OPINION
Dieci anni per una sentenza che nessuno eseguirà
La Redazione336 wordsEdition №131mercoledì 30 settembre 2026 — Edizione № 131
La BBC e il New York Times hanno dato conto questa settimana della condanna di tre funzionari della sicurezza egiziani per il rapimento di Giulio Regeni, il ricercatore italiano il cui corpo fu trovato torturato al Cairo nel 2016. Il verdetto arriva dopo un decennio di indagini condotte dalla magistratura italiana, e le due testate lo presentano per quello che è: un risultato giudiziario ottenuto contro ogni ostacolo diplomatico.
Il punto che la stampa internazionale sottolinea con più forza non è la condanna in sé, ma il tempo che è servito per arrivarci. Dieci anni sono la misura di quanto la giustizia, quando attraversa un confine, proceda a una velocità diversa da quella dei fatti. Il processo si è svolto in Italia, ma il caso è egiziano: questa distanza è il vero oggetto della sentenza.
C'è poi la questione che nessun verdetto può chiudere. I condannati non sono in Italia, e la sentenza resterà probabilmente sulla carta. La giustizia italiana ha fatto il suo corso e ha detto una verità: che cosa se ne fa, ora, quella verità? La risposta non è giuridica, è politica, e riguarda i rapporti tra Roma e il Cairo, che nessuna sentenza ha mai davvero interrotto.
Le testate estere hanno letto il caso come la storia di uno studente di Cambridge, di un ricercatore, di un cittadino italiano. È anche la storia di un paese che ha tenuto aperto un fascicolo per dieci anni mentre cambiavano i governi e le maggioranze. In un sistema che il mondo descrive spesso come instabile, la continuità di quell'indagine è il dato meno raccontato e più significativo.
Resta una nota che appartiene alla nostra regione e che nessun dispaccio estero può cogliere. Una sentenza che non si esegue non è una sconfitta: è una promessa mantenuta a metà. Dice che la Repubblica non dimentica, e insieme che non basta ricordare. Chi ha seguito il caso per un decennio sa che la differenza tra giustizia e memoria, in certi affari, è tutta la differenza del mondo.
