra studenti italiani e non italiani, però, non si chiude: cosa significa per le scuole lombarde.

Beatrice Comolli760 wordsEdition115lunedì 14 settembre 2026 — Edizione № 115

L'Italia ha ottenuto classifiche relativamente positive nel sondaggio educativo Ocse di quest'anno, riferisce The Local Italy, in un quadro internazionale segnato da forti cali in molti altri Paesi. I risultati in matematica, lettura e scienze si mantengono sopra la media.

Lo stesso rapporto segnala però un divario persistente e ampio tra studenti italiani e studenti non italiani, una frattura che non si è chiusa nonostante i progressi complessivi.

Per la Lombardia, la regione più popolosa e con la quota più alta di studenti di origine straniera, questo dato non è una statistica astratta: è la misura di quanto il sistema scolastico riesca a integrare chi arriva da fuori.

La lettura internazionale è duplice: l'Italia tiene il passo in un contesto globale in peggioramento, ma la disuguaglianza interna resta il punto debole che i numeri medi rischiano di nascondere.

The Local Italy ha riassunto i risultati: l'Italia ha visto classifiche studentesche relativamente positive nel sondaggio educativo Ocse di quest'anno, mentre molti altri Paesi hanno affrontato un forte calo. Il dato complessivo, quindi, va letto in un contesto internazionale in difficoltà.

Il rapporto segnala però che persiste un grande divario tra studenti italiani e non italiani. È la parte della storia che i titoli sui risultati medi tendono a lasciare in secondo piano, e che la stampa estera ha invece messo in evidenza.

La Lombardia è il territorio in cui questa frattura ha il peso maggiore. È la regione più popolosa d'Italia, con oltre dieci milioni di residenti, e con la concentrazione più alta di famiglie di origine immigrata, soprattutto nell'area metropolitana milanese e nella fascia pedemontana.

Questo significa che le scuole lombarde affrontano la sfida dell'integrazione su scala più ampia che altrove. Dove la presenza di studenti non italiani è elevata, il divario nei risultati tende a concentrarsi, secondo la lettura che la stampa internazionale dà dei dati Ocse.

Il tema non è solo linguistico. I rapporti internazionali sull'istruzione collegano le differenze di rendimento a fattori come il background socioeconomico, la lingua parlata a casa e la stabilità abitativa delle famiglie. Sono condizioni che nelle grandi città lombarde variano molto da quartiere a quartiere.

Milano, in particolare, combina due estremi. È la città italiana con il mercato del lavoro più dinamico e con i redditi più alti, ma anche con forti disuguaglianze interne e con un costo della casa che spinge molte famiglie verso la periferia o fuori città.

Il risultato è che il sistema scolastico lombardo deve gestire contemporaneamente eccellenze di livello internazionale e sacche di ritardo. I dati medi nazionali, per definizione, non distinguono tra queste due realtà.

La buona notizia, secondo la stampa estera, è che l'Italia non è tra i Paesi che hanno registrato i cali più marcati. In un'epoca in cui molti sistemi educativi arrancano, mantenere la posizione relativa è già un risultato.

La cattiva notizia è che il divario interno non si è ridotto. Se il rendimento medio tiene ma la forbice tra studenti resta ampia, significa che il sistema produce risultati buoni per una parte e insoddisfacenti per un'altra, senza che le due traiettorie convergano.

Per il mondo economico lombardo la posta in gioco è diretta. La regione basa la propria competitività su manifattura avanzata, finanza, design e farmaceutica: settori che richiedono competenze tecniche e scientifiche elevate e una forza lavoro formata in loco.

Se una quota crescente di studenti non raggiunge i livelli di base in matematica e scienze, il mercato del lavoro lombardo rischia di dover colmare il gap con manodopera dall'estero, proprio mentre il Paese affronta un calo demografico e una popolazione in invecchiamento.

La stampa internazionale non indica rimedi specifici per l'Italia in questo rapporto. Il dibattito europeo sull'istruzione si concentra su interventi precoci, sostegno linguistico e riduzione delle disuguaglianze di partenza, ma le politiche restano competenza nazionale e regionale.

In Lombardia, la formazione professionale e gli istituti tecnici sono storicamente il canale che collega scuola e industria. È su questo fronte che si giocherà la capacità della regione di trasformare i risultati Ocse in una forza lavoro adeguata.

Il dato che resta, per ora, è quello che The Local Italy ha evidenziato: l'Italia tiene in un confronto globale difficile, ma il divario tra i suoi studenti non si chiude. Per una regione che vive di competenze, è la variabile da tenere d'occhio.

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