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VENETO

Il Po alla storica minima, il Veneto conta l'acqua che manca

La quarta ondata di caldo prosciuga il grande fiume: per il Nordest è un campanello d'allarme

Tommaso Veronese612 wordsEdition81mercoledì 12 agosto 2026 — Edizione № 81

Il fiume Po è sceso a livelli storicamente bassi mentre l'Italia affronta la quarta ondata di caldo dell'estate, esponendo ampi tratti di letto fluviale asciutto vicino a Pavia e sollevando nuove preoccupazioni sugli approvvigionamenti idrici e l'agricoltura nell'Italia settentrionale, secondo quanto riferito da Euronews.

La siccità che stringe il bacino del Po non è una questione che riguarda solo la pianura padana occidentale. Per il Veneto, che condivide lo stesso sistema idrografico e le stesse falde, il livello del grande fiume è un termometro dell'intero equilibrio dell'acqua nel Nordest.

Il Po, il fiume più lungo d'Italia, scorre oggi a livelli che Euronews descrive come storicamente bassi. Vicino a Pavia, ampi tratti di letto fluviale sono emersi, lasciando banchi di sabbia e ciottoli dove di solito scorre l'acqua. È la quarta ondata di caldo dell'estate, e il bilancio idrico del nord Italia ne sta pagando il prezzo.

Il fiume nasce nelle Alpi Cozie, al confine con la Francia, e attraversa l'intera Pianura Padana prima di sfociare nell'Adriatico vicino a Venezia. Il suo bacino idrografico copre circa 74.000 chilometri quadrati, un territorio che comprende Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Quando il Po soffre, l'intero Nordest ne risente.

Per il Veneto la questione è duplice. Da un lato, il bacino del Po alimenta le falde acquifere che sostengono l'agricoltura della pianura veneta, dai campi di mais ai vigneti di Prosecco. Dall'altro, il fiume è il principale immissario della laguna di Venezia: quando il Po porta poca acqua, la laguna subisce un maggiore ingresso di acqua salata dal mare, un fenomeno che gli scienziati seguono con attenzione.

Euronews sottolinea che la siccità minaccia le fattorie e gli approvvigionamenti idrici. Nel Veneto, la rete di canali irrigui che attraversa la pianura tra Vicenza, Treviso e Rovigo dipende in larga misura dall'acqua che arriva dalle Alpi e dalle risorgive, ma il livello delle falde è influenzato anche dal regime del Po.

Gli esperti citati dalla stampa internazionale ricordano che l'estate 2022 era già stata segnata da una siccità eccezionale, con il Po a livelli minimi e la laguna di Venezia che aveva registrato una scarsità d'acqua dolce tale da favorire la proliferazione di alghe. Quest'anno la situazione si ripete, e la quarta ondata di caldo dell'estate non lascia tregua.

Le previsioni per il fine settimana di Ferragosto, riportate da The Local Italy, indicano temperature fino a 40 gradi in molte città italiane. L'ondata di caldo dovrebbe attenuarsi solo verso l'inizio della prossima settimana, ma il deficit idrico accumulato in settimane di temperature elevate non si colma in pochi giorni di pioggia.

Per il Veneto, il problema non è solo l'agricoltura. La laguna di Venezia è un ecosistema fragile, e il suo equilibrio dipende dal flusso di acqua dolce che arriva dai fiumi. Quando il Po e i suoi affluenti portano meno acqua, la salinità della laguna aumenta, con conseguenze sulla flora e sulla fauna.

Il turismo, che rappresenta una voce fondamentale dell'economia veneta, è anch'esso esposto. Le città d'arte come Venezia, Verona e Padova attirano milioni di visitatori, ma la siccità può scoraggiare i viaggiatori e mettere a dura prova le risorse idriche locali, già sotto stress in alta stagione.

Le autorità regionali e i consorzi di bonifica del Veneto monitorano la situazione con attenzione, ma la stampa internazionale non riporta misure specifiche per la regione. Quel che è certo, secondo Euronews, è che la siccità del Po è un problema che riguarda l'intero nord Italia, e che le soluzioni richiederanno tempo e investimenti.

La domanda che gli osservatori internazionali pongono è se l'Italia sia pronta ad affrontare estati sempre più calde e secche. Il cambiamento climatico rende questi eventi più frequenti e intensi, e il nord Italia, con la sua economia manifatturiera e agricola, è tra le aree più esposte d'Europa.

Nel frattempo, il Po continua a scorrere, più lento e più basso. Per chi vive sul suo delta, nel Veneto meridionale, il fiume è una presenza quotidiana: un'arteria che porta vita, ma che oggi sembra affaticata. La siccità non è solo un dato meteorologico, è una lente attraverso cui leggere il futuro della pianura padana.

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