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LIGURIA

Il ponte sullo Stretto: un sogno che la Liguria conosce bene

Il progetto ripreso dai funzionari trova scettici sulla sponda ligure, dove i cantieri insegnano prudenza

Marina Doria648 wordsEdition92domenica 23 agosto 2026 — Edizione № 92

Il sogno di un ponte sullo Stretto di Messina è stato ripreso dai funzionari italiani, nonostante le affermazioni che sia irrealizzabile e le proteste dei residenti locali, secondo un'analisi del Guardian pubblicata sabato. Il quotidiano britannico ricorda che l'idea di collegare la Sicilia al continente ha duemila anni di storia, ma che il progetto resta avvolto nello scetticismo.

Per chi osserva l'Italia dal waterfront di Genova, la notizia ha un suono familiare. La Liguria ha imparato a proprie spese che le grandi infrastrutture promesse non sempre si materializzano, e che quando lo fanno, il prezzo può essere alto.

Il Guardian ha dedicato un ampio reportage al progetto del ponte sullo Stretto di Messina, definendolo "un ponte troppo ambizioso". Il giornale ricorda come il sogno romano di costruire una struttura sullo Stretto sia stato ripreso dai funzionari, nonostante le affermazioni che sia irrealizzabile e le proteste dei residenti locali. L'articolo sottolinea che l'idea ha attraversato duemila anni di progetti, senza mai diventare realtà.

La notizia arriva in un momento in cui il dibattito sulle infrastrutture italiane è particolarmente acceso. Il governo ha messo il ponte tra le sue priorità, ma gli esperti citati dal Guardian dubitano della fattibilità tecnica ed economica dell'opera, stimata in miliardi di euro.

Dalla sponda ligure, la questione si legge con gli occhi di chi ha vissuto il crollo del ponte Morandi a Genova nell'agosto 2018. Quel cedimento ha ucciso 43 persone e ha costretto la città a convivere per anni con i cantieri per la sostituzione dell'infrastruttura. La stampa internazionale ha seguito a lungo quella vicenda, raccontando come un paese avanzato potesse arrivare a quel punto per anni di mancata manutenzione.

Il parallelo tra il ponte sullo Stretto e le infrastrutture liguri non è solo emotivo. Entrambi i progetti toccano il tema della sicurezza e della manutenzione, due capitoli su cui la discussione pubblica italiana è stata a lungo carente. Il Guardian ricorda che le critiche al ponte non riguardano solo i costi, ma anche i rischi sismici dell'area dello Stretto, una delle zone a maggiore attività tellurica del Mediterraneo.

Per il porto di Genova, uno dei principali scali del Mediterraneo per il traffico container, la questione delle infrastrutture è vitale. I cantieri per il nuovo terminal e per i collegamenti ferroviari con il nord Europa sono al centro dell'attenzione degli operatori internazionali, che guardano con interesse alla capacità italiana di realizzare opere pubbliche complesse.

Il progetto del ponte sullo Stretto, se mai dovesse partire, rappresenterebbe una prova generale per l'industria italiana delle costruzioni. Ma gli scettici, come riporta il Guardian, sottolineano che i precedenti non sono incoraggianti. Il progetto è stato più volte avviato e abbandonato, con costi ingenti per le casse pubbliche e nessun risultato concreto.

La stampa estera ha spesso descritto l'Italia come un paese bloccato, incapace di realizzare le proprie ambizioni infrastrutturali. La vicenda del ponte Morandi, con la sua sostituzione completata in tempi record grazie a un commissario straordinario, ha mostrato che l'Italia sa fare quando la volontà politica è forte. Ma ha anche mostrato il prezzo della mancata prevenzione.

I residenti locali citati dal Guardian protestano contro il progetto, temendo l'impatto ambientale e la speculazione. Anche in Liguria, le grandi opere hanno spesso incontrato la resistenza dei territori, come nel caso della diga foranea di Genova, un'infrastruttura da centinaia di milioni di euro ancora in fase di completamento.

Il ponte sullo Stretto resta un'idea capace di accendere gli animi, sia a favore che contro. Ma per chi vive di porti, cantieri e logistica, la lezione è più semplice: le infrastrutture si costruiscono con i cantieri, non con i rendering. E i cantieri richiedono tempo, risorse e una manutenzione continua.

Il Guardian conclude il suo reportage ricordando che il ponte è stato un sogno per duemila anni. Per la Liguria, che ha dovuto ricostruire il suo ponte più famoso dopo una tragedia, la parola "sogno" ha un sapore amaro. La realtà dei cantieri, dei costi e della sicurezza è ciò che conta davvero.

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