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LIGURIA

La Gen Z italiana protesta: alloggi, lavoro e futuro incerto

Gli studenti europei si uniscono in piazza. L'Italia nella prima linea di un movimento che attraversa il continente, dalla Francia al Portogallo.

Marina Doria425 wordsEdition №173giovedì 5 novembre 2026 — Edizione № 173

Una ondata di proteste giovanili ha investito l'Europa tra ottobre e novembre, con l'Italia tra i paesi più mobilitati. Secondo France 24, studenti e giovani adulti in Francia, Belgio, Germania, Italia, Portogallo e Spagna hanno sceso in piazza per contestare i costi di vita in aumento, l'inaccessibilità degli alloggi e l'incertezza del loro futuro occupazionale. I ricercatori citati dalla testata europea descrivono il movimento come una risposta coordinata a problemi strutturali condivisi.

In Italia, le proteste si sono concentrate su questioni specifiche: aule scolastiche sovraffollate e fatiscenti, prospettive di lavoro peggiori rispetto ai genitori, e prezzi degli affitti che lasciano fuori dal mercato immobiliare generazioni intere di giovani. Secondo The Local Italy, il movimento era stato atteso da tempo, dato il accumularsi di tensioni sociali ed economiche.

I ricercatori europei, secondo France 24, hanno identificato il movimento francese degli studenti liceali come catalizzatore iniziale, ma sottolineano che le preoccupazioni sottostanti sono pan-europee. La Gen Z affronta una transizione verso l'età adulta marcata da incertezza: prezzi delle abitazioni che crescono più velocemente dei salari, contratti di lavoro precari, e prospettive di carriera meno stabili rispetto alla generazione dei loro genitori.

Il movimento studentesco italiano si inserisce in una crisi demografica più ampia. La natalità italiana è tra le più basse d'Europa, e la Gen Z rappresenta una coorte già numericamente ridotta. Coloro che rimangono nel paese affrontano una competizione ancora più spietata per risorse limitate.

France 24 sottolinea che il movimento è guidato da preoccupazioni economiche concrete, non da ideologie astratte. Il costo della vita — affitti, cibo, trasporti — ha raggiunto livelli insostenibili per giovani che guadagnano poco o nulla.

Le proteste hanno anche una dimensione occupazionale. I giovani italiani cercano lavoro stabile e ben retribuito. Secondo France 24, i ricercatori europei rilevano un tasso di disoccupazione giovanile ancora elevato in Italia rispetto ad altri paesi europei.

Il governo italiano ha riconosciuto le proteste, ma le risposte politiche rimangono limitate. Secondo The Local Italy, le questioni sollevate dai giovani — accesso agli alloggi, qualità dell'istruzione, certezza del lavoro — richiedono interventi strutturali che vanno oltre le misure congiunturali.

La solidarietà europea del movimento è significativa. Il fatto che giovani francesi, tedeschi, spagnoli e italiani protestino contemporaneamente per ragioni simili suggerisce che le politiche europee di austerità e deregolamentazione hanno prodotto effetti convergenti. France 24 rileva che i ricercatori vedono il movimento come una risposta a questa convergenza di crisi.

Le proteste continueranno probabilmente attraverso l'autunno e l'inverno europei. La natura strutturale dei problemi suggerisce che la mobilitazione giovanile rimarrà una caratteristica del paesaggio politico europeo.

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