ABRUZZO
Lo studio sul cancro al seno rivela i segreti della ricaduta tardiva
Cellule tumorali dormienti nel midollo osseo spiegano le recidive decenni dopo il trattamento. Implicazioni per la ricerca e la farmacologia abruzzese
Marco Di Sante1,312 wordsEdition №12giovedì 11 giugno 2026 — Edizione № 12

Uno studio pubblicato su piattaforme di ricerca medica internazionali ha rivelato i meccanismi attraverso i quali le cellule del cancro al seno rimangono nascoste nel midollo osseo in uno stato di quiescenza, permettendo recidive tumorali anche decenni dopo il completamento del trattamento del tumore primario. Secondo il rapporto di News Medical, il fenomeno è dovuto alla capacità delle cellule cancerose di migrare nel midollo osseo e di entrare in uno stato inattivo, sfuggendo sia al sistema immunitario che alle terapie convenzionali.
La ricerca internazionale ha documentato come una piccola quantità di cellule tumorali possa trasferirsi dal sito primario al midollo osseo, dove rimane dormiente per periodi prolungati. Questo processo, noto come disseminazione precoce di cellule tumorali, rappresenta uno dei misteri più persistenti dell'oncologia: spiega perché pazienti dichiarate guarite possono sviluppare metastasi anni o decenni dopo la remissione apparente. La scoperta ha implicazioni significative per il monitoraggio a lungo termine e per lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche.
Per i centri di ricerca farmacologica dell'Abruzzo, che rappresentano un settore economico importante della regione, lo studio apre prospettive di collaborazione internazionale e di sviluppo di nuovi farmaci mirati. La ricerca oncologica abruzzese, concentrata soprattutto in aziende farmaceutiche di medie dimensioni e in centri universitari, potrebbe beneficiare da una comprensione più profonda dei meccanismi di dormienza cellulare.
