MOLISE
Il Po soffoca. Nel Molise l'acqua scarseggia.
Alghe e caldo nel Nord. Al Sud, gli agricoltori molisani affrontano siccità cronica e mancanza di infrastrutture irrigue.
Antonio Petrella1,189 wordsEdition №48venerdì 17 luglio 2026 — Edizione № 48
L'Italia sta intensificando gli sforzi per ripulire le spesse alghe dal fiume Po a Torino dopo settimane di alte temperature che hanno accelerato la diffusione lungo il fiume più lungo del paese, secondo Euronews. Le fioriture algali stanno rendendo difficile la navigazione e minacciano gli usi agricoli e industriali dell'acqua.
Nel frattempo, il Molise affronta una crisi idrica completamente diversa: non ha abbastanza acqua da catturare. Mentre il Nord costruisce dighe e invasi per immagazzinare l'acqua del Po, il Molise ha storicamente dipeso da fonti d'acqua superficiali e da una rete di piccoli invasi costruiti decenni fa, molti dei quali ormai obsoleti.
L'ondata di caldo che sta colpendo l'Italia espone due crisi idriche parallele: una di eccesso e inquinamento nel Nord, un'altra di scarsità nel Sud e nel centro. Per il Molise, agricolo per tradizione, la mancanza di acqua è una minaccia esistenziale all'economia rurale.
The Local Italy ha riportato che i rematori sul fiume Po stanno combattendo vasti fioriture di alghe, con le alte temperature nel nord-ovest dell'Italia e il deflusso dalle fattorie che creano condizioni ideali per la crescita sfrenata delle piante. Il problema è principalmente agricolo: l'eccesso di nutrienti (azoto e fosforo) dalle fattorie intensiva del Nord alimenta la crescita algale quando l'acqua si riscalda.
Il Molise, invece, affronta il problema opposto. La regione ha una precipitazione media annuale di circa 800-900 millimetri, inferiore alla media nazionale. Gran parte di quell'acqua scorre verso il mare senza essere catturata, mentre l'agricoltura molisana dipende da irrigazione irregolare e da invasi che spesso non hanno capacità sufficiente per trattenere l'acqua durante i periodi di siccità.
Euronews ha sottolineato che le alte temperature stanno accelerando l'evaporazione nel Po, il che paradossalmente peggiora il problema algale: l'acqua si concentra, i nutrienti si accumulano, e le alghe si moltiplicano. Nel Molise, l'evaporazione è un problema ancora maggiore perché gli invasi sono più piccoli e meno profondi, il che significa che perdono acqua più rapidamente durante il caldo.
La regione molisana ha storicamente sofferto di mancanza di investimenti infrastrutturali per l'acqua. Gli invasi costruiti negli anni Sessanta e Settanta, come il Liscione e il Fortore, hanno una capacità totale di circa 200 milioni di metri cubi. Nel Nord, il Lago di Como ha una capacità di circa 89 miliardi di metri cubi. La differenza è drammatica.
The Local Italy ha notato che il problema del Po non è solo il caldo, ma anche la gestione dell'acqua a monte. Gli invasi del Nord sono stati costruiti per controllare il flusso del fiume, generare energia idroelettrica e fornire acqua per l'irrigazione. Nel Molise, non c'è mai stato un progetto comparabile di gestione dell'acqua su scala regionale.
L'agricoltura molisana è principalmente cerealicola e pastorale. I cereali (grano duro, orzo) richiedono meno acqua del riso del Nord, ma durante i periodi di siccità prolungata, anche il grano soffre. Gli agricoltori molisani hanno adattato le loro colture al clima semi-arido della regione, ma il cambiamento climatico sta rendendo quella adattamento sempre più difficile.
Euronews ha riportato che la lotta contro le alghe del Po richiede pulizia manuale e chimici, un processo costoso e temporaneo. Nel Molise, il problema è diverso: gli agricoltori hanno bisogno di infrastrutture per immagazzinare e distribuire l'acqua in modo più efficiente. Questo richiederebbe investimenti massicci in dighe, canali e sistemi di irrigazione moderna.
Il governo italiano ha allocato fondi dal Recovery Fund per progetti idrici, ma una parte significativa è andata al Nord. Nel Molise, gli investimenti sono stati limitati. Secondo le relazioni della stampa internazionale sul divario Nord-Sud italiano, il Molise è una delle regioni che ha ricevuto meno finanziamenti per infrastrutture idriche negli ultimi dieci anni.
The Local Italy ha sottolineato che il problema del Po è urgente perché il fiume fornisce acqua a una parte significativa della popolazione italiana e dell'agricoltura del Nord. Nel Molise, l'urgenza è diversa: la regione è già in declino demografico e economico, e la mancanza di acqua per l'agricoltura accelera questo declino.
La crisi idrica molisana è anche una questione di transumanza e di patrimonio. I tratturi, i sentieri storici percorsi dalle greggi durante la migrazione stagionale, erano collegati a fonti d'acqua. Molti di questi sentieri non sono più utilizzati, ma rimangono come paesaggio culturale. Senza acqua, anche il turismo basato su questo patrimonio diventa difficile.
Greenpeace Italia e il sindacato CGIL hanno protestato a Roma contro le condizioni di ondata di calore, sciogliendo statue di ghiaccio fuori dal Colosseo il 15 luglio. La protesta ha evidenziato l'impatto dei caldi sui lavoratori all'aperto. Nel Molise, i lavoratori agricoli affrontano temperature estreme senza accesso a infrastrutture idriche adeguate.
Il problema del Po e il problema del Molise sono due facce della stessa crisi climatica italiana. Nel Nord, l'eccesso d'acqua (e l'inquinamento che la accompagna) crea alghe. Nel Sud, la scarsità d'acqua crea siccità. Entrambi i problemi richiedono investimenti infrastrutturali significativi che l'Italia sta faticando a fare.
La stampa internazionale ha notato che l'Italia affronta pressioni fiscali significative. Project Syndicate ha avvertito che paesi come l'Italia stanno affrontando problemi fiscali insostenibili. Questo significa che gli investimenti per infrastrutture idriche rimangono limitati, soprattutto nelle regioni come il Molise dove la popolazione è in calo.
Nel Molise, la conseguenza è che l'agricoltura continua a dipendere da metodi tradizionali e da invasi obsoleti. I giovani agricoltori che rimangono nella regione devono affrontare una situazione dove l'acqua è scarsa, le infrastrutture sono vecchie, e i finanziamenti per modernizzare sono limitati. Questo accelera l'emigrazione dei giovani verso il Nord o verso l'estero.
Euronews ha riportato che il Po è uno dei fiumi più importanti d'Italia, fornendo acqua a milioni di persone. Nel Molise, i fiumi principali (il Biferno, il Fortore, il Trigno) sono molto più piccoli e meno affidabili. Durante i periodi di siccità, questi fiumi si riducono a ruscelli, e l'agricoltura soffre.
La crisi idrica molisana è anche una questione di equità regionale. Mentre il Nord ha investito massicciamente in infrastrutture idriche nel corso dei decenni, il Sud ha ricevuto meno. Questo ha creato un divario strutturale che persiste oggi. Nel Molise, questo divario significa che la regione rimane vulnerabile ai cambiamenti climatici e alla siccità.
