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PUGLIA

Comprare casa in Italia: i costi che gli stranieri scoprono dopo

La stampa estera per expat mette in fila tasse, commissioni e spese. Per la Puglia, dove gli acquirenti esteri comprano masserie e trulli, è la parte che si scopre tardi

Francesca Lazzari520 wordsEdition114domenica 13 settembre 2026 — Edizione № 114

Il prezzo di acquisto è solo l'inizio. The Local Italy, testata in inglese per i residenti stranieri in Italia, ha pubblicato una guida ai costi extra che chi compra casa deve mettere in budget: tasse, commissioni, spese e altre voci che si sommano al prezzo pattuito.

Per la Puglia la questione ha un peso particolare. La regione è da anni una delle mete preferite dagli acquirenti esteri, in particolare britannici e nordici, attratti da trulli, masserie e case nei centri storici del Salento e della Valle d'Itria.

La guida della testata non entra nel dettaglio regionale, ma il principio vale per chiunque compri nel Sud: il costo finale di un immobile può superare di molto la cifra trattata, tra imposte di registro, onorari del notaio, provvigioni e spese tecniche.

Il messaggio che arriva dalla stampa estera è di prudenza: informarsi prima, non dopo il compromesso. Per un mercato come quello pugliese, dove molte compravendite nascono a distanza, la differenza sta nella preparazione.

The Local Italy accompagna da anni i lettori stranieri nella burocrazia italiana, dai permessi di soggiorno alle guide pratiche per chi si trasferisce. La guida sui costi di acquisto si inserisce in questa collana e conferma un dato: l'Italia resta una meta ambita, ma il percorso per comprarci casa è più complesso di quanto molti si aspettino.

Il fenomeno riguarda anche il mercato degli affitti brevi, che in Puglia ha cambiato il volto di molti centri storici. Chi compra per mettere a reddito un immobile deve considerare non solo i costi di ingresso, ma anche gli obblighi e le spese ricorrenti che la guida elenca.

Sul piano locale, l'effetto dell'arrivo di acquirenti esteri è duplice. Da un lato porta risorse e riqualificazione in borghi che si spopolavano; dall'altro spinge i prezzi e riduce l'offerta per i residenti. È un dibattito che la stampa internazionale ha raccontato più volte per altre regioni italiane.

La guida di The Local Italy non quantifica questi effetti e non cita la Puglia. Il collegamento con la regione resta quindi di contesto: un mercato vivace di seconde case per stranieri, che rende le informazioni sui costi accessori particolarmente rilevanti per chi compra da fuori.

C'è poi la questione della lingua e della distanza. Molte trattative pugliesi si chiudono con acquirenti che hanno visto l'immobile una sola volta, durante una vacanza. In questi casi le spese non previste pesano doppio, perché manca il tempo per confrontare le alternative.

La testata suggerisce di distinguere tra costi obbligatori e costi negoziabili. È un consiglio pratico che vale soprattutto per chi compra in zone dove l'offerta di servizi tecnici è più limitata rispetto ai grandi centri urbani del Nord.

Per la Puglia, infine, la partita si lega al turismo: la stessa regione che attira visitatori e nuovi residenti è quella in cui il mercato immobiliare riflette quell'interesse. Capire i costi reali di un acquisto significa capire quanto di quel interesse si traduce in insediamento stabile.

La copertura internazionale, in questo caso, offre una mappa pratica più che una notizia. Per chi legge dalla Puglia è il promemoria che il prezzo sul cartello non è mai il prezzo finale.

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