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NAZIONALE

Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il traffico di manodopera emerge dal fuoco

Un furgone incendiato a Amendolara rivela il sistema criminale dello sfruttamento agricolo nel Sud. Due pakistani arrestati mentre il mondo guarda l'Italia

Saverio Gallo1,020 wordsEdition6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6

Quattro uomini — tre afghani e un pakistano — sono stati bruciati vivi in un furgone parcheggiato a una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria, lunedì 2 giugno. Secondo il New York Times, le immagini di sorveglianza mostrano due persone che versano carburante sul veicolo e bloccano le porte mentre i passeggeri bruciano. I quattro lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni simili alla schiavitù, secondo France 24.

La polizia italiana ha arrestato due cittadini pakistani in connessione con le morti. NBC News descrive l'omicidio come una «strage» — il termine usato dalle autorità italiane — e lo attribuisce a presunti caporali criminali che controllano il lavoro migrante attraverso il debito, la violenza e l'isolamento. Il caso ha scosso il governo italiano: il primo ministro ha dichiarato che l'omicidio «ha scioccato tutti noi».

La scoperta avviene mentre l'Europa indurisce la politica migratoria. Secondo il Washington Post, i Paesi europei stanno adottando tattiche simili a quelle di Trump — rimpatri accelerati, centri di detenzione all'estero, controlli più rigidi — spinti dall'affaticamento dei cittadini dopo anni di arrivi. In questo contesto, il caso calabrese espone una contraddizione: mentre l'Europa respinge i migranti alle frontiere, quelli che rimangono nel continente scompaiono dentro sistemi criminali invisibili.

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