VALLE D'AOSTA
Perché l'energia costa cara anche dove si produce
La stampa estera spiega i prezzi elettrici italiani tra i più alti d'Europa; la Valle d'Aosta, che esporta idroelettrico, guarda il paradosso
Camille Bréan638 wordsEdition №119venerdì 18 settembre 2026 — Edizione № 119
Mentre i gruppi di consumatori avvertono di un'altra impennata delle bollette energetiche questo autunno, The Local Italy ha pubblicato giovedì una spiegazione del perché in Italia l'elettricità si paghi più che nei paesi vicini europei. La testata inglese non parla di una singola causa, ma di un insieme di fattori che tengono la bolletta italiana stabilmente sopra la media continentale.
La domanda ha un suono particolare in Valle d'Aosta, regione alpina di 123.000 abitanti la cui economia poggia, tra le altre cose, sull'idroelettrico. Qui l'energia non si importa soltanto: si produce, in larga parte da bacini e centrali di alta quota, e si esporta verso il resto del paese.
The Local Italy affronta il tema dal lato del consumatore, collegando i prezzi elevati all'arrivo dell'autunno e alle nuove bollette attese. È una cornice che riguarda ogni regione italiana, ma che nelle valli alpine assume un tono diverso, perché il divario tra ciò che si genera e ciò che si paga è visibile a occhio nudo.
La testata non nomina la Valle d'Aosta e non fornisce cifre regionali. Il dispaccio si limita quindi a ciò che la fonte sostiene: una riflessione sui prezzi energetici italiani, letta da una regione di montagna che vive di acqua e di quota.
