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BASILICATA

Il Po in secca: l'acqua salata minaccia l'agricoltura italiana

L'ondata di calore europeo spinge l'intrusione marina a 18 km nell'entroterra. La Basilicata osserva cosa significa quando l'energia idrica si esaurisce.

Pietro Lasorsa859 wordsEdition30lunedì 29 giugno 2026 — Edizione № 30

Il flusso del fiume Po è crollato sotto la pressione di un'ondata di calore europea senza precedenti, permettendo all'acqua salata del mare Adriatico di penetrare fino a 18 chilometri nell'entroterra. Secondo DevDisc0urse, questa intrusione marina minaccia l'agricoltura della valle padana e le zone umide protette del delta. Il fenomeno è il più grave degli ultimi decenni, un segnale della vulnerabilità delle infrastrutture idriche europee di fronte al riscaldamento climatico.

L'evento colpisce soprattutto la Lombardia e l'Emilia-Romagna, epicentri della produzione lattiero-casearia italiana. Ma il significato si estende ben oltre il Nord. In Basilicata, dove il settore agricolo rimane cruciale nonostante il declino demografico, l'episodio del Po illustra una lezione già scritta nel paesaggio locale: l'acqua è il primo limite alla sopravvivenza rurale.

La regione lucana non possiede fiumi paragonabili al Po, ma dipende da invasi e pozzi che risentono direttamente delle siccità estive. L'agricoltura basilicata—cereali, ortaggi, frutticoltura nelle aree di pianura—affronta già pressioni crescenti. La penetrazione salina nel Po non è dunque una crisi lontana, ma una prova di ciò che attende le regioni meridionali quando lo stress idrico si intensifica.

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