LOMBARDIA
Regole Ue sugli affitti brevi, Milano osserva il dossier
Bruxelles prepara norme per frenare Airbnb e limitare il caro-case nelle città
Beatrice Comolli818 wordsEdition №106domenica 6 settembre 2026 — Edizione № 106
L'Unione Europea si prepara a stabilire regole che aiutino le città europee a frenare gli affitti a breve termine come Airbnb, nel tentativo di affrontare l'aumento dei prezzi delle case, secondo i piani visti da AFP e ripresi da The Local Italy. La notizia arriva mentre Milano, città lombarda con la pressione turistica più alta del Nord Italia, valuta le possibili ricadute sul suo mercato immobiliare.
La proposta europea, secondo quanto riportato, darebbe agli enti locali nuovi strumenti per limitare la diffusione delle locazioni turistiche nelle aree più congestionate. Per la Lombardia, e in particolare per il capoluogo meneghino, la questione è diventata centrale nel dibattito pubblico degli ultimi anni.
I piani dell'UE, anticipati dall'AFP e rilanciati da The Local Italy, arrivano dopo anni di pressioni da parte di diverse città europee, che denunciano l'impatto degli affitti brevi sulla disponibilità di alloggi per i residenti e sui prezzi degli immobili. La Commissione europea avrebbe predisposto un quadro normativo che consenta ai municipi di intervenire con maggiore incisività, secondo quanto riportato dalla stampa estera.
Milano è tra le città italiane più esposte al fenomeno. Negli ultimi dieci anni, la crescita del turismo in città ha spinto molti proprietari a convertire appartamenti residenziali in strutture per affitti brevi, riducendo l'offerta sul mercato degli affitti tradizionali. I prezzi degli immobili in centro e nelle zone della moda e del design sono aumentati costantemente, alimentando un dibattito sulla vivibilità del centro città.
La proposta europea, se approvata, potrebbe dare al Comune di Milano e ad altri enti locali lombardi la possibilità di introdurre limiti più stringenti al numero di notti affittabili o di richiedere autorizzazioni specifiche per le locazioni turistiche. Strumenti che oggi esistono in altre capitali europee ma che in Italia sono di difficile applicazione a causa del quadro normativo frammentato.
Il dossier degli affitti brevi tocca direttamente l'economia lombarda. Il turismo rappresenta una voce importante del bilancio di Milano, con milioni di visitatori ogni anno attratti dalle settimane della moda, dal design e dal patrimonio culturale. Ma la pressione sul mercato immobiliare ha creato tensioni con i residenti, in particolare con i giovani lavoratori e gli studenti che faticano a trovare alloggi a prezzi accessibili.
Secondo la copertura internazionale, la proposta dell'UE non imporrebbe un tetto uniforme, ma darebbe alle città gli strumenti legali per intervenire in base alle loro specificità. Un approccio flessibile che potrebbe adattarsi bene alla situazione lombarda, dove le dinamiche di Milano sono molto diverse da quelle dei paesi e delle città minori della regione.
Il settore degli affitti brevi in Lombardia è cresciuto rapidamente anche nei centri minori e nei territori attorno ai laghi, dove il turismo è in forte espansione. Le località del Lago di Como e del Lago di Garda hanno visto un aumento delle locazioni turistiche, con effetti sui prezzi delle case per i residenti e sulla disponibilità di alloggi per chi lavora nel settore dei servizi.
Le reazioni alla proposta europea, secondo la stampa estera, sono contrastanti: le associazioni dei proprietari immobiliari difendono la libertà di affittare i propri immobili, mentre i movimenti per il diritto alla casa chiedono regole più severe. Il governo italiano, che dovrà negoziare il testo finale a Bruxelles, non ha ancora preso una posizione pubblica chiara, secondo quanto emerge dalla copertura internazionale.
Per Milano e la Lombardia, la partita è anche economica. Il settore degli affitti brevi genera reddito per migliaia di proprietari e lavoro per agenzie di gestione, imprese di pulizia e servizi digitali. Una stretta troppo severa potrebbe ridurre l'offerta turistica della città, mentre un intervento troppo blando rischierebbe di non risolvere il problema del caro-affitti.
La proposta dell'UE si inserisce in un contesto più ampio di attenzione al tema casa, che sta diventando una priorità politica in molte città europee. La stampa internazionale ha documentato negli ultimi anni le proteste dei residenti a Barcellona, Lisbona e Amsterdam contro gli effetti del turismo di massa sui prezzi degli alloggi, e Milano è stata più volte citata come un caso emblematico di questa dinamica.
Il calendario della discussione europea non è ancora chiaro, ma secondo le fonti citate da AFP i negoziati potrebbero iniziare nei prossimi mesi. Nel frattempo, i comuni lombardi stanno studiando soluzioni locali: alcuni hanno già introdotto tasse di soggiorno più elevate per le locazioni brevi, mentre altri valutano registri obbligatori per chi affitta.
Per il mercato immobiliare di Milano, le nuove regole europee potrebbero rappresentare un punto di svolta. Gli investitori che hanno acquistato appartamenti per destinarli agli affitti turistici stanno seguendo con attenzione l'evoluzione del dossier, consapevoli che un cambio di quadro normativo potrebbe influire sulla redditività dei loro investimenti.
La vicenda dimostra, secondo gli osservatori internazionali, come il tema del turismo e della casa sia ormai una questione europea, che richiede risposte coordinate. Milano e la Lombardia, che vivono sulla loro pelle le contraddizioni di un turismo in crescita costante, saranno tra i banchi di prova delle nuove regole.
