TRENTINO-ALTO ADIGE
Il Local: l'Italia tiene nei test OCSE, ma il divario tra studenti resta
I risultati italiani sopra la media mentre altri paesi calano. Il giornale segnala il persistente divario tra studenti italiani e non italiani: in Alto Adige la questione ha una storia propria.
Klara Hofer568 wordsEdition №112venerdì 11 settembre 2026 — Edizione № 112
L'Italia ha ottenuto risultati relativamente positivi nel sondaggio educativo dell'OCSE di quest'anno, mentre molti altri paesi hanno affrontato cali marcati. È quanto riferisce The Local Italy, che cita il nuovo sondaggio Pisa su matematica, lettura e scienze.
Il giornale aggiunge però un dato che nessuna classifica internazionale mette in evidenza: persiste un ampio divario tra studenti italiani e studenti non italiani. È la stessa frattura che il sistema scolastico altoatesino affronta da decenni, con una differenza sostanziale.
In Alto Adige la scuola non è organizzata per lingua di insegnamento in base alla cittadinanza degli alunni, ma in base alla lingua: esistono scuole in lingua italiana, in lingua tedesca e in lingua ladina, parallele e finanziate dall'autonomia provinciale. Un alunno straniero viene iscritto in una delle tre, e il suo apprendimento dipende dalla lingua che quella scuola usa.
The Local Italy non entra nel dettaglio regionale e non nomina il Trentino-Alto Adige. Il suo articolo si limita a registrare il divario nazionale, che resta il dato più citato dalla stampa estera quando parla di scuola italiana.
Il sondaggio Pisa è condotto dall'OCSE ogni tre anni e misura le competenze di quindicenni in matematica, lettura e scienze. La notizia di quest'anno, secondo The Local, è che l'Italia non è tra i paesi in forte calo, e che i suoi punteggi restano sopra la media.
La lettura internazionale di questi risultati segue da anni una linea costante: l'Italia ha un sistema scolastico che funziona meglio di quanto la sua reputazione suggerisca, ma distribuisce i risultati in modo molto diseguale tra Nord e Sud e tra studenti autoctoni e studenti con background migratorio.
Il Trentino-Alto Adige è la regione che le statistiche nazionali collocano stabilmente in testa alle classifiche per competenze. La ragione che la stampa austriaca e tedesca cita più spesso è il modello plurilingue: insegnare in due o tre lingue, con insegnanti formati in ciascuna, produce un vantaggio misurabile nelle prove di lettura.
Questo vantaggio però non cancella il divario. Nelle scuole in lingua italiana della provincia di Bolzano la quota di alunni con cittadinanza non italiana è più alta che nelle scuole in lingua tedesca, e la lingua di istruzione coincide per loro con la seconda lingua, non con la lingua di famiglia.
Il sistema altoatesino ha introdotto da anni misure di sostegno linguistico e di orientamento, e le aziende sanitarie e i servizi provinciali pubblicano materiale in più lingue. Sono strumenti pensati per la minoranza di lingua tedesca e ladina, che si sono rivelati utili anche per i nuovi arrivati.
The Local Italy, nella stessa serie di articoli, ha pubblicato nelle scorse settimane due pezzi sull'apprendimento dell'italiano da parte dei residenti stranieri, uno dei quali con i consigli dell'insegnante Lucrezia Oddone. Il tema della lingua come chiave di integrazione attraversa tutta la sua copertura dell'Italia.
La domanda che il sondaggio OCSE lascia aperta, e che il giornale non affronta, è quanto il divario tra studenti italiani e non italiani dipenda dalla lingua e quanto dalle condizioni socioeconomiche delle famiglie. Le due variabili si sovrappongono quasi sempre, e separarle è difficile in qualsiasi paese.
Per il Trentino-Alto Adige il dato internazionale è un promemoria: l'autonomia ha costruito un sistema scolastico tra i migliori del paese, ma il suo principio organizzativo — la lingua — è anche il punto in cui l'integrazione degli alunni stranieri diventa più complessa. Nessuna classifica internazionale lo misura, e la stampa estera raramente lo nota.
