BASILICATA
Perché l'elettricità costa più che altrove, e cosa significa in Basilicata
The Local Italy spiega i prezzi tra i più alti d'Europa mentre i consumatori attendono un nuovo picco autunnale; la regione che ospita il maggiore giacimento onshore guarda il paradosso da vicino
Pietro Lasorsa592 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
The Local Italy ha pubblicato giovedì un'analisi sul perché i prezzi dell'elettricità in Italia restino tra i più alti d'Europa, mentre i gruppi di consumatori avvertono di un ulteriore picco nelle bollette atteso per questo autunno. La testata estera non indica cifre regionali: la sua è una lettura nazionale del costo dell'energia, confrontato con quello dei vicini europei.
Per la Basilicata la notizia ha una risonanza particolare. La regione ospita il maggiore giacimento onshore di idrocarburi d'Italia, nella Val d'Agri, eppure paga l'energia come il resto del Paese. È il paradosso che gli analisti esteri dell'energia segnalano da anni: estrazione concentrata in un territorio, bollette allineate alla media nazionale.
The Local Italy non collega il suo pezzo alla Basilicata, e non lo facciamo nemmeno noi con dati che la fonte non fornisce. La sua analisi riguarda la struttura del mercato elettrico italiano e il peso che essa ha sulle famiglie. Il dispaccio va letto per quello che dice: una voce fuori dal coro dei prezzi europei.
Il tema si intreccia con un'altra notizia del telegrafo di questa settimana: la decisione del governo italiano di abolire dal 2027 la tassa automobilistica annuale per circa il 70 per cento dei veicoli, riferita sempre da The Local Italy. Le due misure, lette insieme dalla stampa estera, disegnano un Paese che cerca di alleggerire il costo della mobilità mentre l'energia resta cara.
Per una regione a bassa densità come la Basilicata, dove l'auto è spesso l'unico mezzo per raggiungere il lavoro, i servizi e i presidi sanitari, la combinazione tra bollette elevate e sgravi sulla tassa di possesso è una questione concreta. Ma è una deduzione nostra: le fonti estere non la formulano in questi termini.
La transizione energetica è il contesto in cui la stampa internazionale colloca da tempo il Mezzogiorno. Le concessioni di estrazione, i progetti di riconversione e il dibattito sui proventi che restano sul territorio tornano regolarmente nelle analisi di testate specializzate estere. La Basilicata è citata in quel filone come caso di studio, non come eccezione.
Il punto che The Local Italy mette a fuoco è però più semplice: il prezzo. Se l'elettricità italiana è tra le più care d'Europa, la conseguenza per famiglie e piccole imprese è la stessa ovunque, da Potenza a Matera come a Milano. La differenza la fanno i redditi, che nel Sud sono mediamente più bassi.
Questo è il dato che nessuna analisi sui prezzi può ignorare: un costo uguale pesa in modo diseguale. La Basilicata, con una popolazione che sfiora i 537.000 residenti e un'economia che combina petrolio, agricoltura, automotive e turismo, è esposta a ogni variazione del costo dell'energia in tutti i suoi settori.
L'agricoltura, in particolare, è sensibile ai costi energetici: irrigazione, conservazione, trasformazione. Le testate estere che seguono l'agricoltura del Sud hanno descritto una filiera che cerca di ridurre i consumi e di accedere a fonti rinnovabili, ma non hanno quantificato l'impatto delle bollette sui bilanci lucani. Non lo facciamo nemmeno noi.
La notizia di The Local Italy ha dunque un valore soprattutto di contesto. Dice che il problema energetico italiano non è soltanto una questione di approvvigionamento o di infrastrutture, ma di prezzo finale per chi consuma. E dice che i consumatori si aspettano un autunno difficile.
Per la Basilicata, terra di estrazione e di transizione, la domanda che resta aperta è quella che gli analisti esteri pongono da tempo: come si concilia la presenza di una risorsa energetica sul proprio territorio con il costo che i residenti pagano per l'energia che consumano. La fonte non risponde. La regione, probabilmente, nemmeno.
