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CALABRIA

Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, l'agricoltura nel mirino

Due pakistani fermati dopo il ritrovamento di tre afghani e un pakistano carbonizzati in un furgone. Il caso espone l'abuso sistematico dei migranti nei campi del Sud

Saverio Gallo926 wordsEdition10martedì 9 giugno 2026 — Edizione № 10

La scoperta di quattro corpi carbonizzati dentro un furgone a una stazione di servizio in Calabria ha riacceso l'attenzione internazionale sullo sfruttamento dei migranti nei campi del Sud italiano. Secondo il New York Times, le immagini di sorveglianza mostrano due persone che versano carburante sul veicolo e bloccano le porte mentre il furgone e i suoi passeggeri bruciano. Tre delle vittime erano afghani, una pakistana. Tutti erano braccianti agricoli.

La polizia italiana ha fermato due cittadini pakistani in relazione alle morti, secondo quanto riportato da Hindustan Times. Il caso è emerso lunedì scorso, ma la copertura internazionale continua a sottolineare come la violenza verso i lavoratori migranti in Italia non sia un episodio isolato, bensì parte di un sistema più ampio di sfruttamento e abuso.

Per la Calabria, il ritrovamento rappresenta l'ennesima conferma di una realtà che la stampa estera conosce bene: la regione è epicentro di un'economia agricola costruita sul lavoro precario e non protetto dei migranti. I campi di agrumi e bergamotto, colture che generano reddito significativo per l'economia regionale, dipendono da una manodopera che vive ai margini della legalità e della sicurezza.

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