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CALABRIA

Il ponte sullo Stretto torna nei progetti, la Calabria guarda al sogno antico

Dopo 2.000 anni di progetti, il collegamento con la Sicilia torna a far discutere tra promesse e proteste

Saverio Gallo650 wordsEdition92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92

Il sogno di un ponte sullo Stretto di Messina, che colleghi la Sicilia alla Calabria, è tornato al centro del dibattito politico italiano. Secondo un'analisi del Guardian, i funzionari hanno ripreso l'idea di costruire una struttura sullo stretto, nonostante le affermazioni che sia irrealizzabile e le proteste dei residenti locali.

Il progetto, che affonda le radici nell'antica Roma, è stato più volte accantonato e ripreso nel corso dei secoli. Ora, il governo italiano sembra voler rilanciare l'ambizioso piano, suscitando speranze ma anche forti perplessità, soprattutto in Calabria e Sicilia, le due regioni che il ponte dovrebbe unire.

I residenti locali hanno espresso preoccupazione per l'impatto ambientale e per la fattibilità tecnica dell'opera, che comporterebbe costi enormi e tempi di realizzazione molto lunghi. Il Guardian sottolinea come il progetto rimanga un sogno nonostante duemila anni di progetti e promesse.

Il ponte sullo Stretto di Messina è uno dei progetti più antichi e controversi d'Italia. Secondo il Guardian, l'idea di costruire un collegamento stabile tra la Sicilia e la penisola risale all'epoca romana, quando si pensò per la prima volta a una struttura che attraversasse i circa tre chilometri di mare che separano le due coste.

Da allora, il progetto è stato ripreso innumerevoli volte. Negli anni '60 e '70 del Novecento, i governi italiani hanno commissionato studi di fattibilità, ma l'opera non è mai stata realizzata. Negli anni 2000, il governo Berlusconi ha lanciato un nuovo progetto, che è stato poi cancellato dal successivo esecutivo per motivi di costi e di sostenibilità.

Ora, secondo il Guardian, i funzionari hanno ripreso l'idea. La spinta arriva in un momento in cui il governo italiano cerca di rilanciare le infrastrutture del Mezzogiorno e di ridurre il divario tra Nord e Sud del paese.

Per la Calabria, la regione che si affaccia sullo Stretto, il ponte rappresenterebbe un cambiamento epocale. La città di Reggio Calabria, capoluogo della provincia più a sud della regione, è separata da Messina da un breve tratto di mare, ma il collegamento via traghetto è spesso lento e soggetto a interruzioni.

Un ponte potrebbe trasformare l'economia locale, facilitando il trasporto di merci e persone e integrando la regione nei corridoi commerciali europei. Ma i residenti e gli esperti intervistati dal Guardian mettono in guardia sui rischi.

Il progetto è tecnicamente complesso: lo Stretto di Messina è una zona sismica e soggetta a forti correnti, e la costruzione di un ponte sospeso di oltre tre chilometri richiederebbe soluzioni ingegneristiche senza precedenti. I costi, stimati in decine di miliardi di euro, sono un altro ostacolo.

Le proteste dei residenti locali si concentrano sull'impatto ambientale e paesaggistico, oltre che sulla mancanza di benefici concreti per le comunità locali. Molti temono che l'opera favorisca solo gli interessi delle grandi imprese di costruzione, senza portare sviluppo duraturo alla regione.

Il Guardian ha ricordato che il progetto è stato sostenuto da politici di diversi schieramenti, ma che finora nessun governo ha avuto la volontà o la capacità di realizzarlo. La storia del ponte è fatta di annunci, studi e promesse, ma anche di cancellazioni e rinvii.

La questione è anche simbolica. Per molti, il ponte rappresenta la possibilità di superare la separazione storica tra la Sicilia e il continente, un'idea che ha radici profonde nella cultura e nella politica italiana.

Dalla Calabria, il dibattito è seguito con attenzione. La regione, che soffre di spopolamento e di mancanza di investimenti, vede nel ponte una possibile occasione di rilancio, ma anche un ennesimo progetto annunciato e mai realizzato.

Il governo italiano non ha ancora preso una decisione definitiva. Secondo il Guardian, i funzionari stanno studiando la fattibilità del progetto, ma non ci sono scadenze certe per l'inizio dei lavori.

Nel frattempo, i residenti continuano a mobilitarsi. Le proteste, finora pacifiche, hanno raccolto l'attenzione dei media internazionali, che seguono la vicenda con interesse.

Il sogno del ponte, insomma, resta vivo, ma la sua realizzazione sembra ancora lontana. Come ha scritto il Guardian, sono passati duemila anni e il collegamento tra Sicilia e Calabria rimane un progetto incompiuto.

Per la Calabria, la questione non è solo tecnica o economica, ma anche identitaria. Il ponte è un simbolo di connessione, ma anche di una promessa di sviluppo che la regione attende da troppo tempo. La redazione di La Veduta, da Catanzaro, continuerà a seguire gli sviluppi di questa storia, raccontando cosa significa per il Sud Italia.

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