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NAZIONALE

Il Piemonte tiene nel sondaggio OCSE, ma il divario tra studenti resta

The Local Italy: l'Italia sopra la media in matematica, lettura e scienze mentre altri Paesi scivolano. Il nodo è la forbice tra studenti italiani e non italiani

Lorenzo Ferraris507 wordsEdition112venerdì 11 settembre 2026 — Edizione № 112

L'Italia ha registrato risultati relativamente solidi nel sondaggio educativo dell'OCSE di quest'anno, in matematica, lettura e scienze, mentre molti altri Paesi affrontavano un forte calo. Lo riferisce The Local Italy, che sintetizza i dati dell'indagine internazionale.

La notizia, nella lettura della testata, ha un rovescio: persiste un ampio divario tra gli studenti italiani e quelli di origine non italiana. È lì che si concentra la parte critica del quadro.

Per una regione industriale come il Piemonte, dove l'immigrazione è da decenni una componente strutturale della forza lavoro, la questione non è solo scolastica. Tocca il modo in cui il sistema formativo prepara chi entrerà nelle fabbriche e nei servizi.

Il sondaggio OCSE non misura soltanto l'apprendimento: fotografa la capacità di un Paese di trattenere e valorizzare i propri giovani. Su questo terreno l'Italia è osservata da vicino dalla stampa estera.

Il quadro nazionale descritto da The Local Italy va letto insieme a un'altra tendenza che le analisi internazionali ripetono da anni: la bassa natalità e l'emigrazione dei giovani laureati. Un sistema scolastico che tiene non basta se poi perde i suoi diplomati verso l'estero.

Il Piemonte è un caso emblematico di questa tensione. Torino è stata per decenni una città di immigrazione interna, dal Sud verso le fabbriche, e poi di immigrazione straniera. La composizione delle classi scolastiche riflette entrambe le ondate.

Il divario segnalato dalla testata tra studenti italiani e non italiani ha radici note: lingua, condizioni abitative, precarietà delle famiglie. Sono fattori che la scuola può attenuare ma non eliminare da sola.

La lettura comparata dell'OCSE, come la riporta la stampa estera, serve soprattutto a collocare l'Italia in una classifica. Il valore del dato sta nella traiettoria: mentre altri scivolano, l'Italia tiene. Ma tenere non equivale a crescere.

Per il tessuto produttivo piemontese, tra automotive e aerospazio, la partita delle competenze è decisiva. Le aziende segnalano da tempo la difficoltà di reperire profili tecnici, un tema che la stampa economica internazionale collega direttamente ai risultati scolastici.

The Local Italy non fornisce, nella sintesi, il dettaglio regionale dei punteggi. Ogni lettura del caso piemontese va quindi presa come contesto, non come dato certificato dal sondaggio.

Resta il punto politico che le testate straniere sottolineano: l'Italia spende per l'istruzione meno di molti partner europei, e il divario territoriale tra Nord e Sud rimane uno dei più ampi del continente.

Il Piemonte, storicamente tra le regioni con risultati migliori, non è immune dalla forbice interna tra aree urbane e valli, tra città e territori che si spopolano. È una geografia che il sondaggio OCSE non restituisce ma che il territorio conosce bene.

La domanda che la copertura internazionale lascia aperta è se i risultati italiani di quest'anno segnino una tenuta strutturale o solo una minore caduta rispetto agli altri. La risposta richiederà i dati delle prossime rilevazioni.

Per ora, il messaggio che arriva dall'estero è ambivalente: un Paese che regge nella media internazionale, ma che non ha ancora chiuso il divario al proprio interno. È la stessa ambivalenza che il Piemonte conosce tra eccellenza industriale e disuguaglianze territoriali.

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