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LIGURIA

PSA rafforza la logistica del Nord con il terminal di Padova

La joint venture con Logtainer e Interporto segna l'espansione della strategia intermodale in Italia, con implicazioni per i flussi da Genova

Marina Doria765 wordsEdition36domenica 5 luglio 2026 — Edizione № 36

PSA ha firmato un accordo con Logtainer e Interporto Padova per costituire una nuova società, PSA Padova, destinata a gestire e sviluppare il terminal intermodale della città veneta. Secondo Seatrade Maritime News, la joint venture rappresenta un'estensione della strategia di PSA nei corridoi logistici europei, con focus sulla connessione tra il trasporto marittimo e quello ferroviario e stradale.

Il terminal di Padova si posiziona come snodo cruciale per la ridistribuzione delle merci containerizzate verso l'Europa centrale e orientale, fungendo da alternativa o complemento ai porti del nord Adriatico. La mossa riflette la competizione crescente tra gli scali italiani per catturare il traffico di transito continentale.

Per Genova, il principale porto italiano, l'espansione della logistica intermodale nel Veneto rappresenta una sfida diretta. Il porto della Superba ha storicamente dominato il traffico containerizzato italiano, ma la frammentazione degli investimenti logistici lungo l'asse padano-triestino sta erodendo questa supremazia.

La mossa riflette la competizione crescente tra gli scali italiani per catturare il traffico di transito continentale, in un contesto dove i tempi di percorrenza dall'hinterland verso i mercati europei rimangono un fattore decisivo.

Nel 2025, il traffico totale a Genova ha subito pressioni competitive che gli analisti attribuiscono anche alla crescente attrattività dei terminal dell'Adriatico settentrionale.

PSA, che gestisce porti in Singapore, Rotterdam, Anversa e altre hub globali, ha negli ultimi anni rafforzato la sua impronta in Italia attraverso partnership strategiche. La società punta a creare una rete logistica integrata che consenta ai clienti di scegliere il punto di ingresso marittimo più conveniente, con la certezza di trovare connessioni efficienti verso l'entroterra.

L'accordo di Padova rispecchia una tendenza più ampia nel settore: i grandi operatori portuali cercano di controllare non solo il terminal portuale, ma l'intera catena logistica fino al destinatario finale. Questo modello riduce la dipendenza dalle infrastrutture ferroviarie pubbliche e dai servizi di transito terrestri, concentrando il valore nelle mani dell'operatore.

La Liguria osserva questa dinamica con preoccupazione strutturale. Genova dispone di infrastrutture ferroviarie ereditate dal passato industriale, ma la loro efficienza è compromessa da colli di bottiglia storici, tra cui i raccordi verso il Piemonte e il costo dei servizi di manovra. Trieste e Venezia, per contro, hanno beneficiato di investimenti europei nel corridoio ferroviario Reno-Alpi e godono di accesso diretto alle rotte verso l'Europa centrale.

L'Autorità Portuale della Liguria ha ripetutamente segnalato al governo centrale la necessità di interventi infrastrutturali per mantenere la competitività di Genova. Il terminal Pra, il più grande del porto genovese, rimane sottoutilizzato rispetto alla capacità teorica, un sintomo della perdita di traffico verso scali alternativi.

La strategia di PSA a Padova comporta anche implicazioni per i servizi ferroviari regionali. Logtainer, operatore italiano specializzato in trasporto multimodale, porta con sé una rete di clienti già consolidata. La joint venture potrebbe accelerare l'adozione di soluzioni di trasporto integrato che bypassano i porti liguri per le merci destinate al Nord e all'Est Europa.

Gli analisti marittimi osservano che Padova, pur non essendo un porto vero, offre vantaggi logistici significativi: è situata sulla linea ferroviaria Brennero, dispone di accesso diretto alle autostrade A4 e A13, e beneficia di una posizione centrale rispetto ai mercati dell'Europa continentale. Per un container proveniente da Shanghai, il percorso Genova-Padova comporta uno scalo marittimo a Genova seguito da un trasporto terrestre di circa 400 chilometri; il percorso via Trieste è più breve di circa 200 chilometri.

La Liguria non dispone di una risposta immediata a questa sfida competitiva. Gli ultimi piani di sviluppo del porto di Genova, secondo i resoconti della stampa estera, rimangono vincolati da controversie ambientali e dalla lentezza dei processi autorizzativi. Nel frattempo, PSA e altri operatori globali proseguono con investimenti in aree dove la governance è più agevole.

Seatrade Maritime News sottolinea che la joint venture di Padova rappresenta una scelta calcolata di PSA di diversificare il portafoglio italiano oltre il tradizionale asse Genova-Trieste. La società mira a offrire ai clienti containerizzati un'opzione intermedia che combina efficienza portuale (attraverso gli scali di Genova o Venezia) con la convenienza logistica dell'entroterra padano.

Per il porto di Genova, l'implicazione è che il traffico di transito verso l'Europa continentale continuerà a frammentarsi. Questo processo, già in corso da anni, si accelererà con la formalizzazione della struttura di Padova. La risposta della Liguria dovrà passare attraverso investimenti pubblici significativi nelle infrastrutture ferroviarie e nella riduzione dei costi operativi, una sfida che rimane irrisolta nel dibattito politico italiano.

L'accordo è stato annunciato il 29 giugno secondo Seatrade Maritime News, con implementazione prevista nei prossimi mesi. PSA Padova opererà come entità separata, con governance condivisa tra i tre partner, e sarà responsabile della gestione quotidiana e dello sviluppo strategico del terminal.

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