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CAMPANIA

Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il sistema della tratta emerge

L'attacco in una stazione di servizio rivela lo sfruttamento endemico dei lavoratori migranti nel sud agricolo italiano

Rosaria Esposito1,456 wordsEdition6sabato 6 giugno 2026 — Edizione № 6

Quattro braccianti migranti sono stati trovati carbonizzati in un furgone parcheggiato in una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria, lunedì 2 giugno. Secondo l'Hindustan Times e il New York Times, tre delle vittime erano afghane e una pakistana, tutti impiegati nel settore agricolo in condizioni che gli inquirenti descrivono come schiavitù moderna. Due cittadini pakistani sono stati arrestati in relazione alle morti.

La Francia 24 e il Guardian hanno inquadrato l'attacco come l'ennesima manifestazione di un sistema criminale radicato nel sud agricolo italiano. I migranti lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni di sfruttamento sistematico, parte di una rete di traffico di manodopera che opera in Calabria, Campania e altre regioni meridionali. L'episodio ha riacceso il dibattito internazionale sulla vulnerabilità dei lavoratori stranieri in Italia.

Per la Campania, la notizia rappresenta un campanello d'allarme. La regione, come la Calabria, dipende fortemente dall'agricoltura e dall'economia informale. I sistemi di reclutamento e sfruttamento che hanno portato alla morte di questi quattro uomini operano anche nelle province campane, dove migliaia di lavoratori migranti raccolgono pomodori, mozzarella e altri prodotti agricoli in condizioni spesso illegali.

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