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LIGURIA

Norfolk scava più profondo: Genova perde terreno nella corsa ai fondali

La Virginia completa un dragaggio da 450 milioni. Il porto italiano resta fermo mentre gli americani allargano il canale commerciale.

Marina Doria533 wordsEdition №27venerdì 26 giugno 2026 — Edizione № 27

Il Porto della Virginia ha completato un progetto di dragaggio da 450 milioni di dollari che rende il suo canale il più profondo della costa orientale americana. La governatrice della Virginia Abigail Spanberger ha inaugurato l'opera mercoledì davanti a oltre 200 persone presso i Terminali Internazionali di Norfolk, secondo quanto riferito da Maritime Executive.

Un porto più profondo significa navi più grandi, carichi maggiori e meno rischi di arenamento. La profondità del canale è il collo di bottiglia che determina quale traffico commerciale può entrare. Norfolk ora compete a parità con i porti europei meglio attrezzati.

Genova, primo porto italiano e nodo logistico del Mediterraneo settentrionale, non ha annunciato progetti di dragaggio comparabili. Il porto ligure movimenta merci in quantità, ma i suoi fondali rimangono vincolati dalle infrastrutture esistenti.

La strategia americana è esplicita: approfondire i canali per attrarre le navi portacontainer di nuova generazione, che trasportano il doppio del carico delle generazioni precedenti. Questi vettori richiedono almeno 15-16 metri di pescaggio. Molti porti europei, incluso Genova, offrono meno.

Maritime Executive sottolinea che il progetto di Norfolk rappresenta un investimento pubblico massiccio nella competitività portuale. Gli Stati Uniti hanno identificato l'infrastruttura marittima come fattore decisivo per mantenere il controllo delle rotte commerciali globali.

La Liguria dipende dal traffico portuale. Genova assorbe il 32% del traffico containerizzato italiano, secondo i dati dell'Autorità di Sistema Portuale. Ma se i fondali non consentono alle navi più efficienti di attraccare, il carico migra verso porti più profondi: Rotterdam, Amburgo, Anversa.

Il dragaggio non è solo una questione di scavo. Richiede autorizzazioni ambientali, gestione dei sedimenti contaminati, coordinamento con i traffici esistenti. Genova ha affrontato queste sfide in passato, ma gli investimenti pubblici italiani in infrastrutture portuali rimangono modesti rispetto ai competitor europei.

La competizione portuale globale si gioca sui fondali. Una nave portacontainer moderna trasporta 20.000 TEU (contenitori equivalenti a venti piedi). Ogni centimetro di profondità perso significa meno carico, meno redditività per l'armatore, meno incentivo a scegliere quel porto.

Il Porto di Rotterdam, il più grande d'Europa, ha una profondità di 15,5 metri. Amburgo raggiunge i 14,5 metri. Genova, con i suoi 14 metri nel canale principale, rimane competitivo ma non dominante. Norfolk, con i nuovi 15,2 metri, entra in questa fascia alta.

La stampa marittima internazionale legge il dragaggio di Norfolk come un segnale di dove fluirà il capitale logistico nei prossimi decenni. La Virginia ha scelto di investire massicciamente. L'Italia, storicamente, ha distribuito i fondi su molti progetti minori.

Per Genova, il messaggio è chiaro: il traffico non è garantito. I vettori globali scelgono i porti con i fondali migliori, le infrastrutture più moderne, i tempi di sosta più brevi. Se Genova non investe in dragaggio e modernizzazione, il carico continuerà a migrare verso nord.

Il progetto di Norfolk è stato finanziato con fondi federali statunitensi. In Europa, gli investimenti portuali competono con altri progetti infrastrutturali per finanziamenti UE limitati. Genova rimane in attesa di una strategia nazionale che privilegi il suo ruolo di porta del Mediterraneo.

La profondità dei fondali non è un dettaglio tecnico. È il fattore che decide se un porto rimane rilevante o diventa un nodo minore nelle rotte globali. Norfolk ha scelto di scavare. Genova, per il momento, osserva.

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