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PUGLIA

Polpi in Adriatico contro i granchi blu: la Puglia osserva

Scienziati liberano migliaia di piccoli polpi per contrastare il granchio nordamericano che ha devastato la pesca locale

Francesca Lazzari640 wordsEdition89giovedì 20 agosto 2026 — Edizione № 89

Da un peschereccio nell'Adriatico, gli scienziati italiani hanno iniziato a rilasciare migliaia di piccoli polpi nella speranza di contrastare una specie di granchio nordamericano invasivo che ha devastato la pesca locale, secondo quanto riferito questa settimana da The Local Italy.

Il granchio blu, arrivato probabilmente nelle acque di zavorra delle navi mercantili, ha trovato nell'Adriatico un ambiente favorevole alla sua proliferazione, minacciando gli allevamenti di vongole e cozze che rappresentano una parte importante dell'economia costiera italiana.

L'iniziativa, condotta da un gruppo di ricercatori italiani a bordo di un peschereccio, punta a ripristinare un equilibrio ecologico che il predatore nordamericano ha sconvolto. I piccoli polpi, allevati in laboratorio, vengono rilasciati in aree dove la loro presenza potrebbe contenere la popolazione di granchi blu, che si nutre di molluschi e crostacei autoctoni.

Il granchio blu (Callinectes sapidus) è stato segnalato per la prima volta nel Mediterraneo decenni fa, ma negli ultimi anni la sua presenza è esplosa, complice il riscaldamento delle acque che favorisce la riproduzione della specie. Gli allevatori di vongole del Delta del Po e della costa adriatica hanno subito perdite ingenti, con raccolti ridotti in alcuni casi fino alla metà.

Per la Puglia, che si affaccia sullo stesso bacino adriatico, la questione è osservata con attenzione. La regione conta su una filiera della molluschicoltura che si estende dal Gargano al Salento, con produzioni di cozze e vongole che alimentano sia il mercato locale sia l'export. Un'eventuale avanzata del granchio blu verso le acque pugliesi potrebbe replicare i danni già registrati più a nord.

Il ricorso ai polpi come predatori naturali rappresenta un approccio biologico al problema, alternativo all'uso di reti o sostanze chimiche. I ricercatori coinvolti nel progetto hanno spiegato a The Local Italy che i polpi, essendo predatori opportunisti, potrebbero contribuire a ridurre la pressione del granchio sulle specie commerciali, ma il risultato non è garantito e richiederà monitoraggio.

La scelta dell'Adriatico come area di rilascio non è casuale. Le acque relativamente chiuse e poco profonde del bacino offrono condizioni controllabili per lo studio dell'impatto dei polpi sulla popolazione di granchi. Gli scienziati seguiranno i movimenti dei piccoli cefalopodi attraverso marcature e rilevamenti periodici.

La comunità scientifica internazionale guarda con interesse a questo esperimento, che potrebbe offrire un modello replicabile in altre aree del Mediterraneo colpite dalla stessa invasione. Specie simili di granchio sono state segnalate anche lungo le coste della Francia e della Spagna, dove gli allevamenti di molluschi affrontano problemi analoghi.

Per i pescatori pugliesi, la notizia arriva in una stagione già segnata da difficoltà. Il caro carburante e la concorrenza dei prodotti importati hanno compresso i margini delle piccole imprese ittiche, e una minaccia ecologica aggiuntiva potrebbe aggravare una situazione già fragile.

Le autorità regionali, secondo quanto riportato dalla stampa internazionale, seguono l'evoluzione della sperimentazione senza però annunciare interventi specifici per le acque pugliesi. La priorità resta il monitoraggio delle popolazioni di granchio blu lungo tutta la costa adriatica, dalla Romagna al Salento.

Il progetto si inserisce in un quadro più ampio di studi sulle specie aliene nel Mediterraneo, che negli ultimi anni ha visto l'arrivo di decine di nuovi organismi, molti dei quali trasportati dalle navi o introdotti accidentalmente. Il canale di Suez e il traffico commerciale intenso hanno accelerato questo fenomeno, che gli esperti definiscono una delle principali minacce alla biodiversità marina.

L'esito della sperimentazione sarà valutato nei prossimi mesi, quando i dati sulla sopravvivenza dei polpi e sulla loro efficacia nel contenere i granchi saranno disponibili. Nel frattempo, gli allevatori di molluschi dell'Adriatico continuano a denunciare le perdite e a chiedere misure di sostegno, mentre gli scienziati sottolineano che non esistono soluzioni rapide al problema.

La vicenda dei granchi blu ha attirato l'attenzione anche dei media internazionali, che hanno raccontato come una specie arrivata da lontano possa sconvolgere economie locali radicate. Per la Puglia, regione che vive di mare e di agricoltura, la lezione è chiara: la salute dell'Adriatico è una questione che riguarda direttamente il futuro delle comunità costiere.

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