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EMILIA-ROMAGNA

Polpi nell'Adriatico contro i granchi blu: la pianura guarda al mare

Scienziati italiani rilasciano migliaia di piccoli polpi per fermare il granchio nordamericano che ha devastato le vongole

Giulia Benati726 wordsEdition89giovedì 20 agosto 2026 — Edizione № 89

Da un peschereccio nell'Adriatico, gli scienziati italiani rilasciano delicatamente migliaia di piccoli polpi nella speranza di combattere una specie di granchio nordamericano invasivo che ha devastato le pescherie locali, secondo quanto riportato da The Local Italy.

Il granchio blu, arrivato probabilmente con le acque di zavorra delle navi, ha trovato nell'Adriatico un habitat ideale, moltiplicandosi a dismisura e nutrendosi di vongole, cozze e altre specie allevate nelle lagune costiere.

Per l'Emilia-Romagna, che con le sue valli di Comacchio e il delta del Po ospita una delle più importanti produzioni di vongole e anguille d'Italia, la questione è vitale: la regione guarda al mare come a una delle sue frontiere economiche.

L'iniziativa, riportata da The Local Italy, vede gli scienziati italiani lavorare da un peschereccio nell'Adriatico, rilasciando migliaia di piccoli polpi in un tentativo di riequilibrare l'ecosistema marino. Il polpo è un predatore naturale del granchio blu, e la speranza è che la sua presenza possa contenere la diffusione della specie invasiva.

Il granchio blu (Callinectes sapidus) è originario delle coste atlantiche del Nord America. La sua comparsa nel Mediterraneo è stata segnalata per la prima volta negli anni scorsi, ma è negli ultimi due anni che la popolazione è esplosa, causando danni ingenti alle attività di acquacoltura e alla pesca artigianale.

Nelle valli salmastre del delta del Po, che si estendono tra le province di Ferrara e Ravenna, i granchi blu hanno trovato condizioni perfette: acque calde, abbondanza di cibo e pochi predatori naturali. Le vongole veraci, una delle eccellenze gastronomiche italiane, sono state tra le prime vittime.

L'Emilia-Romagna è la regione italiana con la maggiore produzione di vongole: i banchi deltizi di Goro e Comacchio rappresentano una parte significativa del raccolto nazionale, e l'industria ittica locale impiega migliaia di famiglie tra pesca, allevamento e trasformazione.

La risposta dei ricercatori, come riportato dalla stampa estera, non si limita al rilascio dei polpi. Gli scienziati stanno studiando anche altri metodi di contenimento, tra cui la cattura massiva dei granchi e il loro utilizzo in ambito gastronomico, una soluzione che ha già trovato qualche sostenitore tra i ristoratori della costa adriatica.

Ma il polpo, nella cultura ittica italiana, è un animale pregiato: il polpo dell'Adriatico è ingrediente di piatti tradizionali e la sua pesca è regolamentata. Il rilascio di migliaia di esemplari giovani, se da un lato rappresenta un investimento ecologico, dall'altro solleva interrogativi sulla sostenibilità della misura nel lungo periodo.

L'iniziativa ha un precedente illustre nella gestione degli ecosistemi lagunari italiani: negli anni passati, per contrastare la proliferazione di specie invasive o per ripopolare le valli, erano stati introdotti predatori naturali con risultati alterni. La cautela degli scienziati è quindi comprensibile.

Il cambiamento climatico gioca un ruolo importante nella vicenda. Le estati sempre più calde e gli inverni miti hanno permesso al granchio blu di sopravvivere e riprodursi in acque che un tempo sarebbero state troppo fredde. L'Adriatico settentrionale, con le sue acque basse e lente, si sta avvicinando alle condizioni tropicali.

Per le cooperative di pescatori dell'Emilia-Romagna, che hanno una lunga tradizione di gestione collettiva delle risorse ittiche, la sfida è duplice: difendere il proprio lavoro e proteggere un ecosistema fragile che è anche la base dell'economia turistica della costa.

La Regione Emilia-Romagna ha dichiarato lo stato di emergenza per il granchio blu già nella scorsa stagione, chiedendo al governo nazionale misure straordinarie. La risposta, secondo quanto riferito dalla stampa internazionale, è stata la mobilitazione di risorse per la ricerca e il sostegno alle imprese danneggiate.

La soluzione dei polpi, però, non piace a tutti. Alcuni pescatori temono che i piccoli polpi possano competere con le specie ittiche locali per il cibo, o che la loro presenza alteri ulteriormente un equilibrio già precario. Gli scienziati, dal canto loro, sottolineano che il polpo è una specie autoctona del Mediterraneo e che il suo rilascio è un tentativo di ripristinare una catena alimentare naturale.

Il monitoraggio dei risultati sarà fondamentale: i ricercatori seguiranno la crescita dei polpi rilasciati e valuteranno il loro impatto sulla popolazione di granchi blu nei prossimi mesi. I primi dati, secondo le fonti internazionali, potrebbero arrivare già in autunno.

Nel frattempo, la costa adriatica dell'Emilia-Romagna — da Goro a Cattolica — attende con apprensione la prossima stagione di raccolta delle vongole. Se l'esperimento dei polpi funzionerà, potrebbe rappresentare una soluzione innovativa e a basso impatto ambientale per un problema che minaccia un'intera economia locale.

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