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MARCHE

Il Po soffoca. Nelle Marche, il Metauro e il Foglia insegnano il prezzo della siccità

L'esplosione di alghe nel fiume torinese rivela una crisi idrica nazionale. I fiumi marchigiani, già prosciugati dal caldo, avvertono cosa viene dopo

Elena Marcheggiani1,050 wordsEdition49sabato 18 luglio 2026 — Edizione № 49

L'Italia sta intensificando gli sforzi per ripulire le alghe spesse dal fiume Po a Torino dopo settimane di temperature elevate che hanno accelerato la loro diffusione lungo il fiume più lungo del paese, secondo Euronews. Le alghe si sono accumulate in densi strati verdi, ostruendo la navigazione fluviale e creando preoccupazioni per la qualità dell'acqua. Il fenomeno è il sintomo di una crisi idrica più ampia che si sta sviluppando mentre l'Italia affronta un'ondata di caldo senza precedenti.

Secondo Euronews, l'esplosione di alghe è stata innescata da una combinazione di temperature elevate e di bassi livelli di acqua nel Po. Quando il fiume è poco profondo e l'acqua è calda, le alghe — in particolare le cianobatteri — proliferano rapidamente. Il Po, che scorre dalla catena alpina attraverso il Piemonte, l'Emilia-Romagna e il Veneto prima di sfociare nell'Adriatico, è il principale sistema fluviale del nord Italia e fornisce acqua per l'irrigazione, il raffreddamento industriale e il consumo umano.

Per le Marche, una regione situata sulla costa adriatica centrale con una popolazione di 1,5 milioni di abitanti, la crisi del Po rappresenta un avvertimento urgente. I principali fiumi marchigiani — il Metauro, il Foglia, il Potenza e il Tenna — hanno già registrato livelli d'acqua anormalmente bassi durante l'estate. Se l'ondata di caldo persiste e le piogge non arrivano, questi fiumi potrebbero affrontare situazioni simili a quelle del Po.

Le temperature a Torino hanno raggiunto picchi di 35-37 gradi Celsius durante il mese di luglio. L'ondata di caldo ha ridotto il flusso d'acqua nel Po perché meno neve si scioglie dalle Alpi e le precipitazioni sono state scarse. Un fiume lento e caldo è un'incubatrice perfetta per le alghe. Secondo Euronews, gli operai hanno iniziato a raccogliere le alghe manualmente e con macchinari, ma il processo è lento e laborioso.

Il Metauro, che scorre dal Montefeltro fino alla costa adriatica presso Fano, è il fiume più importante delle Marche. Fornisce acqua per l'irrigazione agricola nella valle del Metauro, dove si coltivano tabacco, cereali e frutta. Fornisce anche acqua potabile a Pesaro e ad altri comuni costieri. Durante l'estate 2023 e 2024, il Metauro ha raggiunto livelli molto bassi, costringendo il Servizio Idrico Integrato (SII) a razionare l'acqua durante le ore notturne in alcune aree.

Il Foglia, che scorre dalla provincia di Pesaro fino alla costa presso Cattolica, è un secondo sistema idrico critico. Anche il Foglia ha subito siccità estive ricorrenti. L'agricoltura marchigiana — che dipende dall'irrigazione durante i mesi secchi — è stata colpita da riduzioni della disponibilità di acqua. I piccoli agricoltori, in particolare, hanno subito perdite di raccolti.

Secondo Euronews, la crisi del Po è anche una crisi di navigabilità. Il Po è storicamente una rotta commerciale — chiatte e navi fluviali lo usano per trasportare merci verso Venezia e il porto di Trieste. Con bassi livelli d'acqua e alghe che ostruiscono il canale, la navigazione è diventata lenta e pericolosa. I costi di trasporto fluviale sono aumentati.

Per le Marche, la navigabilità fluviale è meno critica che per il nord — il Metauro e il Foglia sono fiumi minori e la navigazione commerciale è limitata. Ma il segnale è il medesimo: la crisi idrica non è un problema stagionale temporaneo. È una tendenza strutturale. Le temperature medie stanno aumentando, le precipitazioni sono diventate più irregolari, e i fiumi non hanno più la capacità di tamponare la variabilità.

Il problema è aggravato dal fatto che le Alpi — il serbatoio di neve e ghiaccio che alimenta i fiumi italiani durante l'estate — si stanno sciogliendo più rapidamente a causa del riscaldamento climatico. Secondo studi riportati da Euronews e altre testate, il ghiacciaio del Rodano, il ghiacciaio del Gorner e altri ghiacciai alpini hanno perso una quantità significativa di volume negli ultimi due decenni. Quando il ghiaccio scompare, il flusso estivo dei fiumi si riduce.

Per le Marche, questo significa che l'agricoltura e l'industria dovranno adattarsi a una disponibilità d'acqua più bassa. Gli agricoltori dovranno investire in sistemi di irrigazione più efficienti, come l'irrigazione a goccia. Le aziende manifatturiere marchigiane — i calzaturifici, i mobilifici, le fabbriche meccaniche — dovranno ridurre il consumo di acqua nei processi di produzione. Alcuni potrebbero dover delocalizzare o ridimensionarsi.

La stampa internazionale ha iniziato a coprire la crisi idrica italiana come un sintomo di una crisi climatica più ampia in Europa. Secondo Euronews, giugno 2026 ha registrato almeno 12.000 morti in eccesso in nove paesi europei a causa dell'ondata di calore. L'Italia è stata tra i paesi più colpiti. Le temperature elevate hanno causato decessi tra gli anziani, i senzatetto e i lavoratori all'aperto.

Secondo la BBC, i rider delle consegne a Milano, Bologna e Firenze hanno scioperato per chiedere protezione dal caldo — pause più lunghe, accesso a acqua gratuita, compensazione per il lavoro in condizioni estreme. La crisi idrica è quindi anche una crisi di salute e di diritti dei lavoratori. Se i fiumi si prosciugano e l'acqua diventa razionata, i costi per i servizi essenziali aumenteranno, e i più poveri ne soffriranno di più.

Per le Marche, la questione della gestione dell'acqua è diventata politica. Il governo regionale marchigiano, guidato da Francesco Acquaroli (centro-destra), ha promesso investimenti in infrastrutture idriche — nuovi serbatoi, sistemi di raccolta dell'acqua piovana, reti di distribuzione più efficienti. Ma i fondi sono limitati e la burocrazia è lenta. Secondo il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza), l'Italia ha ricevuto fondi europei per la gestione dell'acqua, ma il rilascio è stato lento.

La crisi del Po e la siccità marchigiana pongono anche una domanda più ampia: come si adatterà l'Italia a un clima che sta diventando più caldo e più secco? Secondo Euronews e altre fonti internazionali, l'Italia dovrà ripensare la sua agricoltura, le sue industrie e i suoi sistemi urbani per un futuro con meno acqua dolce. Questo richiede investimenti significativi in tecnologia, infrastrutture e educazione.

Il verdetto è che il Po soffocato dalle alghe non è un evento isolato. È un segnale di una trasformazione più profonda del paesaggio italiano. Le Marche, come altre regioni italiane, devono prepararsi a un futuro di scarsità idrica. Questo significa proteggere e razionare l'acqua disponibile, investire in tecnologie di efficienza idrica, e adattare l'economia regionale a una disponibilità di acqua più bassa. Il costo di questa transizione sarà significativo, ma il costo dell'inazione sarà ancora più alto.

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