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NAZIONALE

Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il mondo vede lo sfruttamento migrante

Video di sorveglianza mostra due uomini incendiare un furgone a una stazione di servizio. Le autorità italiane arrestano due pakistani mentre la stampa internazionale accusa il sistema del lavoro agricolo

Saverio Gallo1,104 wordsEdition5venerdì 5 giugno 2026 — Edizione № 5

La stampa internazionale descrive come un omicidio di massa quello che è accaduto lunedì in Calabria: quattro braccianti agricoli — tre afghani e un pakistano — sono stati bruciati vivi dentro un furgone a una stazione di servizio. Secondo il New York Times e NBC News, il video di sorveglianza mostra due persone versare carburante sul veicolo e bloccare deliberatamente le porte mentre i quattro uomini bruciavano dentro. La polizia italiana ha arrestato due cittadini pakistani in relazione alle morti.

Il fatto è stato qualificato come «massacro» dalle autorità italiane. Secondo Hindustan Times, i quattro morti erano tutti lavoratori migranti impiegati nell'agricoltura. Il primo ministro italiano Georgia Meloni ha dichiarato che l'omicidio «ha scioccato tutti noi». La copertura internazionale insiste sul fatto che i quattro uomini erano vittime di un sistema di traffico di manodopera criminale.

Per la Calabria, la notizia arriva mentre il mondo estero continua a guardare la regione attraverso il prisma della criminalità e dello sfruttamento. La stampa straniera non separa il fatto dalla struttura che lo ha permesso: il lavoro agricolo migrante in Calabria, secondo NBC News e il New York Times, è un settore dove l'abuso sistematico di braccianti stranieri è diventato norma.

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Quattro braccianti bruciati vivi in Calabria, il mondo vede lo sfruttamento migrante — La Veduta