NAZIONALE
Pozzuoli, la terra trema ancora: 26 feriti e una città che non si arrende
Il sisma di magnitudo 4,7 nei Campi Flegrei mette alla prova la resilienza di una delle aree vulcaniche più sorvegliate d'Europa
Rosaria Esposito850 wordsEdition №70mercoledì 5 agosto 2026 — Edizione № 70
Un terremoto di magnitudo 4,7 ha colpito venerdì l'area dei Campi Flegrei, vicino a Napoli, ferendo 26 persone e danneggiando edifici a Pozzuoli. Le immagini diffuse dai media internazionali mostrano crepe nei muri, calcinacci per le strade e residenti in strada, scossi dall'ennesima scossa di una sequenza sismica che non dà tregua da mesi.
Secondo quanto riferito da Euronews, il sisma è stato avvertito distintamente in tutta l'area metropolitana di Napoli, riportando alla memoria il terremoto del maggio 2024, quando una scossa di magnitudo 4,4 aveva già seminato il panico nella stessa zona. I Campi Flegrei, una caldera vulcanica tra le più grandi e monitorate del mondo, vivono da due anni una fase di bradisismo accelerato: il suolo si solleva, la terra trema, e la popolazione osserva.
La scossa di venerdì è stata la più forte degli ultimi mesi e ha riacceso i riflettori internazionali su una delle aree vulcaniche più densamente abitate del pianeta. Euronews ha diffuso un video che mostra i danni a Pozzuoli, la città simbolo del bradisismo flegreo, dove interi quartieri sorgono a pochi chilometri dal cratere della Solfatara e dal porto di Pozzuoli, antico scalo romano oggi circondato da palazzi moderni.
I Campi Flegrei non sono un vulcano come gli altri: sono una caldera, una depressione formatasi dopo enormi eruzioni esplosive, e il loro comportamento è seguito giorno per giorno dagli osservatori dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, citato dalle agenzie internazionali. Il fenomeno del bradisismo, il lento sollevamento del suolo, ha fatto sì che il livello del terreno si alzasse di diversi centimetri nell'ultimo anno, spingendo le autorità a rafforzare i piani di evacuazione e a verificare la tenuta degli edifici.
Per la Campania, questa scossa è molto più di un evento sismico: è un test di resilienza. Pozzuoli e i comuni limitrofi — Bacoli, Monte di Procida, Quarto — contano centinaia di migliaia di abitanti, molti dei quali vivono in case costruite decenni fa, quando il rischio bradisismico era meno conosciuto. La stampa estera ha più volte descritto quest'area come una 'bomba a orologeria' geologica, ma anche come un laboratorio di convivenza con il rischio, dove scuole, ospedali e uffici pubblici hanno piani di emergenza aggiornati.
Le 26 persone ferite, secondo quanto riportato da Euronews, sono state per lo più colpite da calcinacci o cadute durante la fuga dalle abitazioni. Nessuna è in pericolo di vita, ma il bilancio materiale è pesante: edifici lesionati, cornicioni pericolanti, e una popolazione che ha passato la notte all'aperto o in auto, come già accaduto nelle scosse precedenti.
La risposta delle autorità è stata immediata: sopralluoghi tecnici, verifiche statiche e la richiesta di non rientrare nelle case danneggiate fino a nuovi controlli. Il governo italiano ha attivato le procedure di emergenza, e la Protezione Civile ha ricordato che il piano di evacuazione dei Campi Flegrei prevede la messa in sicurezza della popolazione in caso di scenario peggiore, un'eventualità che gli scienziati considerano remota ma non impossibile.
Quello che colpisce chi osserva da fuori è la normalità con cui i flegrei convivono con la terra che trema. I mercati riaprono, i bambini tornano a scuola, i traghetti per le isole di Ischia e Procida ripartono. La stampa internazionale, dal Guardian alla BBC, ha raccontato questa contraddizione: una delle zone più belle e storicamente ricche d'Italia, con i suoi templi, le terme romane e il porto di origine greca, sospesa su una delle caldere più attive d'Europa.
La scienza offre qualche certezza. Gli esperti citati dai media stranieri ripetono che l'attuale crisi bradisismica, iniziata nel 2023, non mostra segni di esaurimento, ma che la probabilità di un'eruzione imminente resta bassa. Il problema, semmai, è l'esposizione: un milione di persone vive nella zona rossa della caldera, e ogni scossa di magnitudo superiore a 4 ripropone la domanda di fondo — quanto è sicuro vivere qui?
Per Napoli, la città che guarda i Campi Flegrei dal suo golfo, il terremoto è anche un monito. La capitale del Mezzogiorno ha imparato a convivere con il Vesuvio, che dorme da ottant'anni, e con i Campi Flegrei, che invece non dormono mai. La differenza è raccontata ogni volta dalla stampa estera: il Vesuvio è un gigante silenzioso, i Campi Flegrei un organismo vivo che respira, si solleva, trema.
Nei prossimi giorni, i tecnici continueranno a monitorare la sequenza sismica e a verificare gli edifici. La popolazione, intanto, fa i conti con una nuova normalità: dormire con la borsa pronta, controllare le crepe nei muri, seguire le comunicazioni della Protezione Civile. È una routine che i flegrei conoscono bene, e che la stampa internazionale racconta con un misto di stupore e rispetto.
Il bradisismo non è una novità per quest'area: negli anni '70 e '80, Pozzuoli visse due crisi simili, con migliaia di sfollati e la costruzione di nuove zone residenziali. Oggi la sfida è più complessa, perché il territorio è più urbanizzato e la popolazione più numerosa. Le autorità locali hanno chiesto fondi straordinari per la messa in sicurezza degli edifici, e il governo ha promesso un piano di investimenti.
La scossa di venerdì ha anche un effetto psicologico. Molti residenti intervistati dai media stranieri hanno detto di sentirsi 'in ostaggio della terra', ma anche di non voler lasciare le loro case, il loro mare, i loro affetti. È questa ambivalenza che rende i Campi Flegrei un caso unico al mondo: un'area ad altissimo rischio geologico, eppure tra le più amate e abitate d'Italia.
La lezione che arriva da Pozzuoli, letta attraverso gli occhi del mondo, è che la resilienza non è solo un termine tecnico: è la capacità di una comunità di convivere con il rischio, di organizzarsi, di proteggere i più fragili. I 26 feriti di venerdì sono stati curati, le case danneggiate saranno riparate, e la terra continuerà a tremare. Ma i Campi Flegrei resteranno abitati, perché questa è la loro storia, e la loro forza.
