ABRUZZO
La Gen Z europea scende in piazza per il futuro che non arriva
Studenti e giovani in Italia, Francia, Spagna e Germania chiedono casa, lavoro e certezze. Le proteste si ampliano mentre i governi restano distanti.
Marco Di Sante875 wordsEdition №175venerdì 6 novembre 2026 — Edizione № 175
Una nuova ondata di proteste studentesche ha investito l'Italia insieme a Francia, Belgio, Germania, Portogallo e Spagna, secondo quanto riferito da France 24. I giovani della generazione Z si sono mobilitati attorno a rivendicazioni comuni: affitti proibitivi, scarsità di posti di lavoro stabili e un futuro incerto. I ricercatori citati da France 24 descrivono questa mobilitazione come un 'catalizzatore' per ansie condivise tra i giovani europei, che si estendono ben oltre i confini nazionali.
In Italia, secondo The Local Italy, le manifestazioni hanno continuato a svilupparsi nel mese di novembre, con nuove proteste previste nelle prossime settimane. I giovani italiani si uniscono a una rivolta che ha preso il via in Francia, dove gli studenti liceali hanno lanciato le prime iniziative, ma che ha rapidamente contagiato l'intero continente. Le motivazioni sono convergenti: il costo della vita in aumento, la difficoltà di accedere a un alloggio proprio, e l'assenza di prospettive occupazionali stabili.
L'Abruzzo, regione montagna con una popolazione in declino demografico e una gioventù che emigra verso le aree urbane del Nord e verso l'estero, è particolarmente sensibile a questa protesta. La regione ha visto negli ultimi decenni un esodo costante di giovani in cerca di opportunità lavorative e abitazioni a prezzi più accessibili. Le manifestazioni riflettono una frustrazione profonda che tocca anche le comunità dell'interno appenninico, dove l'offerta di lavoro è limitata e gli affitti delle città universitarie rimangono elevati.
