MOLISE
Bruxelles semplifica le qualifiche straniere, e il Molise conta i suoi vuoti
La Commissione propone regole più semplici per il riconoscimento dei titoli extra-Ue: per una regione che perde residenti ogni anno, è una porta che si apre o l'ennesima che resta socchiusa
Antonio Petrella655 wordsEdition №121domenica 20 settembre 2026 — Edizione № 121
Questa settimana la Commissione europea ha proposto nuove regole per rendere più semplice il riconoscimento delle qualifiche professionali dei cittadini extra-Ue, secondo quanto riporta The Local Italy. È una lamentela ricorrente tra chi si trasferisce nel blocco: medici, infermieri, ingegneri e artigiani arrivati da fuori che si ritrovano con un titolo di studio che nessuno riconosce.
Per il Molise, la regione con la popolazione più anziana e il saldo migratorio tra i più negativi d'Italia, la notizia ha un doppio fondo. Da un lato è la conferma che Bruxelles ragiona su come attrarre manodopera qualificata da fuori. Dall'altro resta aperta la domanda che ogni piccolo comune dell'interno si pone: chi vuole venire qui.
La proposta è ancora una proposta: dovrà passare il percorso legislativo europeo, e non è dato sapere quali Stati membri la sosterranno con convinzione. The Local Italy la presenta come una misura pensata per chi è già dentro l'Unione e si scontra con la burocrazia, non come un programma di reclutamento.
Il tema delle qualifiche non riconosciute riguarda da vicino anche il personale sanitario. Il Molise, come molte regioni del Sud, convive da anni con la difficoltà di coprire i turni nei presidi ospedalieri periferici. Se un medico formato fuori dall'Unione potesse ottenere il riconoscimento del titolo in tempi ragionevoli, l'effetto si vedrebbe prima nei reparti che nei corridoi di Bruxelles.
C'è poi il capitolo dell'agricoltura, che in Molise resta uno dei pochi settori capaci di assorbire lavoro stagionale. Le competenze tecniche — agronomi, tecnici della filiera, operatori specializzati — sono spesso coperte da lavoratori stranieri già presenti sul territorio, ma con percorsi di qualificazione frammentati. Una regola europea più chiara non risolve la domanda, però toglie un ostacolo a chi vuole restare e lavorare legalmente.
Va detto con prudenza: la proposta non contiene, per quanto riportato, misure specifiche per le aree interne o per le regioni in declino demografico. È una riforma del riconoscimento, non una politica di coesione. Chi spera che Bruxelles risolva il problema dei paesi che si svuotano resta in attesa di altri strumenti, quelli dei fondi strutturali.
Sul piano pratico, il riconoscimento delle qualifiche è da anni un nodo anche per i professionisti europei che si spostano dentro l'Unione, figurarsi per chi arriva da fuori. La Commissione, secondo The Local Italy, interviene proprio su questo punto: rendere il percorso meno opaco, con procedure più uniformi tra gli Stati membri.
Per una regione come il Molise la partita si gioca su due fronti opposti. Da una parte c'è la necessità di attrarre competenze che il territorio non produce più, dall'altra la realtà di un mercato del lavoro sottile, con poche posizioni qualificate e salari contenuti. Un titolo riconosciuto è una condizione necessaria, non sufficiente.
Restano i numeri che nessuna direttiva europea cambia: la popolazione molisana è scesa sotto i 290.000 residenti e continua a calare, con i giovani che emigrano verso il Nord e verso l'estero. Le nuove regole sulle qualifiche potrebbero rendere il Molise più accessibile a chi arriva da lontano, ma non lo renderanno più attraente di per sé.
C'è anche un risvolto simbolico che riguarda i piccoli comuni dell'interno, quelli che hanno sperimentato negli anni i programmi per attirare nuovi residenti. Le storie di chi si è trasferito dall'estero in questi borghi sono spesso storie di competenze sprecate o di titoli mai riconosciuti. Se la proposta della Commissione andrà in porto, alcune di quelle storie potrebbero avere un seguito diverso.
La palla, però, passa agli Stati membri e al Parlamento europeo. I tempi delle istituzioni comunitarie non sono quelli di un comune che chiude una scuola elementare per mancanza di bambini. La riforma, se arriverà, arriverà con calma.
Nel frattempo il Molise continua a fare quello che sa fare: perdere abitanti e sperare che qualcuno, da fuori, decida che vale la pena fermarsi. Che il titolo di studio gli venga riconosciuto è il minimo che si possa chiedere.
Filing from Campobasso — yes, it exists.
