SARDEGNA
Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il sistema dello sfruttamento
Un furgone incendiato a Amendolara rivela il traffico di lavoratori migranti nel Sud agricolo italiano. Il mondo guarda allo sfruttamento endemico
Gavino Sanna1,247 wordsEdition №6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6
Quattro braccianti migranti sono stati trovati carbonizzati lunedì in un furgone parcheggiato in una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria. Secondo France 24 e il New York Times, gli uomini lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni di schiavitù, parte di un sistema criminale di traffico di lavoratori. L'incendio è stato appiccato deliberatamente.
Il crimine ha riacceso l'attenzione internazionale su una pratica che la stampa straniera descrive come endemica nel Sud agricolo italiano. France 24 parla di «condizioni di schiavitù» e il New York Times riferisce che le autorità indagano su un sistema di «traffico criminale di lavoratori». Due persone sono state arrestate.
Per la Sardegna, l'episodio solleva domande sulla fragilità economica dell'interno meridionale italiano e sul modo in cui il lavoro migrante non regolamentato si diffonde nelle aree rurali. L'isola ha una lunga storia di emigrazione verso il continente e verso l'estero; il fenomeno inverso — migranti che arrivano nel Sud agricolo in condizioni di vulnerabilità — rappresenta una delle conseguenze della povertà strutturale che accomuna il Sud e le zone interne dell'isola.
