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PUGLIA

Gli autotrasportatori si fermano, e il Sud conta i giorni di scaffali vuoti

The Local Italy: gli ultimi picchetti smantellati in Campania, le consegne ai supermercati riprendono. La Puglia guarda la filiera che si è fermata

Francesca Lazzari852 wordsEdition №161domenica 25 ottobre 2026 — Edizione № 161

Gli autotrasportatori italiani hanno posto fine venerdì alle proteste che per una settimana hanno paralizzato il Sud Italia, secondo The Local Italy: lo smantellamento degli ultimi picchetti in Campania ha permesso la ripresa delle consegne ai supermercati. La notizia chiude un ciclo cominciato con i blocchi di raffinerie e strade chiave contro il prezzo alle stelle del diesel, raccontati da France 24, che aveva riferito anche dell'avvertimento del governo su possibili sanzioni penali per chi bloccava le strade.

Euronews aveva documentato l'effetto più visibile della protesta: scaffali in parte vuoti nei supermercati del Sud e alcune stazioni di servizio senza carburante. È la fotografia di una filiera corta e fragile, quella del Mezzogiorno, dove le merci arrivano su gomma e un blocco di pochi giorni basta a svuotare i punti vendita.

Per la Puglia, regione di olio, ortofrutta e porti, la questione non è stata solo il prezzo del gasolio. La protesta ha mostrato quanto la distribuzione alimentare del Sud dipenda da un numero ristretto di corridoi stradali e da una rete di autotrasportatori che lavora ai margini. The Local Italy riferisce che l'accordo ha previsto aiuti sul carburante: una misura congiunturale, non una risposta strutturale.

La fine dei picchetti riporta le consegne nei supermercati, ma non chiude il tema che ha acceso la protesta. La stampa estera lo inquadra in una stagione più ampia di malcontento europeo sul costo della vita, di cui le marce di questo fine settimana in Italia e in Francia sono l'altra faccia.

France 24 ha seguito la vicenda con la sua corrispondente da Roma, Seema Gupta, raccontando i blocchi alle raffinerie e alle strade chiave. La rete delle raffinerie è un nodo che tocca direttamente il Mezzogiorno: quando si ferma la raffinazione e si ferma la gomma, l'effetto a valle arriva prima nei territori con meno scorte e meno alternative logistiche.

La Puglia ha un porto, quello di Bari, e un sistema portuale che potrebbe offrire un'alternativa alla sola gomma per alcune merci. Ma la vicenda di questa settimana non riguarda un piano infrastrutturale: riguarda la capacità immediata di rifornire negozi e distributori quando un corridoio si chiude. La stampa estera non ha riportato dati specifici sui rifornimenti pugliesi, e la lettura regionale resta quindi una lente, non una cifra.

Il confronto politico intorno alla protesta è stato aspro. Le Monde ha scritto che il governo di estrema destra di Meloni ha approvato dure misure di sicurezza e che la polizia ha effettuato decine di perquisizioni e arresti in vista dei raduni previsti. Il quadro che emerge dalle testate straniere è quello di un esecutivo che alterna concessioni sul carburante e fermezza sull'ordine pubblico.

La fine della protesta degli autotrasportatori arriva mentre le piazze italiane tornano a riempirsi per ragioni diverse: salari, costo della vita, servizi pubblici. France 24 ha descritto le manifestazioni in otto città, tra cui Roma e Milano, sotto un dispositivo di sicurezza pesante. The New York Times ha raccontato i giovani manifestanti italiani che tornano in piazza stanchi dell'establishment politico e dell'aumento del costo della vita.

Sono due malcontenti che si intrecciano senza coincidere. Gli autotrasportatori chiedevano un prezzo sostenibile del gasolio per lavorare; i giovani in piazza parlano di salari e di servizi. Entrambi raccontano un Sud e un'Italia in cui il costo della vita cresce più rapidamente delle entrate, e in cui la fiducia nelle istituzioni si consuma.

Per il tessuto produttivo pugliese, la settimana di blocchi ha un significato concreto: l'olio e l'ortofrutta viaggiano su gomma, e la puntualità delle consegne è parte del valore del prodotto. Un'interruzione di pochi giorni non distrugge un raccolto, ma erode margini già stretti per chi vende a prezzi fissati dai grandi acquirenti.

The Local Italy non ha quantificato i danni per le imprese agricole del Sud, e questo giornale non lo fa. Ciò che le fonti straniere permettono di dire è che la protesta ha avuto un effetto visibile sui supermercati del Sud e che si è chiusa con un intervento pubblico sul carburante. Il resto, dalle scorte ai contratti, resta fuori dal telegrafo di oggi.

C'è poi il tema della sicurezza stradale e della manutenzione, che la copertura estera non ha toccato in questa vicenda. La Puglia convive da anni con un reticolo di strade provinciali che regge gran parte del traffico pesante. Un blocco come quello di questa settimana rende evidente quanto quel reticolo sia essenziale e quanto poco margine ci sia quando si ferma.

La domanda che resta aperta riguarda la prossima stagione. Se il prezzo del gasolio dovesse risalire, gli aiuti annunciati secondo The Local Italy potrebbero non bastare a evitare un nuovo blocco. La vicenda di questa settimana insegna che la filiera del Sud ha bisogno di scorte e di alternative, non solo di sussidi.

La fine dei picchetti riporta le consegne nei supermercati e svuota le code ai distributori. Ma la protesta degli autotrasportatori ha mostrato una fragilità che non si esaurisce con un accordo sul carburante: è la fragilità di un Sud che produce e che dipende, per portare i suoi prodotti fuori, da poche strade e da un prezzo del gasolio che non controlla.

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