MARCHE
Quattro migranti bruciati vivi in Calabria, lo sfruttamento agricolo torna in primo piano
Un attacco in una stazione di servizio accende i riflettori sulla tratta di lavoratori stranieri nel Sud Italia
Elena Marcheggiani1,247 wordsEdition №4giovedì 4 giugno 2026 — Edizione № 4

Quattro lavoratori migranti — tre afgani e uno pakistano — sono stati trovati bruciati vivi in un furgone parcheggiato in una stazione di servizio ad Amendolara, in Calabria, lunedì. Secondo il Guardian e la BBC, due cittadini pakistani sono stati arrestati. Le immagini delle telecamere di sorveglianza mostrano due persone che bloccavano le porte del veicolo dall'esterno e versavano liquido infiammabile all'interno.
I quattro uomini lavoravano come raccoglitori di frutta in condizioni descritte da France 24 come «simili alla schiavitù». L'attacco ha riacceso il dibattito nazionale sullo sfruttamento sistematico dei lavoratori stranieri nel sistema agricolo italiano, un fenomeno che il New York Times collega a reti criminali di traffico di manodopera.
La Calabria rimane una delle regioni italiane con la più alta concentrazione di lavoro agricolo irregolare. Secondo i resoconti internazionali, i migranti sono spesso reclutati con promesse di salari dignitosi, poi costretti a lavorare in condizioni estreme con debiti artificiali che li tengono intrappolati.
